R E C E N S I O N E


Recensione di Paola Tieppo

Alessandro Sgobbio, mi spiace ammetterlo, è per me una conoscenza piuttosto recente, però dal primo folgorante incontro con Piano Music, il suo meraviglioso intimo album di pianoforte solo uscito lo scorso anno, è stato irrinunciabile il desiderio di approfondire. Dopo ripetuti ascolti di questo e dei suoi precedenti lavori, ho metaforicamente divorato il suo ultimo Piano Music 2 che considero uno di quei dischi da far ‘girare sul piatto’ più e più volte, sicura di coglierne sempre qualche nuova appagante sfumatura. A differenza del precedente, questo progetto integra il suono acustico dello stesso pianoforte gran coda Fazioli con degli affascinanti effetti elettronici, forse lontani echi degli orientamenti giovanili dell’autore verso il progressive rock. Sgobbio è compositore, esecutore e produttore dell’intero album: nove brani, per una durata complessiva di poco superiore alla mezz’ora, ognuno dei quali è dedicato ad una persona o un luogo o un tema da lui ritenuti importanti e speciali.

Modular Circles, il brano più lungo, è stato scelto per essere il primo singolo: ispirato “ai significati spirituali legati al simbolo del cerchio, cioè cielo, perfezione ed eternità, è un invito a riscoprire il potere della meditazione”, sono le parole dell’autore, e infatti dalle prime note mi induce a chiudere gli occhi per cercare la connessione con la mia parte interiore più profonda. Attenzione: non si tratta di una musica banalmente semplice e rilassante, ma di una combinazione sonora dal carattere deciso che dapprima accompagna nel ‘viaggio’ e poi lascia alla ricerca del proprio percorso.

Ritengo interessante seguire la successione della pubblicazione dei singoli, come se fossero sassolini seminati da Alessandro per tracciare il sentiero del suo sentire. Il secondo estratto è stato The River: l’ispirazione qui sono “i molteplici simboli di fertilità del fiume, la forza della natura ed il fluire irreversibile del tempo”. Il brano, volutamente ipnotico, grazie in particolare alla predominante parte elettronica, è ulteriore efficace invito rivolto agli ascoltatori per quanto già detto sopra, a dimostrazione del valore che la musica ha per lui, che infatti la definisce “mezzo di comunicazione, connessione e -appunto- meditazione, profondamente importante”. Va ricordato che Sgobbio ha scelto in tenera età, verso i quattro/cinque anni, di suonare il pianoforte e da Martina Franca, città pugliese di origine, ha proseguito gli studi al Conservatorio Arrigo Boito di Parma, sotto la guida del Maestro Roberto Bonati. Qui è avvenuto l’incontro determinante della sua vita con Misha Alperin, pianista e compositore ucraino dotato di grande tecnica, energia e sensibilità. Nonostante l’immediata empatia e la sentita reciproca “connessione” -come ama definirla Alessandro- fra i due, sarà solo dopo quasi una decina d’anni, ed in una fase un po’ ‘sottotono’ della sua vita, che, grazie ad un imprevisto appuntamento, i suggerimenti e gli insegnamenti del mentore lo incoraggeranno e guideranno nel trovare la più appropriata espressione artistica.

Così si arriva alla terza traccia anticipatrice dell’album: Asker (Trees), che deriva il suo titolo dalla città norvegese in cui Alperin e Sgobbio erano soliti “trovarsi per fare lunghe passeggiate e lunghe conversazioni sulla musica, circondati dalla silenziosa natura norvegese” ricca di infiniti alberi e fiordi. Chiaramente la dedica, come indicato sulle note di copertina, è rivolta al mentore Misha Alperin, scomparso nel 2018, come pure per la ‘prima parte’ Asker (Light). Se Asker (Trees) è una sequenza ancora una volta meditativa, molto dolce, di piano ed elettronica, con prevalenza del primo, scaturita dai “ricordi personali unici ed indimenticabili”, Asker (Light) non è comunque molto dissimile, anzi mi giunge come una breve suite dove le parti si completano a vicenda, nonostante nella track list siano distanziate da Îlot Chalon che, guarda caso, è stato il quarto singolo divulgato. Questa breve elegia è ispirata dall’omonimo pittoresco quartiere parigino, già meta di molti speranzosi immigrati in arrivo a Parigi da svariate destinazioni, “carico di storia (e storie), quasi del tutto demolito negli ultimi decenni” dopo progressiva degradazione.

Il quinto ed ultimo estratto, dal titolo Keys And Returns, è la composizione che apre l’album ed è “dedicato alla memoria della giornalista Palestinese-Americana Shireen Abu Akleh, uccisa a colpi di arma da fuoco nei Territori Palestinesi occupati nel maggio 2022. Il suo lascito professionale e umano resta un’ispirazione per le nuove generazioni di giornalisti, e in particolare per le aspiranti giovani reporter arabe e palestinesi”. Completano Piano Music 2: Fondamenta De La Tana, omaggio ad una delle più vecchie strade dell’amata Venezia, e Tula e Einhausung, che si ricollegano agli elementi naturali e spirituali già contemplati nei primi due singoli.

Scrivendo queste parole, cercando informazioni per approfondire, e non solo, ho sempre tenuto la musica di Alessandro Sgobbio in riproduzione, a volte in cuffia altre no, ma il suo suono è così distintivo e originale, con contrapposizioni di energia e delicatezza, le sonorità elettroniche che fanno decollare la fantasia, il tocco sul piano mai scontato, da costringermi spesso a chiudere gli occhi per assorbirne appieno le vibrazioni positive, senza distrazione alcuna. Insomma, mi sento anch’io coinvolta dalla spirale di connessione partita da lontano ed arrivatami, ne sono certa, per non lasciarmi più.

“Ale!” -perché ormai così lo chiamo, come un amico- io aspetto di amplificare la magia con un concerto, che probabilmente sarà la prossima primavera a Milano e che senza dubbio mi farà dire #eiovadoadormirefelice …perché è ciò che già avviene con il semplice ascolto a distanza. Grazie!

Tracklist:
01. Keys and Returns (3:57)
02. Modular Circles (7:19)
03. The River (5:58)
04. Fondamenta De La Tana (1:57)
05. Tula (3:19)
06. Asker (Light) (5:18)
07. Îlot Chalon (1:26)
08. Asker (Trees) (3:49)
09. Einhausung (1:09)

Photo © Chiara Broccoli


2 risposte a “Alessandro Sgobbio – Piano Music 2 (AMP Music & Records, 2023)”

  1. […] Sgobbio, da quando mi sono avvicinata alla sua musica un paio di anni fa (v. qui), è diventato uno di quei pochissimi musicisti che cerco sempre di raggiungere, se possibile, […]

  2. […] Music & Records.Piano Music 3 si pone come ideale continuazione dei precedenti Piano Music e Piano Music 2 ma qui la riflessione e l’attenzione spasmodica per il suono è più concentrata.Il Fazioli […]

Rispondi

In evidenza

Scopri di più da Off Topic Magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere