R E C E N S I O N E


Recensione di Aldo Pedron

Si chiama Buarqueana il nuovo album di Maria Pia De Vito, pubblicato in CD e in digitale per Parco della Musica Records (dal 2004 l’etichetta discografica della Fondazione Musica per Roma), con la partecipazione straordinaria di Chico Buarque De Hollanda (nato nel 1944 a Catete, Rio de Janeiro, Brasile). Maria Pia De Vito (Napoli, 1960) è invece una cantante, compositrice e arrangiatrice italiana. Ha studiato opera, canto contemporaneo, teoria musicale e armonia. Ha iniziato la sua carriera musicale nel 1976 come cantante e chitarrista in gruppi folk specializzati in musica popolare mediterranea e balcanica, suonando anche mandolino e vari strumenti a percussione. Unisce un interesse per la musica etnica e tradizionale mediterranea con la sperimentazione jazzistica.

Maria Pia De Vito resta tra le cantanti più importanti della scena jazz europea. Da sempre attratta dalle infinite possibilità sonore della voce, si dedica allo studio del canto lirico e contemporaneo, concentrandosi anche sulla composizione e l’arrangiamento. Le sperimentazioni avvengono in gruppi di ricerca sulla musica etnica, interessati alla polifonia, con particolare attenzione alle tradizioni dell’area mediterranea, balcanica e sudamericana. Non bastasse la timbrica, la potenza, la maestria stupefacente della sua voce, la complessità mai doma delle armonie di ogni sua composizione e improvvisazione e della reintepretazione della musica brasiliana (come ad esempio questo nuovo lavoro intitolato Buarqueana), a lasciarci stupefatti resterebbe comunque la profonda, critica, spietata coscienza delle scelte formali, che fa di Maria Pia De Vito molto più di una bravissima cantante di jazz. In ambito jazzistico nel giro di pochi anni la si ritrova a collaborare stabilmente con riconosciuti musicisti: John Taylor, Ralph Towner, Rita Marcotulli, Paolo Fresu, Danilo Rea, Steve Swallow, Gianluigi Trovesi, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava, Patrice Heral, Aldo Romano, Art Ensemble of Chicago, Giorgio Gaslini, Bruno Tommaso, Furio Di Castri, Dave Liebman, Miroslav Vitous e Francois Couturier.

Oltre una ventina di album al suo attivo, spaziando con progetti internazionali di rilievo come Il Pergolese (ECM) del 2013 – realizzato con la complicità di artisti bravissimi come il pianista François Couturier, la violoncellista Anja Lechner e il percussionista napoletano Michele Rabbia – una rilettura spericolata e rispettosissima dell’opera del maestro marchigiano barocco, che poi è di per sé leggenda, Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736). Ma l’innamoramento con il Brasile e la musica brasiliana la troviamo già in Port Da Madama con Guinga, Esperanza Spalding, Maria João, Maria Pia De Vito e Monica Salmaso, pubblicato in Brasile nel 2015. Core/ Coração, del 2017 è nuovamente dedicato al Brasile, con la benedizione di Chico Buarque – che troviamo anche in un brano – e la sorprendente decisione di tradurre dal napoletano al portoghese.

Buarqueana, registrato in parte alla casa del Jazz di Roma il 19, 20 e 21 novembre 2024 e a Rio De Janeiro il 25 e 26 gennaio 2025 è il nuovo progetto dedicato alla traduzione in napoletano e alla reintepretazione musicale dell’opera di Chico Buarque de Hollanda. Un album poetico e letterario, un lavoro a quattro mani, di ricerca del repertorio e affinamento delle traduzioni, seguito passo per passo insieme a Chico, che qui canta anche in due brani: Maninha e O’ Cunto D’Angelica (Angelica). In Buarqueana, Maria Pia De Vito, continua il percorso di ricerca, concentrandosi in questo caso esclusivamente sull’opera di Chico Buarque. Non si limita a tradurre, ma restituisce a Chico il suo repertorio in una lingua e in un suono che in qualche modo gli appartiene.

La riscoperta di un linguaggio sociale e spirituale che trasforma la ferita in canto, la sopravvivenza in arte. La De Vito collabora con Buarque da circa 15 anni anche in maniera epistolare e in Buarqueana, la presenza di Chico stesso è stata fondamentale nel suggerire immagini, fino ad arrivare ad improvvisare delle soluzioni persino in napoletano, e con stupore di Maria Pia, di azzeccarle perfettamente. La pressocché perfetta conoscenza dell’italiano, e l’amore per il dialetto e la canzone napoletana, ha fatto sì che Chico abbia potuto immergersi nel dettaglio di ogni singola parola di questo lavoro cesellandolo insieme a Maria Pia.

L’album si apre con Uma Palavra (Parola Primma) a testimoniare la riflessione filosofica sul valore concreto della parola come mezzo per comunicare, conservare la memoria e definire l’identità personale e collettiva.
Melodista geniale e profondissimo poeta e ascoltatore, Chico Buarque scrive e sa parlare, attraverso le sue canzoni, con voce di donna, di uomo, di anziano, di bambino, di schiavo, e sempre con le parole e lo sguardo di un testimone lucido della storia dolorosa del Brasile e degli anni della dittatura, attraverso canzoni esplicite, o mimetizzate in un samba, un maracatù, in una storia d’amore. Arte appresa e raffinata per sfuggire alla censura della dittatura, che lo tampinava. Maria Pia De Vito interpreta le canzoni di Chico, in maniera eccelsa, dove la lingua brasileira (il portoghese) e il napoletano si fondono in un tutt’uno, il che significa un’unica entità, un insieme compatto e indivisibile e di forte musicalità. Meu Caro Amigo (Amico Mio) è una lettera mandata all’amico oltreoceano per raccontare che tutto apparentemente scorre uguale, si gioca a pallone e si canta, ma intanto si ingoiano sofferenze e soprusi. In O’ Cunto D’Angelica (Angelica), si narra della terribile storia di Zuzù Angel (la prima stilista brasiliana a imporsi a Hollywood), il cui figlio Stuart Angel, oppositore politico del regime, viene torturato e ucciso, gettato da un aereo e il suo corpo mai ritrovato. Poco dopo toccherà la stessa sorte a Zuzù. Visto questi giorni difficili per la democrazia mondiale, per la De Vito cantarla assieme a Chico in napoletano, è stato un momento di profonda emozione. In Maninha il dialogo a due è di sublime bellezza.  Samba e Ammore (Samba e Amor) sono per fortuna il rimedio del male e del malore delle nostre e loro vite.

In questo nuovo disco, le voci di Maria Pia e Chico, sono accompagnata da Roberto Taufic (chitarra), Huw Warren (bravissimo pianista gallese spesso con Maria Pia) e Roberto Rossi (batteria e percussioni). In qualità di ospite, è presente la cantante Monica Salmaso, una delle voci più importanti del Brasile contemporaneo, qui in Valsa Contro O’ Tiempo (Valsa Brasileira) in un duetto con un giusto contrappunto tra portoghese e napoletano.

Buarqueana è in un disco immaginativo, immaginifico, interiormente articolato, pieno di colori e poesia, in equilibrio tra fedeltà e atto creativo. Le parole in napoletano sono completamente aderenti alla musica e al significato del testo originale. La De Vito ha creato, assieme a Buarque una sorta di magia rendendo la cultura partenopea ancor più di un qualcosa che travalica nel suo particolarismo i confini geografici.

P.S. a chi fosse sfuggito, il titolo separato è Buarque a Napoli, “Buarque A NA”, geniale!

Tracklist:
01. ’Na Parola (Uma palavra) (Chico Buarque/Maria Pia De Vito)
02. Choro Bandito (Choro Bandido) (Edu Lobo/Chico Buarque/Maria Pia De Vito)
03. Almanacco (Almanaque) (Maria Pia De Vito/Chico Buarque)
04. Maninha (Chico Buarque) Feat: Chico Buarque
05. Amico mio (Meu caro amigo) (Francis Hime /Chico Buarque /Maria Pia De Vito)
06. Chest’è (Pois è) (Antonio Carlos Jobim / Chico Buarque / Maria Pia De Vito)
07. Leve (Liggera) (Carlinhos Vergueiro/Chico Buarque / Maria Pia De Vito)
08. ‘O cunto d’Angelica (Angelica) (Miltinho/Chico Buarque / Maria Pia De Vito) Feat: Chico Buarque
09. Valsa Contro ‘o tiempo (Valsa Brasileira) (Edu Lobo/Chico Buarque/Maria Pia De Vito) Feat: Monica Salmaso
10. Samba e ammore (Samba e amor) (Chico Buarque/Maria Pia De Vito)
11. Je me pensaje  (Atè pensei) (Chico Buarque/Maria Pia De Vito)
12. Tutte ‘e juorne( Cotidiano ) (Chico Buarque/Maria Pia De Vito)
13. Uocchie int’’a ‘ll’uocchie (Olhos nos olhos ) (Chico Buarque/Maria Pia De Vito)
14. Amante Dimane ( Futuros amantes ) (Chico Buarque/Maria Pia De Vito)
15. Samba d’o grande ammore (Samba do Grande amor) (Chico Buarque/Maria Pia De Vito)

Foto © Riccardo Musacchio/Musa


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