R E C E N S I O N E


Recensione di Sabrina Tolve

A quattro anni dall’ultimo lavoro in studio, The Notwist tornano con News from Planet Zombie, undicesimo album della band tedesca in uscita il 13 marzo 2026 per Morr Music. Registrato a Monaco nell’arco di una sola settimana presso lo spazio artistico Import Export, il disco segna un momento particolare nella storia del gruppo: è infatti il primo album dai tempi di 12 (1995) registrato interamente in studio dalla formazione estesa che accompagna la band dal vivo. Il nucleo storico formato da Markus Acher, Micha Acher e Cico Beck si muove quindi insieme a una piccola comunità di musicisti, trasformando il disco in un lavoro collettivo che mescola elettronica, indie rock e pop sperimentale.

Da sempre difficili da collocare in una categoria precisa, i Notwist hanno costruito negli anni una lingua musicale riconoscibile: chitarre delicate, elettronica minimale e una malinconia luminosa che spesso si apre a melodie sorprendentemente pop. News from Planet Zombie continua su questa traiettoria, ma con un approccio più diretto. Registrato quasi in presa diretta, il disco mantiene alcune imperfezioni che rendono l’ascolto più vivo e immediato. Le canzoni sembrano nascere dal dialogo continuo tra i musicisti, tra momenti intimi e improvvise accelerazioni collettive. Il titolo e alcune immagini ricorrenti rimandano all’immaginario dei film horror di serie B: per Markus Acher il “pianeta zombie” è una metafora del presente, ma invece di indulgere nel pessimismo, il disco prova a rispondere con calore e solidarietà. 

Teeth apre l’album con un tono riflessivo. La struttura è stratificata, quasi sospesa, come se la band stesse preparando il terreno emotivo del disco. Segue X-Ray, primo singolo, che cambia immediatamente atmosfera: la band accelera e costruisce un brano pop luminoso, uno dei momenti più accessibili del lavoro. Propeller è costruita su tastiere scintillanti e ritmi leggeri. L’arrangiamento dà la sensazione di movimento continuo, come pietre che rimbalzano sull’acqua. Si continua con Red Sun, cover di Neil Young, tratta dall’album Silver & Gold (2000). I Notwist la reinterpretano con delicatezza, trasformandola in un brano quasi etereo. The Turning cresce lentamente fino a diventare una delle melodie più calde del disco, con un finale che mette in evidenza la dimensione corale della band, mentre Snow torna su territori più minimalisti: ritmo contenuto, atmosfera malinconica e voce fragile in primo piano. Silver Lines è uno dei brani più brevi e diretti, costruito su una struttura pop essenziale e Who We Used to Be guarda al passato con un tono nostalgico, uno dei momenti più emotivi del disco. How the Story Ends è invece la seconda cover dell’album, originariamente della band folk-pop Lovers, dall’album I Am the West (2009). L’album si chiude con Projectors, che riporta l’album su territori più ritmici e stratificati, e Like This River. Il fiume evocato nel titolo – ispirato all’Isar di Monaco – diventa simbolo del tempo che scorre: sempre uguale e sempre diverso.

News from Planet Zombie riafferma la capacità dei Notwist di costruire un equilibrio delicato tra introspezione e apertura collettiva. In un periodo storico che spesso sembra uscito da un film distopico, la band risponde con undici canzoni che non negano il caos del presente, ma suggeriscono una via più semplice e ostinata: restare insieme, continuare a suonare, e lasciare che la musica trovi ancora spazio tra le crepe del mondo.

Tracklist:
01. Teeth (6:16)
02. X-Ray (3:44)
03. Propeller (3:25)
04. Red Sun (4:08)
05. The Turning (5:04)
06. Snow (3:32)
07. Silver Lines (3:17)
08. Who We Used to Be (3:40)
09. How the Story Ends (3:57)
10. Projectors (4:10)
11. Like This River (4:24)

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