Baustelle @ Alcatraz, Milano – 21 Settembre 2017

Postato il Aggiornato il

Live report e immagini sonore di Stefania D’Egidio

Quasi sold out all’Alcatraz di Milano per la penultima tappa del tour “Amore e Violenza” dei Baustelle: il pubblico è quello dei fedelissimi, gli stessi che il 9 settembre avevano sfidato il diluvio universale di Sesto San Giovanni pur di vederli e che non vedevano l’ora di poter assistere allo spettacolo. L’attesa è finalmente finita, il concerto inizia alle 21.30 con il giovanissimo cantautore toscano Lucio Corsi che, con un look sfacciatamente anni ’70 e la sua Gibson acustica, intrattiene i fans con tre canzoni dai testi un po’ criptici.

Giusto il tempo di preparare gli strumenti e verso le 22.00 i Baustelle salgono sul palco, eleganti come sempre, accompagnati da Ettore Bianconi alle tastiere, Sebastiano De Gennaro alle percussioni, Alessandro Maiorino al basso, Diego Palazzo alle tastiere e chitarre e Andrea Faccioli alle chitarre; sullo sfondo il nome della band e una parete di sintetizzatori. Il concerto inizia proprio con un pezzo strumentale con i ragazzi ai sintetizzatori, di spalle rispetto al pubblico. L’atmosfera si fa calda, vengono suonate le hit dell’ultimo album, il Vangelo di Giovanni, Amanda Lear e Betty; Francesco Bianconi è in perfetta sintonia con la folla, scherza sul tempo e sulla settimana della moda, la voce è calda e sensuale, ricorda un certo De Andrè…

Si prosegue poi con i classici, quelli che ci hanno fatto innamorare della loro musica e del loro stile, La canzone del parco, Un romantico a Milano, La guerra è finita, Gomma, L’aeroplano e Charlie fa surf; nel locale si canta e nelle prime file si poga pure. Non possono mancare Bruci la città, interpretata in passato da Irene Grandi, e Piangi Roma, con la voce di Rachele Bastreghi che non fa rimpiangere per nulla quella di Valeria Golino, il momento è tra i più emozionanti della serata. Con grande sorpresa i ragazzi ci propongono una cover di Nick Cave, Henry Lee, e la suonano talmente bene che avrei voluto che la serata non finisse mai e, invece, il finale arriva inesorabilmente con Veronica n.2 e La canzone del riformatorio, brano del primo album, quasi a voler chiudere il cerchio iniziato 17 anni fa. Unico rammarico, manca all’appello Gli spietati, tra i miei brani preferiti, ma per il resto lo spettacolo è stato entusiasmante ed emozionante.

 

 

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