L I V E – R E P O R T
Articolo di Nicola Barin, immagini sonore © Rocco Delillo
Con la rassegna Voci di donne continua la splendida proposta dell’Associazione culturale Mantovana 4’33” di Matteo Gabutti, che consiglia quanto di meglio può offrire l’attuale panorama jazzistico. Dopo alcuni concerti estivi, si continua con il quartetto della violoncellista americana Tomeka Reid che comprende Mary Halvorson alla chitarra, Jason Roebke al contrabbasso e Tomas Fujiwara alla batteria. Ad aprire la serata la formazione Mantovana Toeur, che vede Eva Brigliadori al flauto traverso, Marco Beiato, chitarra acustica e loops, Gabriele Rampi, contrabbasso e Enrico Truzzi alla batteria.
La proposta dei Toeur si offre con una freschezza inusitata offrendoci un jazz dai mille rivoli che guarda al progressive rock con venature pop. Il suono è accattivante, brani veloci che si muovono con misura prediligendo la melodia, capaci di sorprendere e ammaliare.

A seguire Tomeka Reid, è una delle più interessanti voci del jazz contemporaneo che è riuscita a infondere al violoncello timbri e dinamiche incredibili.
La musicista si contorna di quattro perfetti strumentisti con la loro voce, tutti hanno una propria e consolidata individualità, hanno prodotto album a loro nome, ma qui contribuiscono alla voce d’insieme, si offrono al progetto collettivo. La violoncellista esplora il suo strumento offrendoci tutte le portentose possibilità dello stesso: pizzica le corde, le solletica, usa l’archetto e osservandola ci appare come un’entità unica con il violoncello, una fusione completa, lo strumento diviene un prolungamento del corpo.
La corposa parcellizzazione del ritmo di Fujiwara è incredibilmente efficace, lo scaturire del sound è continuo e fluente. Il dialogo tra chitarra e violoncello stupisce per la facilità e l’interscambio continuo, la Halvorson possiede un suono personalissimo. Il flusso musicale sembra fermarsi a mezz’aria, è come se le soluzioni armonico/ritmiche fossero davanti a noi da sempre con naturalezza.

Sauntering with Mr. Brown riassume tutta la mirabolante forza di questa musica: l’attenzione al suono come manifestazione singolare e autonoma, la capacità di sviluppare una ritmica imprevedibile ed efficace permettendo gli interventi di tutti i componenti, vedi il bellissimo assolo di chitarra della Halvorson. Ciò che seduce è anche l’abilità compositiva e la curiosità onnivora della violoncellista, cosi tesa a sondare le mille declinazioni e i diversi influssi che convergono nel jazz.
La Reid è un artista completa e la serata è stata superba, ringraziamo l’associazione 4’33” per l’intelligenza e la curiosità intellettuale che ci ha permesso di apprezzare questi notevoli artisti.










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