R E C E N S I O N E


Recensione di Riccardo Talamazzi

Melodia ed armonia sono un po’ il cardo e il decumano di ogni costruzione musicale. Ciò non significa opporsi alle dissonanze e alle incongruenze, che a loro volta sono il sale del dubbio e delle contraddizioni della vita, e quindi anche di ogni forma d’arte, musica compresa. Ma nuotare, una volta ogni tanto, in un mare di note tutte rivolte a spumeggianti costrutti melodico-armonici, regala una sensazione rinfrescante, un ritorno alla purezza di suoni governati da eterne, matematiche leggi naturali. Da questo punto di vista il duo costituito da Joe Pisto, chitarra e interventi vocali, e Fausto Beccalossi, fisarmonica e voce, è una benedizione per le orecchie. Insieme da oltre un decennio, i due musicisti pubblicano un nuovo album come Respiro, dopo la precedente esperienza di Interplay (2018). Pisto è un chitarrista di estrazione classica ed anche un cantante jazz con una buona intenzione allo scat – potete ascoltare la sua voce nell’album London Vibes (2012). Se invece vi interessa anche il suono della sua chitarra elettrica, vi consiglio di prestare un ascolto ad un vecchio bel lavoro in trio insieme a Mecco Guidi e Bruno Farinelli, The Space Between Us (2008). Beccalossi è ben noto ai lettori di Off Topic per aver partecipato al lavoro di Michele Fazio World Trio, Infinity (2023) – leggi qui – e a quello di Michele Perruggini Disillusion (2023) – leggi anche qui – ed inoltre per aver prestato la sua opera all’album Cordemar di Franca Masu – vedi qui.

Beccalossi è uno tra i migliori fisarmonicisti italiani e se volete farvi un’idea delle sue capacità – ovviamente vi deve piacere la fisarmonica – c’è, tra gli altri, un album piuttosto indicativo del 2013, My Time, dove l’artista si esprime in solitudine. Ricordo anche la sua presenza, per un certo periodo di tempo, nella formazione del quintetto di Al Di Meola, la World Sinfonia Orchestra. In questo Respiro, Pisto, che è anche l’autore di tutti gli otto brani presenti, suona esclusivamente la chitarra classica con un timbro incisivo e delicato nel contempo, dimostrando influenze latine e spagnoleggianti, probabilmente acquisite anche in seguito alla frequentazione dei master con il venezuelano Alirio Diaz e lo spagnolo Alberto Ponce. Il senso avvolgente di un album come questo sta nell’intimo e continuo dialogo tra i due strumenti che induce un’aleggiante clima malinconico, qualcosa che mi ha ricordato le atmosfere della serie Mare Nostrum di Fresu, Galliano e Lundgren, oppure anche la garbata esperienza mediterranea di Naviganti e Sognatori con Mare Aperto (2024) – leggi qui. Del resto anche in questo caso, l’atteggiamento sistematico di Pisto & Beccalossi è quello di condensare suoni di diversa origine, sfumandone i confini di genere, per ottenere uno spettro di fragranze che vanno dal jazz – qui inteso in senso, direi, enzimatico – alla musica etnica e alle suggestioni tanghere, incuranti di inseguire uno stile specifico ma lasciandosi trasportare dall’ispirazione e da una coinvolgente solarità espressiva. Inoltre, riferendomi alla sensazione rigenerante a cui alludevo inizialmente, in un panorama musicale dominato spesso dalla frenesia della ricerca di un suono nuovo, con musicisti che talora s’impegnano al massimo per essere incomprensibili, in Respiro possiamo invece trovare una piccola oasi compiuta di pace e serenità che ci faccia ricordare l’importanza di una musica in grado di veicolare emozioni pacate e riflessive. Credo che questa impressione di compiutezza a cui ho accennato sia in parte anche legata ad un certo equilibrio delle parti scritte rispetto a quelle improvvisate, scelta in grado di sorvolare sull’eventualità di assoli lunghi e dispersivi – tra l’altro un’opzione analoga, mi pare sia stata fatta in una qualche misura anche per la già citata serie di Mare Nostrum...

Valse Pour l’Amour Perdou è una melodia semplice, un valzer lento, quasi un frammento di colonna sonora cinematografica. La musica rimanda ad un mondo di universi aperti al ricordo di una stagione sentimentale che non è più. La relazione dialettica tra i due strumenti resta sempre solida anche nella parte improvvisativa centrale e gode di una certa rarefazione armonica che ne incrementa la profondità emotiva.

L’Amante, al contrario del brano che lo precede, si focalizza sul presente in un tango passionalmente allusivo che ricorda le cadenze di Piazzolla. La traccia pare svolgersi in due momenti ben distinti. La scrittura, più velatamente aggressiva, ha un suo cammino incalzante fino a quando, superando il parossismo della tensione amorosa, si raggiunge un momento più meditativo. La prima parte improvvisata dalla chitarra di Pisto e raddoppiata da una voce, precede la seconda area estemporanea condotta questa volta dalla fisarmonica di Beccalossi. Per quello che riguarda la title-track Respiro, riporto le parole dello stesso autore, catturate da un’intervista concessa a Jazz in Family il 18/01/25 : “...la title-track, in particolare, è per me un simbolo di rinascita, dopo un lungo periodo di sfide emotive e personali, finalmente riesco a respirare di nuovo…”. Il brano vive in quella prospettiva di serena malinconia che pervade l’album per intero. Voce, fisarmonica e chitarra si sovrappongono in una fluida paratassi in cui non esistono gerarchie ma continuità d’intenzione e commenti musicali essenziali, dove ogni nota ha quindi il suo posto e la propria giustificazione. Il Treno rimanda ad una visibilità istantanea, con la fisarmonica che ne evoca il fischio e le corde della chitarra suonate in un muting che rimanda alla corsa sui binari. Un viaggio forse non solo esteriore, calato nel clima tanghero che tanto affascina l’Autore. Si tratta di un brano tra i migliori, non tanto e non solo per il mondo immaginale a cui allude, ma per l’evoluzione cangiante dello stesso sviluppo musicale, con numerosi inserti d’ispirazione iberica e il rispetto reciproco tra i due musicisti, che sembrano riconoscere perfettamente quelli che sono i loro territori e i limiti di partecipazione strumentale di ciascuno. Waiting For si concede maggiormente alle ali di un day-dream, dove gli accordi di chitarra aprono all’incedere della fisarmonica. L’armonia è dilatata e presta bene la sua architettura all’assolo sognante di Beccalossi, cui segue un altrettanto, prezioso intervento di Pisto, prima del rallentamento melodico che porta alla chiusura. Paris è un tangaccio cattivo che conduce in parte nella capitale francese, bussando alla porta di Django Reinhardt, e in altro modo a Buenos Aires, tra il pianeta di Piazzolla e quello di Saluzzi. Ottimi gli assoli di chitarra e fisarmonica, quasi a domanda e risposta, mentre i due musicisti continuano in questo gioco di raffinati scambi di ruoli con impressionante disinvoltura. Andalusia si apre con un altro muting di chitarra con quel caratteristico passaggio d’ispirazione spagnola a semitoni, giocando sempre sulla prospettiva della rammentazione – o della più fisica rimembranza – con la voce di Pisto che evoca il canto flamenco. Sole di Notte è un brano estremamente puro e rarefatto, molto melodico, con qualche reminiscenza classica – una barcarole? – e uno splendido intervento di fisarmonica. La chitarra insiste su un passaggio ascendente tra un primo grado maggiore ed un secondo minore e ci si avvicina quasi ad una melodia partenopea d’altri tempi, dove il sole notturno è una luna piena che si riflette suggestivamente sul mare.

Evidenziare l’invisibile è il sogno antico dell’arte. La musica di Joe Pisto e Fausto Beccalossi si apre allo Spirito attraverso la magia armonica, l’arte di una matematica pitagorica in grado di leggere il Mondo nella sua totalità, organica e non. Respiro non presenta una dissociazione tra forma e contenuto, perché i due valori, in questo caso, si sovrappongono senza alcuna schisi. Che tradotto in termini più immediati, significa che siamo di fronte a uno di quei casi, purtroppo non così frequenti in musica, dove l’ispirazione, la scrittura e l’improvvisazione restano inscindibili dal sotterraneo contenuto emotivo e sentimentale.

Tracklist:
01. Valse pour l’amour perdu
02. L’amante
03. Respiro
04. Il treno
05. Waiting for
06. Paris
07. Andalusia
08. Sole di notte

Photo © Mauro Cionci

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