R E C E N S I O N E
Recensione di Aldo Pedron
B. B. King (Riley B. King) illustre creatura del Delta, é nato a Itta Bena nello stato del Mississippi il 16 settembre 1925 in una famiglia di contadini. Lui stesso aveva lavorato da ragazzo nei campi di cotone prima di scoprire la sua passione per la musica, dapprima in un coro gospel e poi avvicinandosi al country e alla chitarra blues grazie ai consigli di un cugino, il chitarrista country blues Bukka White, che King incontrò a Memphis dove si trasferì nel 1946 (e Beale Street, la strada dei club di blues di Memphis, è ancora uno dei principali luoghi del culto di B.B. King).
È considerato il bluesman più popolare del dopoguerra. L’unico a conciliare un’estetica nera e un appeal universale, multietnico e multigenerazionale. Sia a livello vocale che strumentale ha influenzato una miriade di musicisti come Otis Rush, Freddie King, Bobby Bland, Luther Allison, Shuggie Otis, Eric Clapton, Mike Bloomfield, Jimi Hendrix, Buddy Guy e molti altri.

Una leggenda della musica: questo è stato B.B. King. Nel panorama musicale mondiale viene considerato il “re del blues”: il primo genere della musica black in America, nato dal canto degli schiavi deportati dall’Africa; un genere che lo stesso B.B. King – insieme a una manciata di altri chitarristi – ha contribuito a rinnovare e a portare nella modernità, dalla campagna alla città, dall’acustico all’elettrico.
I suoi esordi a metà anni 40 tra Lexington non lontano da Greenwood, Kilmichael, Memphis e Indianola. Nel 1950 battezzò la sua chitarra “Lucille” (una Gibson) dovuto al fatto che durante un concerto a Twist nell’Arkansas, un litigio tra due uomini finì in una rissa che scatenò un incendio; tutti fuggirono, B.B. compreso, ma lui poi tornò indietro per salvare la sua chitarra. In seguito venne a sapere che i due uomini erano venuti alle mani per una donna, che si chiamava Lucille, e allora decise di chiamare così la sua chitarra: per ricordarsi sempre di non litigare per una donna, e di non entrare più in un edificio in fiamme.
B.B. King ha saputo sfruttare il proprio carisma per ampliare in modo significativo il pubblico degli amanti di questo genere musicale. È stato inoltre uno dei principali modelli da cui, alla fine degli anni Cinquanta, si è originata una nuova corrente del blues, il cosiddetto “West Side Sound”, più complesso e virtuosistico del Chicago Blues, rappresentato negli anni precedenti soprattutto da Muddy Waters. Per anni è stato l’attrazione principale di festival blues e jazz internazionali, vedette televisiva, ospite di alcune star nere e bianche, resta la figura più visibile e rappresentativa dell’intero universo Blues. Nel 1964 registrò il suo leggendario Live At Regal Theater of Chicago e Completely Well, nel 1969 iniziò una serie di tour che lo avrebbero portato tre anni più tardi a partecipare al Montreux Jazz Festival e nel 1968 al Newport Folk. Poi i suoi concerti in Europa ed il tour, nel 1970, come apripista per i Rolling Stones. Da qui nacque il suo album The Thrill Is Gone. Anni dopo, nel 1976, pubblicò l’album Together for the first time. Altri album importanti furono Live At San Quentin (1990), Live At The Apollo (1991), There Is Always One More Time (1992), King of the Blues (1992), Blues Summit (1993), Heart To Heart (1994) e Blues On The Bayou (1998). Ha inciso, collaborato con Bobby Bland, Leon Russell, Carole King, Eric Clapton, John Lee Hooker, Robert Cray, Ruth Brown, Etta James e in duetto con Diane Schuur. Nel 1995 è uscito Lucille & Friends, una compilation per il quale è stato assistito da colleghi famosi nel blues, come Bobby Bland, e personaggi pop come Stevie Wonder e Ringo Star. L’anno successivo, nel 1996, ha pubblicato How Blue You Can Eat, nel 2000 l’album con Eric Clapton Riding With The King e successivamente ha lavorato con Zucchero nel suo album Zu & Co (2005). Suoi pezzi come Caledonia, Every Day I Have The Blues, Rock Me Baby, When Love Comes To Town, The Thrill Is Gone (spettacolare ballata blues del 1970), Ain’t Nobody’s Business, Three O’Clock Blues (suo primo hit nel 1951), Sweet Little Angel e Bad luck sono oggi considerati classici del repertorio blues e spiccano tra quelli che hanno contribuito a renderlo famoso in tutto il mondo. Considerato uno dei migliori chitarristi elettrici di tutti i tempi, Riley B. King nella sua lunghissima carriera ha inciso oltre 50 album in studio e solo tra il 1951 e il 1985 è entrato 74 volte nella classifica americana sia dei brani sia degli album più venduti. Membro storico della Rock’n’roll Hall of Fame, in carriera King ha vinto 15 Grammy Award, l’ultimo nel 2009, per il miglior disco blues.

B.B. King Live At The 1977 Nancy Jazz Pulsations Festival è un doppio album inedito dal vivo inciso il 7 ottobre 1977. Un set davvero potente e poderoso dal maestro, cantante e chitarrista più influente in assoluto nell’ambito blues. La registrazione del concerto è a cura dell’Office de Radiodiffusion-Télévision-Francaise (ORTF) l’agenzia della radio nazionale francese. È la sua quinta visita nel continente e B. B. King è all’apice del successo. Pubblicato come doppio vinile (180 grammi) in edizione limitata versione deluxe per il Record Store Day il 29 novembre 2024 e come CD il 6 dicembre 2024.
S’incomincia con il medley Blue Monk (di Thelonious Monk) e Caldonia di Fleecie Moore, un jump-blues inciso per la prima volta nel 1945 da Louis Jordan and his Tympany Five per la Decca. Nonostante sia accreditata a sua moglie di allora è stata da lui composta e il suo primo grande hit poi inciso da numerosi altri artisti illustri. To Know You Is To Love You è un brano di Stevie Wonder composto con sua moglie, la cantante e compositrice Syreeta Wright (un matrimonio durato meno di due anni dal 1970 al 1972). 14 brani in totale tra cui tre strumentali come I Need My Baby (6.40), When I’m Wrong (6.03) e Have Faith (6.15). La band che accompagna B.B. King comprende suo nipote e direttore della formazione Walter King al sax tenore, Cato Waker III (sax contralto), Eddie Rowe (tromba), James Toney (organo), Milton Hopkins (chitarra), Joe Turner (basso) e Calep Emphrey Jr. alla batteria.
B.B. King è in perfetta forma e crea alcuni magici assoli di chitarra come in Sweet Black Angel o nella ballata di Brook Benton intitolata It’s Just A Matter of Time, qui in una versione di oltre 9 minuti. La stessa Have Faith di Shirrell Sutton vede B.B. King nel suo splendore con la sua amata ES-335 Gibson (Lucille) dove sul finale canta per qualche secondo fino alla fine. La fluidità della sua chitarra, la sua presenza carismatica, la bellezza delle sue improvvisazioni e la forza e convinzione del suo canto lo confermano un artista completo e ineguagliabile.
Tracklist:
01. Blue Monk/Caldonia (4:51)
02. Sweet Little Angel (7:17)
03. I Like To Live The Love (5:31)
04. It’s Just A Matter Of Time (9:37)
05. Why I Sing The Blues (6:37)
06. I Got Some Outside Help (I Don’t Really Need) (7:04)
07. The Thrill Is Gone (6:45)
08. I Need My Baby (6:40)
09. Sweet Sixteen (5:39)
10. Blues Instrumental (1:41)
11. To Know You Is To Love You (3:53)
12. When I’m Wrong (6:03)
13. Have Faith (6:15)
14. Outro Blues Instrumental (1:13)
Photo © Jean-Pierre Leloir (1), Jean Marc Birraux (2)




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