R E C E N S I O N E
Recensione di Alessandro Tacconi
Viene pubblicato un nuovo album di Claudio Fasoli con il quartetto NeXt dal titolo Hasard da Abeat Records, registrato presso lo studio Easy Nuts Lab da Stefano Spina. Si tratta della terza uscita in poco più di due anni per questo gruppo da parte della casa discografica, segno che il vecchio leone veneziano ha ancora molte cose da dire, e c’è gente che è pronta ad ascoltarlo. Nel 2022 l’album Next vinceva il Top Referendum Jazz come Miglior Disco dell’Anno, cui seguiva Hambush, altro lavoro che riscuoteva notevole interesse da parte di pubblico e critica.
Quindi, squadra che vince non si cambia. Compagni fidati di viaggio anche di questo lavoro sono Simone Massaron alla chitarra elettrica e agli effetti, Tito Mangialajo Rantzer (lui suona anche nell’album di Giancarlo Tossani, Rumor, di cui abbiamo scritto qui) al contrabbasso, Stefano Grasso alla batteria e alle percussioni.

Nove brani per trentacinque minuti di musica tesa e intensa. Se c’è una caratteristica che da sempre accompagna Claudio Fasoli è la ricerca costante di un altro modo di suonare. Non fermarsi mai alla prima soluzione, rifuggire qualsiasi cliché. Si assapora, in ogni suo lavoro, il piacere della ricerca, del trovare qualcosa di nuovo. Altrimenti perché si farebbe (o dovrebbe fare) musica, e arte. Dopo tanti anni e numerosi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, immaginiamo che non sia una cosa semplice riuscire a suonare “note altre”. E invece, la grande personalità del musicista emerge a ogni nuova prova.
Lo stesso impegno, il leader, se lo aspetta anche da chi lo accompagna. Particolarmente apprezzabile la sinergia che si crea tra il suono della chitarra elettrica di Simone Massaron, così nervosa e graffiante, e il suono corposo e materico dei sax del leader.
Nelle note di copertina del booklet, che contiene alcuni primi piani in bianco e nero e a colori davvero intensi dei musicisti, leggiamo che due brani sono stati scritti ex novo per questo ensemble Claud e KWWK. Nel primo, il sax soprano viene contrappuntato dal contrabbasso che esegue una serie dodecafonica.
Accanto a questi vi sono brani già pubblicati in precedenti lavori, che sono stati riarrangiati per l’occasione. È il caso, ad esempio, di Trio con cui si apre Hasard: le distorsioni della chitarra elettrica e l’interplay con il sax soprano, ci fanno presagire che l’album sarà un ascolto davvero molto, ma molto interessante!
Tra i brani inediti di questa nuova uscita vi sono Pet e Poes. Il primo prende le mosse con l’unisono di chitarra e sax, mentre batteria e contrabbasso si prendono uno spazio tutto per sé verso la metà del brano, per poi lasciare l’ultima parola nuovamente al sax di Fasoli.
Rada inizia in modo piuttosto teso, ancora una volta sulle corde di Stefano Massaron, mentre la sezione ritmica, Managialajo Rantzer e Grasso, scandisce inclemente il proprio ritmo. Febbrile la melodia suonata dal sax tenore.
Il brano che chiude Hasard, Des Bains, è il nome di un celebre hotel e potrebbe fare da contrappunto, come atmosfera un po’ sognante e al contempo inquieta, a una fotografia in bianco e nero di uno stretto vicolo che compare all’interno del libretto.
L’Hotel Des Bains ha un passato illustre sia per quanto riguarda lo stile architettonico neoclassico, sia per le vicende letterarie e cinematografiche che lo vedono protagonista. Lo scrittore tedesco Thomas Mann vi ambientò il suo celebre romanzo Morte a Venezia, e Luchino Visconti nel 1971 vi girò il film omonimo, secondo capitolo della trilogia tedesca insieme a La caduta degli dei e Ludwig, con un indimenticabile Dirk Bogarde.
Per assaporare a pieno il lavoro di questi musicisti, resta solo da mettere mano alla tastiera del pc e vedere dove suonerà prossimamente Claudio Fasoli e il suo NeXt 4et. Se ne sentiranno delle belle…
Tracklist:
01. Trio (03:22)
02. Rit (05:05)
03. Pet (03:55)
04. Rada (04:25)
05. Claud (03:52)
06. KWWK (04:48)
07. Poes (02:14)
08. Vigneti Improvvisi (02:23)
09. Des bains (04:56)


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