R E C E N S I O N E


Recensione di Antonio Spanò Greco

Andrea Van Cleef, artista bresciano di lungo corso, dopo aver militato in band stoner rock quali gli Humulus, ha intrapreso da diversi anni l’attività solista abbracciando diversi stili e situazioni, affrontati tutti con sincera passione e dedizione e un caratteristico timbro vocale, accostato più volte a Mark Lanegan e Johnny Cash. Il suo precedente lavoro Horse Latitudes (leggi qui) ha raccolto tanti apprezzamenti, anche a livello internazionale, e sancito la collaborazione con la Rivertale Productions, italica casa discografica capitanata da Paolo Pagetti, connubio che continua con questo live registrato presso lo Smilin’ Castle Studios a Kyle in Texas il 30 dicembre 2024 e pubblicato il 26 giugno nei formati vinile e digitale.

Andrea Van Cleef (destra) and Simon Grazioli (sinistra)

Undici canzoni compongono quest’ultimo album: dieci provengono dai precedenti eccellenti lavori in studio e l’ultimo brano Big River è una cover del grande Johnny Cash. Live registrato negli studi del produttore e musicista Rick Del Castillo che ha collaborato con il regista Robert Rodriguez per le colonne sonore di C’era una volta in Messico e Machete, nonché per la versione di Malaguena Salerosa apparsa in Kill Bill vol. 2 di Quentin Tarantino, gli stessi studi in cui fu registrata parte di Horse Latitudes.

Accompagnato dal fedele chitarrista Simone Grazioli, a questa live session si sono uniti Mike Zeoli (batterista di Del Castillo), Matthew Smith (noto sessionman), Stefano Intelisano (tastierista e fisarmonicista molto richiesto in USA e collaboratore fisso di David Grissom) e Patricia Vonne (cantautrice, ammirata alcuni anni fa in Italia, e attrice).

Un live che ci mostra Andrea nel suo habitat preferito: giostrare con maestria e bravura sonorità che lambiscono territori cari al country, al southern gothic e al blues. Sono canzoni che, denudate dagli arrangiamenti in studio, riportano le stesse alle fasi primordiali, rendono l’atmosfera molto conviviale e godibile. La bellezza delle canzoni viene fuori per la semplicità con cui Andrea e amici riescono a suonarle, uno show che merita anche le platee della nostra penisola.

Cinque brani sono tratti da Horse Latitudes: Come Home cupa e fascinosa, Slaughter Creek ballata country western dal cuore pulsante, Love Is Lonely song dal ritmo sostenuto e orecchiabile, The Longest Song country rock alla Johnny Cash e Thing forse la canzone più europea ma che a Kyle viene trasformata in una ballad dai sapori sudisti. Da Tropic Of Nowhere (leggi qui) vengono riproposti The Highest Score brano intimista e sofferto che coglie nel segno, Friday che mi ricorda Mellencamp nel periodo migliore e Wrong Side Of A Gun singolo e video che hanno anticipato l’album con un testo autobiografico. Da Safari Station, album condiviso con Diego Deadman Potron, viene proposta l’eccellente You Can’t Hide Your Love Away che ci porta ai lidi cari a Neil Young e da Sundog la ancora più bella The Day You Tried To Kill Me ballata nel deserto texano sotto un cielo stellato. Chiude l’album Big River cover del grande Johnny Cash che ha ispirato molti musicisti non solo made in USA.

Con la speranza di poter assistere molto presto a un loro concerto, porgo i miei sinceri complimenti ad Andrea e a tutta la band.

Tracklist:

  1. Come Home
  2. The Highest Score
  3. Slaughter Creek
  4. Love Is Lonely
  5. You Can’t Hide Your Love Away
  6. The Longest Song
  7. Thing
  8. Friday
  9. Wrong Side Of A Gun
  10. The Day You Tried To Kill Me
  11. Big River

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