R E C E N S I O N E

Recensione di Lucio Vecchio

Con Entanglements, il sassofonista romano Fabio Tullio ci regala un’opera che sfida i confini tradizionali del jazz per esplorare le connessioni più profonde tra improvvisazione musicale e concetti scientifici. Pubblicato da A.Ma Records, questo secondo album segue il successo di Tales From Within (2018) e rappresenta un ulteriore passo avanti nella ricerca artistica di Tullio.
Ispirato dal fenomeno quantistico dell’entanglement (intreccio, legame), l’album composto da sette tracce, costruisce un dialogo sonoro in cui ogni musicista, come una particella, contribuisce a creare un sistema più complesso. È un esempio lampante di come l’arte dell’improvvisazione possa dar vita a qualcosa di unico e irripetibile. In Entanglements, il jazz diventa un laboratorio in cui la creazione collettiva e l’interazione tra i musicisti generano nuova vita, trasmettendo all’ascoltatore l’essenza di questa unione.


Questa raccolta non è solo musica, ma un manifesto sulla connessione tra scienza e arte, tra matematica e creatività. Fabio Tullio riesce a tradurre in suoni complessi temi come l’interdipendenza e l’intreccio, rendendoli accessibili all’ascoltatore attraverso una tessitura melodica che è insieme stratificata e spontanea.
L’ensemble di musicisti scelto da Tullio si rivela all’altezza del compito.
Alessandro Gwis al pianoforte e alle tastiere aggiunge profondità armonica, mentre Andrea Colella al contrabbasso e Massimiliano De Lucia alla batteria costruiscono un tappeto ritmico solido ma flessibile. La chitarra di Andrea Gomellini e la tromba di Claudio Corvini donano colori timbrici che arricchiscono ulteriormente il quadro sonoro. Le percussioni di Simone Talone completano l’insieme con un tocco esotico e avvolgente.
L’album si distingue per la varietà stilistica e per la qualità dell’esecuzione.
La traccia d’apertura,
Don’t Forget, è un inno alla sensibilità contemporanea e unisce il calore del folk alle nuances del jazz. La voce di Marta Capponi si intreccia con le linee folk/jazz, creando un’atmosfera eterea che cattura l’ascoltatore sin dai primi istanti.
In
The Balance la chitarra di Andrea Gomellini compie un’incursione sul finale ed il brano cambia improvvisamente pelle.
La title-track,
Entanglements, si apre con una lunga improvvisazione di sassofono e le suggestioni oniriche riportano alla memoria echi di suoni conosciuti.
Con
Ode si cambia registro. La frenesia lascia il passo e, pur rimanendo in ambito onirico, l’anima si fa più leggera. Ode sembra quasi sia stata inserita proprio lì a fare da contraltare alla traccia precedente in un’alternanza di momenti di intensa complessità musicale con sezioni più melodiche e contemplative.
The Return of Mr. Crohn aggiunge all’album un tocco di ironia e imprevedibilità. Il brano è diviso in due parti: la prima frenetica in cui l’interplay è suggellato dai cambi repentini fra gli strumenti che seguono il flusso armonico dettato dal sax per poi emanciparsi in brevissimi soli, la seconda più tranquilla in cui tutti gli strumenti hanno un loro spazio.
Elements esplora le fondamenta ritmiche e armoniche del gruppo con una struttura ricca di dinamiche. Oltre al sax i protagonisti sono la chitarra e la tromba, un ménage à trois che dà luogo ad un finale romantico.
La chiusura del disco, con
Untitled Spirit, è un viaggio spirituale suddiviso in tre momenti distinti (Intro -Journey – Dilemma), in cui il sassofono di Tullio guida l’ensemble in un complesso gioco di sovrapposizioni e interazioni, culminando in un’esperienza trascendentale, complice la voce di Marta Capponi.
Come afferma lo stesso Tullio, “
musica e matematica sono andate di pari passo fin dalle loro origini”, e questa filosofia permea tutto Entanglements. L’album è un invito all’improvvisazione strutturata, in cui temi complessi e linee melodiche si intrecciano, si separano e si riuniscono in una danza costante.

Entanglements conferma il talento di Fabio Tullio come compositore e sassofonista, capace di fondere tecnica, sensibilità e concetti profondi in una narrazione musicale avvincente. Un disco che piacerà a chi cerca una musica che trascenda i confini del genere.

Tracklist:
01. Don’t Forget (06:37)
02. The Balance (06:56)
03. Entanglements (06:31)
04. Ode (06:29)
05. The Return Of Mr. Crohn (08:37)
06. Elements (05:27)
07. Untitled Spiritual (Intro – Journey – Dilemma) (07:07)

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