R E C E N S I O N E


Recensione di Andrea Notarangelo

Notturno, elegante, inquieto. Tre parole perfette per la descrizione di questo Nerovivo, progetto che prende il nome da un brano dei Quintorigo e capeggiato da Evita Polidoro, giovane musicista, sia cantante che batterista, di diversi progetti e che sa muoversi sinuosa in ambito jazz. Iniziamo dalla fine, con tre parole che dovrebbero già spingere i più curiosi ad avvicinarsi senza esitazioni a questo disco. L’inizio è in sordina, attraverso Arie di Pioggia, omaggio personale dell’artista a Debussy e Jakob LaBro, nel quale il silenzio viene riempito poco alla volta con qualche spazzolata di batteria. In questi rumori serali che anticipano la primavera, un feedback crea l’atmosfera di raccoglimento necessaria ad entrare nelle trame liquide in aria Tortoise e a quel mondo post-rock che andava per la maggiore negli anni 2000.

Il ritmo circolare si arresta con un silenzio discreto che cede il passo a Black Mirror, una traccia che prende nome dall’omonima serie televisiva. Si tratta di una canzone decisa che sviluppa l’incipit e lo evolve in una composizione dove i protagonisti sono la batteria cadenzata e il tremolio di una chitarra che ricorda una candela accesa come unica fonte di luce. La melodia vira leggermente verso lidi malinconici e carichi di sentimento fino alla quiete e al soffio che ci lascia completamente al buio. Il suono rinasce quasi subito in Arie Dimenticate, piccolo intermezzo nato da un’improvvisazione collettiva capitanata da Davide Strangio e cadenzato da gocce di pioggia create dalla chitarra, le quali fungono da perfetta introduzione per il pezzo successivo. Limerick, canzone dedicata ad Aphex Twin, presenta uno sviluppo delicato, nel quale possiamo apprezzare l’elevata cura dei suoni. Non è un semplice commento di routine, ma è la reale constatazione che si ha quando ci si trova nello stereo un prodotto serio e suonato con il cuore. È evidente la passione con la quale si ricerca un determinato effetto della chitarra e le sfumature della batteria che insieme concorrono a creare un gioco perfetto di intese e di specchi nei quali riflettersi e meditare.

Le parti strumentali sono vive e fanno la differenza strutturando canzoni perfette nel loro genere che prendono distanze da sottofondi da lounge bar del centro di Milano, nei quali puoi osservare una ragazza che sta riempiendo il piatto con delle frittatine e un po’ di pasta mentre conversa con un tizio che non trova interessante al solo scopo di far passare il tempo. In Extra-Ordinary un piccolo tappeto sonoro ci distrae e, come in un gioco di prestigio ben riuscito, a un tratto sentiamo spuntare una voce femminile avvolgente che spezza di tanto in tanto l’ordinario. Il racconto è quello della fatica quotidiana di riuscire a mantenere i rapporti umani facendo, a volte, purtroppo i conti con inaspettati abbandoni. La parte strumentale avvolge e trasporta la voce che a un tratto scompare completamente e ci lascia in un’atmosfera calda e impalpabile cara a band quali i Sigur Ros. Arie Morte è il secondo intermezzo del disco ad opera del solo Nicolò Faraglia e costituito da piccoli tocchi secchi e oscuri che muoiono nel silenzio più profondo fino a un lento rinascere nella successiva In Your Head, forse la traccia più vicina alla classica forma canzone. Il pezzo è una riflessione sull’ipocondria nel quale veniamo accolti e avvolti nuovamente dalla voce calda accompagnata da pochi accordi di chitarra che si dilata fino alla sua conclusione. La chiusura è lasciata a Arie Ricordate, terzo e ultimo passaggio ambient che diventa eco della traccia iniziale e chiude l’opera in modo circolare.

Si tratta di un progetto che, come nella migliore tradizione di album impegnati come ad esempio Spirit of Eden dei Talk Talk, offre la stessa importanza sia alla musica suonata, che alle pause d’atmosfera. Notturno, elegante, inquieto, dicevamo all’inizio, qualità di un disco che celebra e innalza il silenzio come vero protagonista dell’opera e come aspetto necessario alla sopravvivenza nella vita frenetica che ci circonda.

Tracklist:
01. Arie di pioggia (05:01)
02. Black Mirror (04:56)
03. Arie dimenticate (01:50)
04. Limerick (05:05)
05. Extra-Ordinary (06:06)
06. Arie morte (01:21)
07. In Your Head (04:48)
08. Arie ricordate (01:50)

Photo © Agnese Zingaretti



One response to “Evita Polidoro – Nerovivo (Tǔk Music, 2024)”

  1. […] nel gruppo New Generation – nonché con Evita Polidoro alla batteria e alla voce – leggi qui il recente commento di Off Topic al suo album […]

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