R E C E N S I O N E
Recensione di Fabio Baietti
Omaggiare: manifestare rispetto, devozione verso qualcuno. Personalizzare: adattare alle proprie esigenze, conferendo originalità ad un prodotto. Un buon dizionario aiuta a definire l’architrave su cui poggia il progetto Modugno sulla Luna. Il resto lo fanno le numerose interconnessioni temporali, personali ed artistiche tra il Maestro di Polignano a Mare e Luca Gemma. A partire dall’infanzia dell’ex leader dei Rosso Maltese, quella segnata dai lunghi viaggi in auto con la famiglia, in cui l’autoradio era sostituita dalle compilation ante litteram proposte dal padre. Il coro di Nel blu, dipinto di blu era sempre tra i più gettonati. Domenico Modugno ha rappresentato (insieme a Fred Buscaglione, pur nelle loro differenze stilistiche e di way of life) un punto di svolta, l’essere precursore di un cambiamento epocale nell’ingessato, tradizionalista mondo musicale italiano degli anni ’50.

Luca Gemma ama la visione poetica di Modugno, soprattutto il suo fondere canzone popolare e cultura. Osservando e raccontando, soprattutto agli esordi, la società che lo circonda, fatta di natura incontaminata e il duro lavoro degli strati meno abbienti della società. Gemma fa sua questa prospettiva, rileggendo, con fierezza e credibilità, quattro misconosciuti brani in dialetto salentino (Canto d’amuri, Ventu d’estati, Lu grillu e la Luna e Lu minaturi, cruda e realistica istantanea della vita in miniera), parte del primissimo canzoniere del giovane Modugno. Interprete poliedrico, capace di coniugare il teatro d’avanguardia con il musical, sortite televisive e cinematografiche nazional popolari con la poesia di Quasimodo e Pasolini. Proprio dalla penna dell’inquieto friulano proviene Cosa sono le nuvole, anello di congiunzione dei brani in italiano. L’iniziale L’avventura vede un’interpretazione sopra la media di Gemma, declamatoria con melodia, «com’è bella questa vita, senza ieri né domani», perché il momento da vivere è adesso.
Nella loro assoluta diversità stilistica, sono le versioni di Meraviglioso e Nel blu, dipinto di blu a rendere Modugno sulla Luna un disco must have. La prima è la sublimazione della splendida vocalità di Luca Gemma, così intensa da non cadere mai nella tentazione di scimmiottare l’originale. La canzone si dipana in modo tradizionale, salvo sterzare, nella seconda parte, in una lunga coda strumentale difficile da dimenticare. Una sorta di colonna sonora in miniatura, perfetta per accompagnare immagini di un road movie, girato tra i tramonti salentini. Una delle cose più belle ascoltate quest’anno. Spiazzante e scarnificata, al contrario, la versione, in duetto con il grandissimo Eugenio Finardi, di quello che da decenni, all’estero, viene considerato una sorta di inno nazionale bis. Ammetto come il primo ascolto mi abbia lasciato interdetto; poi ho iniziato ad apprezzare la voglia di non far diventare il brano una gara di voci, usando un arrangiamento dark e trasparente al tempo stesso, rimettendo il testo sul piedistallo. Sfida coraggiosa e vincente, vista la caratura artistica dei due musicisti coinvolti.
Un’altra prova discografica di qualità superiore per Luca Gemma, un Artista che, a modesto parere di chi scrive, meriterebbe ancor più visibilità (anche concertistica) di quella già ottenuta nella sua ormai lunga carriera.
Tracklist:
- L’avventura
- Cantu d’amuri
- Ventu d’estati
- Cosa sono le nuvole
- Lu minaturi
- Lu grillu e la luna
- Maraviglioso
- Nel blu, dipinto di blu




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