Fabrizio Bosso 4et @ Blue Note, Milano – 12 Aprile 2017

Postato il Aggiornato il

Articolo di James Cook, immagini sonore di Andrea Furlan

Il Blue Note, che negli ultimi anni si è aperto anche ai concerti di soul e pop raffinato, rimane pur sempre il tempio del jazz milanese. Appena entro mi rendo conto che l’atmosfera è molto diversa dalla maggior parte dei club che frequento abitualmente: oltre alla qualità delle proposte in cartellone, si distingue per precisione e puntualità.

Alle 21 spaccate, sale sul palco Nick The Nightfly, direttore artistico del locale, nonché celebre dj e musicista jazz che, con la sua immancabile verve introduce il quartetto di Fabrizio Bosso (che sarà anche in diretta su Radio Montecarlo). Il trombettista torinese parte subito a razzo, trascinando in una corsa a perdifiato i suoi tre musicisti . Julian Oliver Mazzariello al piano (che collabora con lui anche in altre formazioni), Nicola Angelucci alla batteria, ed il recente arrivo Jacopo Ferrazza al contrabbasso (ha preso il posto di Luca Alemanno, stabilitosi ormai da qualche mese a Los Angeles), ricoprono un ruolo importante nel gruppo e godono  da subito di ampi spazi in cui mettere in mostra il proprio talento. Non a caso nell’introdurre l’ultimo disco uscito qualche giorno fa, Fabrizio raccontava che l’idea di formare un quartetto era  nata per ascoltare la sua musica suonata da altri musicisti. Proseguiva poi dicendo “Con loro, il mio grande lusso è che potrei permettermi di non suonare e la musica funzionerebbe ugualmente”.

Se questo in parte è vero – e ce rendiamo conto nei momenti in cui il leader “cede la scena” – non si può negare che appena lui riavvicina la tromba alle labbra lo swing cambia passo, i brani assumono nuovi colori, si  impreziosiscono ulteriormente, avvicinandosi alla perfezione. La sua autorevolezza non viene mai messa in dubbio, ma al contempo ci arriva chiarissimo l’affiatamento che si condivide sul palco: è sufficiente un gesto quasi impercettibile di Bosso, perché i musicisti capiscano al volo qual è la direzione che dovranno prendere. I brani “veloci” sono di gran lunga i più presenti in scaletta, il pubblico è particolarmente ricettivo ed entusiasta di questa scelta. Dal mio punto di osservazione sopraelevato, mi rendo conto che l’organizzazione del Blue Note funziona come una macchina perfetta: i camerieri si muovono rapidamente tra i tavoli, i fotografi sono quasi mimetizzati, Nick introducendo il concerto ha inoltre invitato a non usare i cellulari nel locale. Mi ritrovo a pensare con un sorriso quanto il tutto sembri decisamente orientato a rendere l’esperienza di questo evento la migliore possibile.

Fabrizio si gode così il tutto esaurito (sicuramente non una novità per lui) ed un pubblico che, pur rimanendo molto composto, non risparmia ovazioni. Dai tavolini, apparecchiati per la cena ancora in svolgimento, gli applausi piovono copiosi sottolineando praticamente ogni suo intervento, oltre agli assoli dei membri della band. Le candele in sala fluttuano per i continui spostamenti d’aria così generati, creando un’atmosfera anche visivamente molto piacevole. A metà concerto Bosso presenta i musicisti dicendo: “sono meravigliose persone, prima ancora che meravigliosi musicisti”. Accenna poi al fatto che è venuto a Milano anche per presentare “State of the art”, un doppio album dal vivo realizzato durante tre concerti avvenuti tra il Blue Note di Tokyo, il Teatro Ristori di Verona e Palazzo Venezia a Roma. L’intento è stato quello di permettere all’ascoltatore di immergersi nelle diverse atmosfere dei luoghi in cui sono stati registrati i brani, dandogli la possibilità di entrare in quelle sale anche se, di fatto, non ci è mai stato. Specifica inoltre che, in realtà i primi pezzi eseguiti stasera, nel disco non ci sono, si tratta semplicemente di tracce vecchie (una di queste – Woman’s Glance – tratta addirittura da Fast Flight, prima pubblicazione a suo nome del lontano 2000) con nuovi e più maturi arrangiamenti. A metà scaletta inserisce tre standards che riscaldano ancor di più i presenti, tra cui un’esplosiva “Caravan” (di Duke Ellington) e la dolcissima “The shadow of your smile” (di Astrud Gilberto). Sono esecuzioni in cui spicca radiosa la personalità e l’esperienza di chi ha realizzato più di 20 album a suo nome, collaborato con tantissimi musicisti (non solo in ambito jazz) e fatto concerti in tutto il mondo.

Dopo averci tenuti incollati alla sedia con il piede in continuo movimento, il concerto si avvia verso la conclusione con i ringraziamenti di rito, ma – naturalmente – un’ovazione di richiamo sale dal pubblico. La band, poco dopo, torna sul palco senza Fabrizio, che compare in mezzo a noi spettatori, con l’immancabile tromba attaccata alle labbra. Passeggia e con naturalezza si siede ad un tavolo in cui trova una sedia libera mentre esegue una versione di “Cantabile” (di Michel Petrucciani). Con guizzi a tratti delicati, a tratti dolcemente intensi, rappresenta il picco emozionale della serata.
A questo punto i musicisti sembrerebbero volersene andare davvero, ma non resistono agli applausi che continuano incessanti, per cui ci regalano un ultimo vivace brano, “Minor Mood”, che conclude una serata perfetta sotto tutti i punti di vista.

Fabrizio Bosso da sempre coniuga un grande senso dello swing con fiumi di note che disperde a velocità vorticosa ma, negli ultimi anni, è riuscito a spostare l’equilibrio delle sue esecuzioni verso un lirismo ed una poesia che lasciano segni profondi nel pubblico che lo segue con passione. Dopo tanti anni di attività la sua capacità di emozionarsi e divertirsi mentre suona arrivano ancora intatte, anzi arricchite dall’esperienza di vita accumulata, a dimostrazione che, cosa niente affatto scontata, dietro un grande artista si cela un uomo maturo e in pace con se stesso.
Le luci, nel frattempo, si riaccendono, la massa del pubblico rapidamente defluisce e noto che prima delle 23 il locale è quasi vuoto. La Milano che lavora si rimette in viaggio verso casa portando con sé di sicuro un’esperienza  appagante. Uscendo sul marciapiede di via Borsieri, in una calda serata primaverile, mi rallegro così del fatto che in città ci siano anche locali in cui, comodi, si possa assistere ad un ottimo concerto, senza rientrare necessariamente a tarda notte…

Setlist:
Dubai
Woman’s Glance
Mapa
Black Spirit
The Nearness of You (Carmichael)
Caravan (Ellington,/Tizol/Mils)
The Shadow of Your Smile (Gilberto)
Dizzy’s Blues

Cantabile (Petrucciani)
Minor Mood

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