R E C E N S I O N E


Recensione di Nicola Barin

Alessandro Sgobbio è in assoluto un musicista di una sensibilità prodigiosa, siamo ben felici nel salutare questa nuova uscita per l’etichetta norvegese AMP Music & Records.
Piano Music 3 si pone come ideale continuazione dei precedenti Piano Music e Piano Music 2 ma qui la riflessione e l’attenzione spasmodica per il suono è più concentrata.
Il Fazioli usato ha una gamma timbrica impressionante, le note nel registro grave sono di una luminosità e consistenza quasi fisica, certamente il plauso va anche a Stefano Amerio e al suo meraviglioso studio di registrazione Artesuono.

Se fissate i tasti di un piano si schiudono le innumerevoli possibilità dello strumento, al contrario Sgobbio si preoccupa di cancellare, con un gesto repentino, le note, le variazioni che occupano il pentagramma, per ricondurci a un approccio che utilizza esigue note per  ricominciare da una semplicità quasi primordiale. Se il tentativo è di fare tabula rasa, per tornare a una sorta di ancestralità originaria, le soluzioni per raggiungere l’intento si focalizzano sull’uso di tecniche estese (Forte Rocca) e sulla possibilità di un incontro mirato tra elettronica e suono acustico. L’attrattiva del progetto sicuramente sta nel fatto che l’artista è concentrato nel centellinare i suoi interventi senza cadere nel cliché e nel già sentito: la ripetizione della frasi, il contrappunto continuo (Veils) è intransigente, ogni linea melodica scardina la precedente. L’elettronica si inserisce con timbri diafani, suoni iridescenti, il tessuto sonoro si amplia, si creano piccoli momenti germinativi che scaturiscono da pure cellule melodiche. Ascoltate Red Gold, sembra di osservare un oggetto trascinato da un torrente: sprofonda, risale, attenua la sua corsa; il pianista è l’oggetto, il torrente il flusso musicale, non c’è differenza, l’uno influenza l’altro e l’ascoltatore assiste a questo scambio continuo. Dogs on 5th Avenue apparentemente si sviluppa con leggerezza, in realtà presenta continui condensamenti materici che fluttuano nel sostrato sottostante attuando una sensazione di dolce instabilità. Echoes sfuma i contorni degli oggetti e ci riporta ad una indeterminatezza delle forme, le due linee melodiche sostengono un percorso impervio, si affrontano in alcuni momenti per poi sfiorarsi e guardarsi da notevole distanza.

Sgobbio sembra distillare l’apparente semplicità da una complessità musicale notevole, nulla è lasciato al caso, il risultato soddisfa sia il cuore che la mente. Attendiamo con trepidazione i futuri lavori dell’artista.

Tracklist:
01. De Dei Dono (3:42)
02. Red Gold (2:45)
03. Echoes (3:31)
04. Dogs on 5th Avenue (3:36)
05. Dawns (صور) (1:53)
06. Veils (12:09)
07. Forte Rocca (4:13)
08. Alang (3:23)

cover e foto © Jeff Sales

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