N E W S
Articolo di Lucia Dallabona
Il colpo di fulmine fra Max De Aloe e l’armonica cromatica risale ai suoi vent’anni. È studente di jazz in una scuola di musica dove suona il pianoforte quando ascolta un vinile del mitico Toots Thielemans (considerato il padre dello strumento); da lì, scoppia imprevisto un amore indissolubile che segna per sempre il corso della sua esistenza.
Quel suono che, con le sue quattro ottave di estensione può raggiungere tutte le note, rappresenta per Max qualcosa di meraviglioso, soprattutto perché si alimenta in modo unico del suo respiro; quando soffia una parte molto intima si anima ed esce, mentre quando aspira porta dentro di sé sensazioni che arrivano dal pubblico. Uno scambio affascinante che negli anni è cresciuto di valore in modo esponenziale rendendolo un artista molto apprezzato sia in Italia che all’estero.

Ad oggi, al suo attivo De Aloe ha più di 60 dischi, di cui 18 come leader, vanta collaborazioni prestigiose sia in sala di registrazione che dal vivo. I suoi concerti hanno toccato tutti e cinque i continenti ed ha ottenuto una serie di prestigiosi riconoscimenti, fra i quali spicca il fatto che: dal 2014 al 2018 ha vinto il Jazz It Awards, indetto dalla rivista Jazzit, come miglior musicista italiano nella categoria strumenti vari. Lo scorso agosto non solo è stato nominato grande ambasciatore dell’armonica in oriente all’Asia Pacific Armonica Festival di Shangai ma, unico della nostra nazionalità, è stato inserito all’interno del museo di Jiangyn, dedicato allo strumento stesso.
Il suo talento poliedrico che si nutre di una inesauribile curiosità e amore profondo per tutto ciò che ruota intorno alla cultura, lo ha portato a scelte rilevanti anche dal punto di vista sociale: originario di Busto Arsizio, vive a Gallarate dove, dal 1995, è fondatore e direttore del locale Centro Espressione Musicale (CEM) al quale possono accedere musicanti di ogni età, strumento e livello di preparazione. Attività di insegnamento che anche quest’anno lo ha visto impegnato, nel mese di agosto, nei seminari estivi di Nuoro Jazz, dieci giorni di full immersion nella musica fra workshop, concerti ogni sera e jam session che durano fino a notte fonda. Per tredici edizioni è stato ideatore e direttore artistico del Gallarate Jazz Festival; attualmente è direttore artistico di Mutamenti, festival itinerante che crea spazi fluidi di jazz senza frontiere in luoghi dell’arte e della storia compresi nella provincia di Massa Carrara. Dal 2018 ha deciso di prendere in mano sia le proprie produzioni, che quelle di altri musicisti che lo appassionano, creando l’etichetta discografica Barnum For Art, un progetto che prevede l’uscita di pochi dischi all’anno ai quali si dedica con la cura di un artigiano. Grandissimo estimatore di Sandro Penna, ha ideato lo spettacolo Sandro Penna secondo me, in cui si presenta come voce narrante che ne ricostruisce la verità poetica ed esistenziale accompagnandola con le note dell’armonica cromatica e della fisarmonica. Sono trascorsi 40 anni da quando Max è salito per la prima volta su un palco, 30 da quando svolge il suo mestiere in modo professionale, 5 lustri sono passati dalla pubblicazione del suo primo CD La danza di Matisse, realizzato per la Splasc(h) Records.

La rassegna Eventi in Jazz, organizzata nel Varesotto dall’associazione Area 101 APS con la direzione artistica di Mario Caccia, concluderà la propria programmazione con un evento speciale che rende un sentito omaggio proprio a quest’ultimo anniversario. Col contributo del Comune di Busto Arsizio, presso il Teatro Sociale Delia Cajelli, mercoledì 04 dicembre si svolgerà una serata unica e irripetibile esattamente nella città Natale che, negli anni ’80, ha visto muovere i primi passi dell’artista nella musica. Il concerto, basato solo su composizioni di De Aloe, partirà dall’album di esordio di cui sopra, fino ad approdare al più recente Melodic Monk. Sulla sua pagina facebook l’artista ha chiesto a chi lo segue da sempre con stima e affetto di aiutarlo nella compilazione della scaletta, a riprova che si tratterà di una festa ancora una volta all’insegna dell’inclusione; ad accompagnarlo ci saranno i più fidati compagni del quartetto con cui ha condiviso tanti momenti sul palco: al piano Roberto Olzer, alla sezione ritmica Marco Mistrangelo (contrabbasso) e Nicola Stranieri (batteria).
La meraviglia della musica, delle vibrazioni speciali che si sprigionano quando si celebra una passione forte della vita, è pronta ad entrare in circolo e a nutrire di bellezza tutti coloro che coglieranno l’occasione di essere presenti.
Informazioni dettagliate sull’evento:
Luogo: Busto Arsizio (Va), Teatro Sociale Delia Cajelli, via D. Alighieri 20.
Data: 04 dicembre 2024 ore 21
Modalità ingresso: gratuito con libera donazione
Contatti e informazioni:
cell: 3478906468
Online: http://www.facebook.com/eventiinjazz
Instagram: @eventi_in_jazz



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