A R T E – M O S T R E


Articolo di Mario Grella

In una bella intervista rilasciata al Corriere della Sera, Stefano Boeri, Presidente della Triennale di Milano, traccia un bilancio della quarta istituzione culturale milanese (dopo Teatro alla Scala, Piccolo Teatro e Accademia di Brera), che dopo otto anni della sua brillante ed innovativa presidenza, risulta essere una delle più prestigiosa sedi di mostre d’arte, architettura, urbanistica, design, oltre che sede di spettacoli di danza, di musica, di teatro e, naturalmente non solo a Milano. In questo senso la collaborazione tra Triennale (che è una istituzione pubblica) e la parigina Fondation Cartier pour l’Art Contemporaine (fondazione privata), non ha fatto che aumentarne il prestigio e l’appeal internazionale. In questi anni la Triennale ha offerto 190 tra mostre ed esposizioni, alcune prodotte in proprio e altre coprodotte, totalizzando un totale di quattro milioni e seicentomila visitatori, numeri che per l’Italia sono quasi incredibili.

Ma alla lungimiranza di Stefano Boeri va anche ascritto il merito di aver dato sistemazione definitiva al Museo del Design Italiano, con oggetti, arredi e opere dal 1930 al 2005 e la costruzione di rapporti stretti con due altre importanti istituzioni milanesi nell’ambito del disegno industriale ovvero l’Adi Design Museum e il Casva, il centro studi arti visive del Comune di Milano. Nell’intervista al Corriere, Boeri ricorda anche le tre esposizioni internazionali, Broken Nature (2019), Unknown Unknowns (2022) e Inequalities (2025), mostre di grandissimo rilievo e richiamo nazionale ed internazionale. C’è naturalmente posto anche per qualche rimpianto e per il ricordo della scomparsa, negli anni del Covid, di tre grandi personalità del design e dell’arte e della cultura come Enzo Mari e Lea Vergine e di Giovanni Gastel, fotografo, scrittore e poeta.

La Triennale “firmata” Stefano Boeri è stata non solo un’istituzione aperta e attenta alla realtà e al suo evolversi, basterebbe ricordare la particolarissima installazione sulle vittime di Gaza realizzata sullo scalone monumentale. Con la signorilità e la pacatezza che lo contraddistingue, Stefano Boeri ha parole di ringraziamento per il Sindaco di Milano, Beppe Sala ma anche per le autorità e le personalità con cui ha avuto modo di interagire in questi anni. E il futuro? Alcuni nomi circolano già, si parla di Andrée Ruth Shammah, Fabio Novembre, Stefano Baia Curioni, Stefano Zecchi, Michele De Lucchi, personalità indubbiamente adatte per competenze specifiche a dirigere la Triennale, ma anche ahimè qualche nome, come quello di Letizia Moratti, appartenente al mondo dei soliti noti “dell’empireo politico”. Triste pensare ad una Triennale senza Stefano Boeri, ma sarebbe stato senz’altro peggio non aver avuto un Presidente così…


Photo credits
© 2 Gianluca Di Ioia, © 3 Andrea Martiradonna, © 4 e 5 DSL Studio

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