Spartiti @ Circolo Gagarin, Busto Arsizio (Va) – 22 Aprile 2016

Postato il

IMG_1360

Articolo di Luca Franceschini, immagini sonore di Andrea Furlan

Dopo l’intervista di qualche settimana prima, non potevamo non cogliere l’occasione per vedere dal vivo Spartiti, il progetto di Max Collini e Jukka Reverberi che, attivo ormai da diversi anni, ha raggiunto una dimensione di stabilità dopo la pubblicazione di “Austerità”, il loro disco di debutto in studio.
IMG_1376

Il Circolo Gagarin di Busto Arsizio ha aperto da pochissimo la sua attività ed è un luogo di cui c’era bisogno, se consideriamo che a Milano e dintorni i posti per suonare sono sempre meno.
Atmosfera intima e raccolta, complice il buio della sala e le sedie che, come ci ha detto Jukka alla fine, i due vogliono siano sempre presenti, per favorire il pubblico in una fruizione attenta dello spettacolo.
Un’ora e mezza abbondante parecchio divertente, con Max che legge gli scritti suoi e quelli di altri autori a lui contemporanei (come Simone Lenzi o Simona Vinci) e Jukka che, seduto accanto, lavora con l’effettistica e la chitarra. Crea così ambienti sonori a volte stranianti, a volte ipnotici, altre soffusi, nei quali è comunque un piacere perdersi, mentre si gode delle storie che via via vengono raccontate.
A parte “Nuova Betlemme”, i pezzi di “Austerità” ci sono tutti: dal drammatico episodio di vita famigliare della title track, alla esilarante burla di “Sendero luminoso”, passando per la lucida analisi socioculturale di “Babbo Natale”, alla gustosissima storia di amore e finanza di “Banca locale”, fino al commovente ricordo di un’amica scomparsa in “Bagliore”.

IMG_1456

Senza ovviamente dimenticare il brano d’apertura, “Vera”, resoconto di uno degli episodi di copiatura scolastica più spregiudicati e geniali di sempre, ma anche interessante scorcio di un biennio, il 1985-86, nel quale Max Collini si affacciava alla militanza politica di sinistra, all’interno di un contesto in qualche modo sempre meno politicizzato.
Spazio anche per due pezzi inediti, parte del consistente repertorio dei due e concreto elemento a favore di un secondo disco che potrebbe arrivare molto prima del previsto.
“Ida e Augusta” è un bellissimo scritto di Arturo Bertoldi (il famoso complice di Max nella burla di “Sendero Luminoso”) che racconta un episodio realmente accaduto nel piccolissimo borgo reggiano di Gombio, dove due donne tedesche, da anni residenti lì per aver sposato  italiani del posto, salvarono l’intero paese da una rappresaglia nazista, provocando la commozione dei soldati per essersi rivolte a loro in tedesco.
Viene eseguita avendo in mente che di lì a pochi giorni sarebbe stato il 25 aprile e permettetemi una considerazione personale. E’ davvero confortante che per una volta si sia scelto di ricordare questo giorno con una storia bella e profondamente umana, quando troppo spesso certe rievocazioni non riescono, pur nella sincerità delle intenzioni, ad abbandonare del tutto il clima di feroce guerra civile che si respirava settant’anni fa.
Arriva poi il momento più esilarante della serata, quando Max legge il racconto inserito nel volume “Cosa volete sentire”, pubblicato qualche anno fa dalla Minimum Fax, contenente storie di musica scritte da musicisti della scena indipendente italiana. Il suo è davvero divertente e provoca grasse risate tra il pubblico, ma siccome il bello del testo sta nel suo finale a sorpresa, culmine di un crescendo davvero efficace, non sarebbe corretto dire qualcosa di più. Cercate solo di procurarvelo perché ne vale la pena.
A chiudere il tutto è una cover, scelta inusuale per un gruppo come il loro, ma assolutamente comprensibile quando si pensa che si tratta di “Qualcosa sulla vita”, uno dei brani più belli dei Massimo Volume. La versione di Spartiti è ovviamente molto più scarna ed essenziale, ma il lavoro chitarristico di Jukka è davvero notevole, soprattutto per una coda strumentale decisamente lunga e di impostazione quasi noise, che cambia radicalmente l’intenzione del pezzo e lo trasforma in qualcosa di profondamente personale.

IMG_1486

È stato un bel concerto, nel complesso. Godibile nella parte musicale e ricco di contenuti nei temi trattati, a patto però di volerci dedicare del tempo, ascoltando con attenzione, confrontandosi coi brani senza guardare ogni due per tre il telefonino, o chiacchierare col vicino di posto.
Purtroppo, al netto di una gran parte del pubblico attenta ed entusiasta, non è mancata la solita fetta rumorosa, fastidiosa e catatonicamente persa dietro al proprio smartphone. Non sappiamo più ascoltare, è un dato di fatto, se si continuerà così le performance dal vivo di ogni artista non potranno che venire penalizzate.
Al di là di questo, si va via contenti, con la netta impressione che il progetto Spartiti sia più che mai in forma e che possa giocare un ruolo non da poco nei prossimi anni.

IMG_1491

IMG_1392

IMG_1513

IMG_1466

IMG_1444

IMG_1427

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...