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Simone Catena

The Weather Station – Ignorance (Fat Possum Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Simone Catena

The Weather Station è un progetto fresco e sperimentale della cantautrice Tamara Lindeman, il nucleo è formato da ben sette musicisti di spessore, che creano un sound incantevole e di stampo alternative folk rock. Tamara leader e frontman principale oltre alla voce, si cimenta anche al pianoforte e chitarra. La band si forma a Toronto nel 2006, la patria di realtà importanti e grandi gruppi storici, l’esordio nel 2009 con The Line li lancia in un percorso di grande fattura, con una risposta enorme da parte del pubblico. Dopo alcuni cambi di formazione e una serie di dischi interessanti, tornano sulle scene con questo nuovo lavoro Ignorance. Prodotto per l’etichetta americana Fat Possum Records, il disco apre a un grande spirito di rinascita, soprattutto nello studio curato e approfondito dei brani, diversi e lineari tra loro. Tried to Tell You è il primo singolo rilasciato negli scorsi mesi. Nella struttura da subito si intuisce il tiro alternative, con tinte che si avvicinano al dream pop, alla scoperta di luoghi nascosti e sognanti. Il videoclip, diretto proprio dalla cantante, ritrae una persona smarrita assediata da miracoli e visioni di pura fantasia che scavano nel passato interiore di ognuno di noi, per poi reagire con rabbia e indifferenza.

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TV Priest – Uppers (Sub Pop Records, 2021)

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Recensione di Simone Catena

Uppers è l’esordio discografico per il progetto Tv Priest. La band si forma nel 2019 a Londra, per continuare la scia fortunata e di spessore, sul genere post punk. Il tutto nasce anche dal bisogno fisico, di creare insieme un sound nuovo e ricco di esperienza, per la stanchezza accumulata nel corso degli anni. Dopo i primi singoli rilasciati, il gruppo inglese è pronto al salto definitivo sulla scena underground del momento. Il primo lavoro è prodotto dall’etichetta Sub Pop Records, nel suo interno troviamo incognite politiche e culturali, che sfociano in una rabbia delirante dai toni forti. Durante la pandemia mondiale, come un lampo di genio esce un singolo House of York, che racchiude una ferocia incredibile, in un periodo avvolto nel caos e nella confusione più totale.
Il sound che troviamo all’interno del disco invece, spinge la band a richiami maturi, confermando già il grande successo di collettivi come Fontaines DC e Idles. Il frontman Charlie urla al mondo intero, tutto il suo odio e la sua frustrazione in questo clima desolato. Questa rumorosa macchina infernale prende il sopravvento in maniera tagliente e divertente, per tutta la durata dell’album lasciando di stucco l’ascoltatore.

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Lucero – When You Found Me (Liberty & Lament / Thiry Tigers, 2021)

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Recensione di Simone Catena

Il progetto Lucero nasce nel lontano 1998 a Memphis, creando un movimento alternative rock, con molte influenze country che sfociano nell’indie rock. Alle loro spalle hanno la bellezza di ben 9 album in studio, assai diversi tra loro sulle sonorità. Un collettivo storico che nell’arco di tutti questi anni, dopo alcuni cambi di formazione si sono ritagliati un posto decisivo sulla scena indie americana. In questo decimo lavoro When You Found Me tornano in maniera prepotente al passato, creando un suono classico carico di sentimenti e stati d’animo, trovando un buon equilibrio tra la nostalgia e il sound contemporaneo. Registrato al Sam Phillips Recording Studio per la loro etichetta Liberty & lament, è un disco che parla di esperienze personali del frontman Ben Nichols che inserisce il tutto nel processo di scrittura dei brani. Nei testi si cerca di raccontare una favola misteriosa con eroine immaginarie, toccando nel profondo dell’anima.

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Comatose – A Way Back (Transcending Records, 2021)

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Recensione di Simone Catena

L’unità Comatose è un interessante progetto nato nel Minnesota l’inverno 2019. Un collettivo di musicisti provenienti da diverse esperienze passate, in progetti che portano avanti il genere grungegaze, con tinte alternative ambient. Ritagliano una fetta importante sulla scena indipendente underground, nella zona più psichedelica dell’America.
Il nome della band è un grido estremo alle problematiche quotidiane del mondo, alle continue sofferenze, crisi economiche, terrorismo e infine la grande pandemia mondiale, che sta bloccando il sistema in maniera decisa. Loro rappresentano la nuova generazione perduta, che nonostante tutto dimostra di non arrendersi mai. In questo album di debutto A Way Back prodotto per l’etichetta Transcending Records, troviamo il sound diretto e incendiario di un intera generazione, avvolta in questo caos con una buona dose di riff energici anni 90 e i continui richiami al passato, per un risultato sorprendente.

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Lost Horizons – In Quiet Moments (Bella Union Records, 2020)

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Recensione di Simone Catena

I Lost Horizons tornano alla ribalta con un nuovo album molto interessante. In Quiet Moments è un disco maturo e personale, che viene studiato come un doppio LP di 16 tracce, diviso in due periodi differenti, prodotto per la Bella Union Records, la prima trance di pezzi esce a Dicembre, la seconda vedrà la luce ad anno nuovo, per la precisione a Febbraio. All’interno troviamo la collaborazione di diversi ospiti di spessore, tra cui: John Grant, C. Duncan, Marissa Nadler, Penelope Isles. Ma anche band di rilievo della nuova e vecchia scena underground.

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Mountain Caller – Chronicle I: The Truthseeker (New Heavy Sounds, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Simone Catena

Esordio discografico d’impatto per i Mountain Caller, progetto molto interessante nato a Londra. Il loro è un progressive sperimentale, tutto rigorosamente strumentale, che trascina la mente in viaggi cosmici ai confini del mondo. Chronicle I: The Truthseeker, viene prodotto per l’etichetta New Heavy Sounds ed è un sorprendente biglietto da visita, per qualcosa di nuovo e orecchiabile. Nelle loro sonorità troviamo un’infinità di riff macchinosi, che strizzano l’orecchio ai monumentali Sleep, ma ci sono anche i paradisi immensi e incantevoli degli scozzesi Mogwai. La band non ha nessun problema a ricevere paragoni scomodi, mescolando tutto il lavoro in studio con grande gusto musicale, accumulato in così poco tempo, band dalle enormi potenzialità.

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King Gizzard & The Lizard Wizard – K.G. (Flightless, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Simone Catena

I King Gizzard & The Lizard Wizard sono un super collettivo sperimentale australiano, formatosi a Melbourne nel 2010. Tornano sulle scene con il 16°album in studio dalle tinte psichedeliche e fuori dal normale. Un ennesimo salto estremo nelle sonorità acide e viaggianti, dopo l’enorme successo ottenuto lo scorso anno con un tour incendiario, che li ha portati sulla vetta delle classifiche underground di tutto il mondo. La band si è guadagnata una grande fetta di pubblico, sempre più affascinata ad entrare nel loro mondo cosmico e distopico. Nel nuovo lavoro troviamo qualcosa di innovativo e all’avanguardia, oltre ogni aspettativa.

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