R E C E N S I O N E


Articolo di Sabrina Tolve

Il Muro del Canto torna con La Mejo Medicina, un album che rinnova il percorso della band romana, arricchito da una fusione di emozioni grezze e suoni nuovi. Dopo quattordici anni di carriera e numerose collaborazioni artistiche, la band sembra aver raggiunto una nuova maturità: l’album diventa così un inno alla resistenza, alla resilienza e alla dignità umana, e ancora una volta riporta alla luce l’anima più autentica della cultura popolare.
Il disco è stato inciso in tempi record, nonostante l’uscita dei due membri storici Alessandro Pieravanti e Alessandro Marinelli. I nuovi arrivati, Edoardo Petretti alle tastiere e Gino Binchi alla batteria, portano un’energia rinnovata che si mescola all’intensità espressiva di sempre. Grazie alla produzione del chitarrista Franco Pietropaoli, la band esprime una raffinatezza e una coerenza che catturano l’essenza di un gruppo che non ha mai abbandonato le proprie radici romane.

Con questo album, il gruppo fa un passo verso una narrazione più accessibile, alternando i dialetti romani con l’italiano e creando un dialogo tra tradizione e innovazione. Il risultato è un sound travolgente, che si muove tra folk rock e influenze nuove, mantenendo uno stile crudo e diretto. Il singolo Montale ne è un esempio perfetto, con una melodia contagiosa che anticipa i temi principali dell’album: il dolore, la libertà e la ribellione.
L’album si apre con Che te lo dico a fa, un brano di forte denuncia sociale e critica verso le autorità e le strutture di potere che cercano di controllare ogni aspetto della vita, ma con un tono beffardo e sarcastico. Segue Sotto n’artro Cielo che racconta l’epopea dell’emigrazione con una profondità emotiva e una sensibilità unica. Il testo narra delle separazioni, delle difficoltà economiche e delle scelte dolorose che spingono le persone a lasciare la loro terra in cerca di un futuro migliore. La frase iniziale, “se ‘sta terra fosse bona come è bella“, introduce l’amarezza di chi ama profondamente il proprio paese, ma è costretto a lasciarlo perché incapace di garantire una vita dignitosa. Dopo Montale già citato, arriva La Mejo Medicina che dà il titolo all’album e che si muove tra rabbia e ironia, con una dichiarazione di resistenza in mezzo alle avversità. L’amore e la musica diventano la mejo medicina per affrontare le frustrazioni quotidiane, in un mondo che spesso sembra togliere più di quanto offra. È una canzone che, attraverso una durezza stilistica, riflette su un amore che è tanto sofferto quanto potente. Aprile ha invece un tono più meditativo che cattura la bellezza della rinascita primaverile come un momento di speranza e riflessione. Mette in luce il contrasto tra la dolcezza della natura e le sfide della vita, sottolineando come il protagonista trovi forza nella resilienza. Eppure Soffia, ripreso da Pierangelo Bertoli, è una denuncia forte contro l’inquinamento e la distruzione ambientale, ma allo stesso tempo una dichiarazione di speranza. L’aria, che soffia ancora nonostante le devastazioni, rappresenta una forza di natura e resistenza contro la devastazione. La band utilizza la voce potente di Bertoli, mantenendo l’attenzione sulla difesa della natura come eredità imprescindibile. Pe’ Troppo Amore è un lamento struggente per un amore perduto che sembra destinato a durare come un ricordo vivo e doloroso, mentre Minerva si lega a un immaginario urbano, quasi rivoluzionario. Il testo sembra invocare una forza distruttrice, che scuote la città e porta con sé cambiamento e rinnovamento. Con richiami quasi apocalittici, la canzone suggerisce la presenza di una madre invisibile, forse Roma stessa, pronta a ribellarsi e ridisegnare tutto. Chiudono l’album Come l’Antichi e La Bandiera. Il primo è un’esaltazione di una vita vissuta intensamente, senza freni e senza compromessi, il secondo na riflessione sul desiderio d’avventura, di scoperta e di appartenenza.

I testi di Daniele Coccia Paifelman sono come sempre evocativi e poetici, pronti a proiettare l’ascoltatore in un mondo in cui le storie di vita e i sentimenti intensi dei personaggi di Roma risuonano con autenticità. La Mejo Medicina non è solo un ritorno, ma un passo avanti per Il Muro del Canto, che conferma la propria rilevanza nella scena musicale italiana e il proprio legame profondo con una realtà sociale in continuo cambiamento. Quest’opera intensa non deluderà i fan della band, e conferma Il Muro del Canto come una delle voci più originali e potenti del panorama musicale italiano.

Tracklist
01. Che te lo dico a fa
02. Sotto ‘n artro cielo
03. Montale
04. La mejo medicina
05. Aprile
06. Eppure soffia
07. Pe’ troppo amore
08. Minerva
09. Come l’antichi
10. La Bandiera


Photo © Georgiana Acostandei

2 risposte a “Il Muro del Canto – La Mejo Medicina (Goodfellas, 2024)”

  1. […] il loro ultimo album, La Mejo Medicina (trovate qui la recensione), Il Muro del Canto esplora temi profondamente radicati nella vita quotidiana: le […]

  2. […] loro produzione. Il singolo de Il Muro del Canto arriva dopo La mejo medicina (ne abbiamo scritto qui) e anticipa un nuovo capitolo discografico, mantenendo intatta l’identità della band: un […]

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