R E C E N S I O N E


Recensione di Lucio Vecchio

Dopo un’attesa di undici anni, Egidio Rondinone torna sulla scena musicale con un progetto ambizioso e innovativo come Ooparts. Questo concept album è un vero e proprio melting pot di sonorità, che spaziano dall’hip hop all’house, dai ritmi afro al jazz funk, il tutto condito da un’eclettica selezione di campioni tratti dal catalogo dell’A.MA Records.
Il risultato è un disco che sorprende per la sua freschezza, capace di catturare l’ascoltatore fin dalle prime note. La presenza di una line-up artistica di alto livello, con nomi come Fontaine Burnett, Gianluca Petrella e Valentina Magaletti, aggiunge un tocco internazionale e contemporaneo al progetto, confermando la grande passione di Egidio per la sperimentazione e la ricerca di nuovi suoni.

Il pedigree musicale di Rondinone, già noto per la sua collaborazione con artisti del calibro di Paolo Achenza e Greg Osby, si conferma in questo album, dove la sua maestria alla batteria e la sua creatività come beatmaker sono evidenti in ogni traccia. La scelta del titolo Ooparts è particolarmente azzeccata, in quanto sottolinea la natura fuori dagli schemi di questo progetto, che ribalta il concetto di “oggetti fuori posto” (OOPArt acronimo derivato dall’inglese Out Of Place ARTifacts, «manufatti, reperti fuori posto») trasformandolo in “artisti fuori posto”, ovvero artisti che non si conformano alle regole e ai generi musicali precostituiti.
La natura stessa dei brani rende l’ascolto molto personale ed ognuno ne potrà ricavare sensazioni proprie.
Journey è un brano evocativo dalle rispondenze afro funk che suggerisce un viaggio introspettivo ed invita ad intraprendere un percorso alla scoperta di nuovi mondi musicali, attraverso un inserto di tromba mixata a sonorità elettroniche molto calde. Con Underwater si passa alla drum’n’bass e i vocalizzi di Fontaine Burnett ci spingono nelle profondità dell’anima e della psiche complici le atmosfere lounge create dalle tastiere e la ricorsività del tema. Con il terzo brano Gold Diggers il ritmo sale e ci ritroviamo proiettati su un dance floor.  Il trombone di Gianluca Petrella si inserisce in maniera decisa ma elegante sulle elettroniche di Rondinone che esplorano le dinamiche del potere e del desiderio. The Beginning è un brano onirico costruito sulla voce calda e sensuale di Sanja Markovic. Le atmosfere fumose sono trapunte dal flauto di Milena Jancuric che invita a riflettere sul passato e sulle nuove opportunità che il futuro può offrire. Multiverse richiama il concetto dell’esistenza di infiniti universi paralleli. Un brano sperimentale, psichedelico dove si inseriscono i fiati di Matt Demerritt e che riflette sulla natura della realtà e sull’esistenza di dimensioni alternative. Supa Dupa è il pezzo forse più easy listening del disco e non a caso è stato estratto come singolo. Un brano divertente, giocoso, energico e danzereccio, con influenze acid jazz e funk in cui i protagonisti sono la bellissima voce soul di Emma D’Eramo ed un assolo della chitarra di Simone Martorana. Maha Seenthy richiama atmosfere esotiche. Un brano complesso in stile afrobeat impreziosito da un fender rhodes e da loop di voci che ci portano lontano. Il disco si chiude con lo psichedelico Children Of Lions che mi ricorda un viaggio in africa di molti anni fa evocato dalle tipiche percussioni e dalla voce di Emma D’Eramo.
Ooparts è un disco che va ascoltato con attenzione, lasciandosi trasportare dalle sue vibrazioni e dalle sue atmosfere. È un viaggio musicale che ci porta in luoghi inaspettati, alla scoperta di sonorità affascinanti e che spinge il jazz su nuovi binari mescolandolo alla musica elettronica ed ai ritmi etnici. Un lavoro che conferma Egidio “Legit” Rondinone come uno dei batteristi e produttori più interessanti della scena italiana contemporanea.

Tracklist:
01. Journey
02. Underwater
03. Gold Diggers
04. The Beginning
05. Multiverse
06. Supa Dupa
07. Maha Seenthy
08. Children of Lions



Photo © Checco De Tullio

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