R E C E N S I O N E


Recensione di Silvano

Una piacevole ventata di aria fresca e pulita. Così definirei l’ascolto del CD Spirit Fall del John Patitucci Trio che propone un “Progressive” piacevole e di facile lettura con radici ben note e ben interpretate. Un remainder a un be-bop di buona fattura musicalmente colto e di ottimo gusto.
L’ispiratore e band-leader cui fare riferimento per la realizzazione di questo lavoro è John Patitucci strumentista e compositore molto attivo in produzioni con caratteristiche “Fusion” in ambiente sia East che West Coast americane. Le collaborazioni di maggiore riguardo sono con personaggi del calibro di Chick Corea, Wayne Shorter e Herbie Hancock.
In questo lavoro John Patitucci sia nella versione acustica-4 corde (Double bass acustico) che in quella elettrica-6 corde (Elettrico) produce una traccia di basso efficace e mai banale. Mi piace cogliere la sua desinenza latina che gli regala una grazia mai gratuita o scontata. L’ambiente East Coast Fusion americano è ben presente e influenza apertamente la realizzazione di questo lavoro.

Il sax agile e dal suono brillante è di Chris Potter, tenore, soprano e clarinetto basso. Potter mostra una matrice “Coltrane” che non nuoce e tuttavia una certa ridondanza nel fraseggio rende il suo lavoro in qualche caso difficile da decifrare.
Ottima la batteria e le percussioni di Brian Blade che producono un drumming mai anonimo o banale. Sempre attenta e complice è la sua presenza a supporto efficace di basso e sax. I suoni sono precisi, puliti e ben dosati. L’ambiente studio si coglie molto bene nella sonorità della batteria che risulta vera e mai artefatta da inutili tecnicismi.

Il contenuto del CD apre con un sapore “ChordLess” data la formazione minimalista, ma proseguendo nell’ascolto questo sapore si perde, grazie alla bravura degli strumentisti e anche dall’originale creatività preposta nella presentazione dei vari brani. Una caratteristica comune ai vari pezzi proposti è l’accuratezza del trattamento mai banale ma teso sempre a una caratterizzazione precisa, sfruttando anche le diverse sonorità delle strumentazioni utilizzate e una ritmica complice e mai invasiva.
Il sapore ”Latino” ma anche “vagamente mediterraneo” del CD si coglie in diversi pezzi ove si arriva ad eseguire con il double bass un canone tipicamente da “samba brasiliana” suggerendo colori e ambientazioni carnevalesche.

Patitucci usa il suo basso elettrico a 6 corde in modo totale fornendo sia un fraseggio tipico del contrabbasso, un walking bass coinvolgente, che la generazione di armonizzazioni con accordi ben dosati per mezzo della parte alta dell’estensione dello strumento. La padronanza dello strumento è notevole arrivando ad eseguire parti di assolo con l’uso delle sole “armoniche” che lo strumento riesce a generare utilizzando in modo dedicato e particolare la pressione sulle corde dello strumento.
La realizzazione tecnica in studio è ben curata ed è quella che io vorrei ritrovare in ogni registrazione di jazz indifferentemente dalle caratteristiche del contenuto musicale prodotto ovvero un suono “live”, non artefatto, ove si senta la risposta sonora dell’ambiente di studio senza dover aggiungere artifici per ricreare un’ambiente inesistente.

Suggerisco vivamente la fruizione di questo gradevolissimo CD che grazie alla creatività dei musicisti coinvolti, alla loro tecnica raffinata, al contenuto musicale vario e di sapore a volte anche famigliare, risulta un esperimento riuscito di produrre un ascolto privo di gratuiti e problematici inquinamenti ma ricco di sensazioni calde e coinvolgenti sin dal primo ascolto.
That’s All Folks!

Musicisti:
John Patitucci | basso acustico ed elettrico
Chris Potter | sax tenore e soprano, clarinetto basso
Brian Blade | batteria e percussioni

Tracklist:
01. Think Fast (6:51)
02. Pole Star (6:58)
03. Deluge on 7th Ave (6:03)
04. Thoughts and Dreams (3:41)
05. Spirit Fall (6:18)
06. Lipím (7:40)
07. Silent Prayer (4:53)
08. House of Jade (6:53)
09. Light in the Darkness (2:51)
10. Sonrisa (6:51)

Photo © Dave Stapleton

Una risposta a “John Patitucci – Spirit Fall (Edition Records, 2025)”

  1. […] che dalle coste pugliesi è approdato al Greenwich Village, e il mitico John Patitucci – leggi qui, qui e ancora qui – al basso elettrico, presenza autorevole che imprime al progetto un respiro […]

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