L I V E – R E P O R T


Articolo e immagini sonore Daniela Pontello

Quando grandi nomi del jazz europeo si uniscono in un progetto, la posta in gioco è sempre alta. La qualità artistica rischia di essere sopraffatta da esigenze di marketing o dalla volontà di produrre qualcosa di “innovativo” e “sorprendente”. Tuttavia, l’incontro tra Paolo Fresu, Richard Galliano e Jan Lundgren va ben oltre la somma dei singoli talenti: si tratta di una vera e propria magia musicale, un’alleanza che non solo soddisfa le aspettative, ma le supera, dando vita a qualcosa di unico e profondamente affascinante.
Il concerto al Blue Note di Milano del 22 marzo 2025 ha visto il ritorno sul palco di un trio che ha segnato la storia del jazz. Dal 2007, questo ensemble ha esplorato con grazia e intensità la fusione di tradizioni musicali diverse, dal jazz al tango argentino, dalla musica brasiliana alla tradizione popolare francese, passando attraverso il Mediterraneo, cuore pulsante di culture e storie. “Un viaggio musicale senza confini”.


Il concerto ha avuto inizio con la presentazione dell’ultimo capitolo del progetto Mare Nostrum, il cui nome deriva dal fatto che due dei membri, un sardo italiano e un nizzardo francese, si affacciano entrambi sul Mediterraneo. Al contrario, l’autore del brano Mare Nostrum, Jan, è svedese e guarda un altro mare. Così, il titolo è diventato non solo quello dell’album, ma anche l’essenza stessa del progetto, che fino ad oggi ha dato vita a quattro dischi. La serata ha offerto l’opportunità di ascoltare in anteprima l’ultimo capitolo, il IV, in uscita il 28 marzo. Ogni album della serie contiene brani originali, ma c’è sempre un momento in cui il trio reinterpreta un pezzo che non appartiene loro, ispirandosi alle tradizioni delle rispettive terre. Jan si ispira alla musica popolare svedese, Richard alla tradizione musicale francese. Fresu ha voluto espandere il suono del progetto, abbracciando una geografia più ampia che va dal Mediterraneo alla Persia.


Tra i brani presentati, spicca Khânemân (“La mia casa”), composto da una donna iraniana costretta a fuggire dal suo paese per aver scritto una canzone sulla liberazione femminile. Fresu ha dedicato questo pezzo a tutte le donne presenti in sala, offrendo un momento di riflessione sulla loro condizione nel mondo. Un altro momento emozionante è stato Belle-Ile-En-Mère, un brano introdotto dal profondo respiro della fisarmonica di Galliano, che evoca il suono della risacca marina. Inoltre, Galliano ha dedicato una ninna nanna alla nipote, donando al pubblico una delicata e personale composizione. La splendida Hope che Fresu ha dedicato alla speranza, riflettendo sui cambiamenti dei tempi: “Trent’anni fa, questa realtà non era la stessa. Era un’altra geografia, un’altra morte. I tempi sono cambiati, e oggi abbiamo il privilegio di poter parlare di tutto questo attraverso la musica. Speranza, perché se la speranza è l’ultima a morire, è anche vero che non possiamo morire per essa.”  

Ciò che rende Mare Nostrum IV e l’intero progetto così straordinari è l’alchimia che si è creata tra i tre musicisti, ormai perfettamente in sintonia. Non si tratta più di una semplice esecuzione tecnica, ma di una conversazione musicale fluida e spontanea, che non perde mai di vista la poesia e l’intensità emotiva. La chimica tra Fresu, Galliano e Lundgren è palpabile in ogni brano, e il pubblico non può fare a meno di essere rapito dalla forza di questa unione. Il concerto al Blue Note ha confermato che questo è un ulteriore, straordinario capitolo di un progetto che si è evoluto nel tempo, senza mai perdere la sua essenza. Il concerto non è stato solo l’esibizione di tre grandi musicisti, ma un incontro di anime musicali che hanno saputo toccare il cuore di chi li ascoltava. Mare Nostrum IV non è solo un album da possedere, ma un viaggio da vivere. Un appuntamento imperdibile per chi ama la musica che sa emozionare e trasmettere significati profondi, al di là delle etichette e delle convenzioni di genere.

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