R E C E N S I O N E
Recensione di Alessandro Tacconi
Per le feste natalizie Resonance Records ha deciso di esagerare pensando a tutti gli appassionati del polistrumentista Rahsaan Roland Kirk con la pubblicazione di ben due cofanetti!
Le registrazioni di Rahsaan Roland Kirk, sia in studio che dal vivo, sono sempre caratterizzate da una certa dose di imprevedibilità e ciò rende ogni ascolto emozionante. Dopo aver sognato di suonare diversi strumenti contemporaneamente, decide di farlo! In anni di sperimentazioni e pratica matura una tecnica assolutamente unica, anche grazie alla respirazione circolare. Chi mai, prima di lui, aveva realizzato una cosa del genere? Suonare più strumenti a fiato nello stesso momento, gli permette di aumentare le possibilità timbriche delle interpretazioni, ma occorre avere una capacità polmonare fuori dall’ordinario. E il nostro l’aveva eccome.

Suona con pari maestria il sax tenore, lo stritch (una sorta di sax alto dritto), il manzello (un saxello modificato che ha la campana rivolta verso l’alto), il flauto, fischietti, la cornamusa e oltre a tutto ciò canta. È a tutti gli effetti un one man band. Rahsaan Roland Kirk (scomparso troppo presto a 42 anni!) si impose come uno degli interpreti più originali del jazz a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta (il primo album, Triple Threat, lo incise nel 1956), quando lo stile dominante era l’hard bop. Da artista onnivoro e innovativo le sue composizioni ed esibizioni erano ricche di riferimenti agli stili musicali più disparati: ragtime, soul jazz, swing, musica classica, free jazz, funk e pop. Il grande fascino della sua musica sta appunto nell’imprevedibilità delle esecuzioni, dando dal vivo il meglio di sé.
I due concerti pubblicati da Resonance Records sono stati prodotti da Zev Feldman e George Klabin. In questi anni i due hanno l’indubbio merito di avere riportato alla luce delle perle rare. Inoltre il lavoro in sala di missaggio sui nastri originali, grazie alle moderne tecnologie, consente di ottenere un suono ottimale, anche se si tratta di concerti dal vivo. Ogni volta la grande cura nella realizzazione del booklet e del cofanetto, utilizzando foto d’epoca e riportando interventi di colleghi musicisti, impreziosiscono e completano il piacere degli ascolti.
È bene ricordare che tutto quello che viene pubblicato da loro vede per la prima volta la luce! Resonance Records da questo punto di vista sta facendo scuola con le proprie pubblicazioni. Quante case discografiche si accontentano di ristampare, in occasione di qualche anniversario, la stessa edizione dell’album pubblicato a suo tempo, senza aggiungere nulla. Minima fatica, massima resa! Tanto i fan comprano lo stesso il nostro CD!
Si dovrebbe scegliere che cosa acquistare e regalare anche in base a quanta cura viene messa nel prodotto commercializzato.
Vibration in the Village. Live at the Village Gate, registrato il 26-27 novembre 1963, nasce come progetto cinematografico: realizzare un film documentario su Rahsaan Roland Kirk. Vengono fatte alcune riprese e le registrazioni del concerto, che sarebbero state montate sulle immagini. Sfortunatamente il regista (di cui non si conosce il nome!), muore senza portare a termine il progetto. Passano sessant’anni e i nastri delle registrazioni tornano alla luce. Durante le due serate si avvicendano al pianoforte Horace Parlan, Melvin Rhyne e Jane Getz, al contrabbasso vi è Henry Grimes e alla batteria Sonny Brown. Nove brani per la durata di 77 minuti, cinque sono dello stesso Rahsaan Roland Kirk (Jump Up and Down – Fast, Kirk’s Delight, Oboe Blues, Blues Minor at the Gate, For the Festival), poi vi sono due standard All the thing you are e Falling in love with love, Ecclusiastics di Charles Mingus con cui il nostro aveva collaborato l’anno precedente per l’album Oh Yeah.

Seek & Listen. Live at the Penthouse è stato registrato dal DJ Jim Wilke per la stazione radiofonica KING-FM l’8 e il 15 settembre 1967. Il cofanetto contiene due CD, uno per ogni data. Rahsaan Roland Kirk è accompagnano dal pianista Rahn Burton, il bassista Steve Novosel e il batterista Jimmy Hopps. La scaletta prevede un serie di brani dello stesso Kirk, tra cui uno dedicato all’amico contrabbassista Charles Mingus: Mingus griff song. Vi sono due medley, che mettono in mostra la straordinaria abilità ri-compositiva del nostro e della band. Il primo è dedicato a Duke Ellington: Everytime We Say Goodbye, I’ve Got It Bad (And That Ain’t Good), Sophisticated Lady, Satin Doll. Il secondo contiene i brani Blues for C & T, Happy Days Are Here Again, Down by the Riverside. Il nostro combina un blues in stile hard bop, un classico da ballo degli anni Venti e un gospel! La seconda parte del programma è più funk-jazz con i brani Ode to Billie Joe e Funk Undermeath.
I booklet di entrambi i cofanetti raccolgono gli interventi di colleghi musicisti, amici e critici musicali come Steve Turre, Jane Getz, James Carter, Chico Freeman… Tanti gli aneddoti e i ricordi legati a questo straordinario interprete. In alcuni casi fanno perfino sorridere, ad esempio quando Chico Freeman chiese di suonare con lui durante una session live ma non conosceva Giant Steps di John Coltrane, così Kirk gli disse: “Nella vita devi sempre essere pronto!”. Grande lezione, su e giù dal palco.
Non perdetevi questi regali golosi da fare agli amici oppure, come abbiamo fatto noi, regalandoveli perché certe strenne è perfino un peccato farle ad altri!
Vibration in the Village. Live at the Village Gate – Tracklist:
01. Jump Up And Down – Fast (15:34)
02. Ecclusiastics (5:52)
03. the Things You Are (7:33)
04. Laura (7:43)
05. Kirk’s Delight (12:37)
06. Oboe Blues (10:20)
07. Blues Minor at the Gate (6:28)
08. Falling In Love With Love (5:44)
09. Three For the Festival (6:09)
Seek & Listen. Live at the Penthouse – Tracklist:
CD1
01. The Jump Thing (1:18)
02. Alfie (5:22)
03. Mingus-Griff Song (12:12)
04. Medley: Ev’rytime We Say Goodbye, I’ve Got It Bad (And That Ain’t Good), Sophisticated Lady, Satin Doll (14:31)
05. Medley: Blues for C & T, Happy Days Are Here Again, Down By The Riverside (8:14)
CD2
01. Ode To Billie Joe (12:22)
02. Prelude To A Kiss (7:50)
03. Funk Underneath (4:59)
04. Lovellevelliloqui (7:12)
05. Now Please Don’t You Cry, Beautiful Edith (7:57)
06. Making Love After Hours (4:29)
Photo © Jean-Pierre Leloir






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