L I V E – R E P O R T


Articolo e immagini sonore di Erminio Garotta

Marc Ribot tenta di passare inosservato con un cappello calato sin sugli occhi, il pubblico lo riconosce, ma molto elegantemente non lo intercetta. Parole, scatti con il cellulare di nascosto, “… ma è lui? Sìsì, tranquillo, è lui” (due metri più in indietro, senza nessun cappello, a parte il suo d’ordinanza, Vinicio Capossela si accomoda a fianco di Franco Mussida…).

Siamo nella fucina della musica del CPM, JazzMi ha usato questo “antro del diavolo” per portare al suo cospetto un… un cosa? ma Ribot è un musicista, un poeta, un chitarrista, un compositore, che cosa è? Si può catalogare la musica di Marc Ribot?
Qualche pezzo del suo ultimo lavoro Map of a Blue City, poi Noah, poi Bella ciao, insomma un concerto che lascia il segno, intimo ma anche di condanna, di ribellione. Scritti di Ginsberg calati in un “mood” ribelle, un giro di blues, la musica del diavolo…
Difficile dimenticare questo concerto che la direzione artistica di JazzMi ha sapientemente inserito nel programma della edizione 2025.

Ringraziamo Il CPM per l’accoglienza e la disponibilità, l’ufficio stampa di JazzMi per averci dato l’opportunità di seguire questo concerto, i lavoratori dello spettacolo, i volontari, il pubblico e Marc Ribot.

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