Suoni Mobili – Un festival che apre alla musica e alla bellezza

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Articolo di James Cook ed ElleBi

Suoni Mobili è una rassegna Ideata nel 2010 da Saul Beretta su commissione del Consorzio Brianteo Villa Greppi, diventata un punto di riferimento per la musica di qualità in tutta la regione Lombardia.
La nona edizione, partita il 28 giugno, con durata fino al 4 agosto, propone eventi in 27 comuni, compresi fra le province Milano, Lecco e Monza; il festival diffonde, in completa libertà, musica, cultura, relazioni, accendendo i riflettori anche su scenari inaspettati, a volte inaccessibili al pubblico: ville da scoprire, cortili, teatri naturali, piazze, fondazioni d’arte, aziende agricole, insomma eventi itineranti veramente unici nel loro genere.

38 giorni in cui la Brianza diventa un polo di attrazione con oltre 40 spettacoli che, per la loro multiforme qualità, riescono a destare l’interesse di interi nuclei famigliari, ripristinando così una preziosa complicità generazionale…
Abbiamo contattato Saul Beretta, direttore creativo, nonché cuore pulsante di questa gioiosa iniziativa, per conoscere più da vicino una realtà decisamente affascinante.

SAUL BERETTA

Artisti da 20 paesi e 4 continenti, talenti affermati, ma anche emergenti, 11 prime esibizioni assolute in Italia, nonché 18 presentazioni di progetti discografici. Immagino ci sia un lavoro di selezione e preparazione dietro tutto ciò davvero “immenso”, che mi incuriosisce particolarmente…
E’ un lavoro senza sosta e senza fine. Ho sempre le orecchie aperte e appena finisce una stagione comincio a pensare alla nuova (ho già una cartellina in computer che si chiama SM2019 dove metto anche le cose che non sono riuscito a realizzare nel 2018 o i progetti che per qualche ragione non potevano funzionare nell’edizione in corso).
Ci sono poi le cose pianificate fin dai mesi invernali e le occasioni che si sviluppano anche all’ultimo secondo, il palinsesto fino al momento della stampa può subire variazioni anche indipendenti dalla mia e nostra volontà. Insomma la mobilità mi accompagna tutto l’anno. Anche per il disco mobile è cosi, già durante il festival comincio a selezionare pezzi di live che mi hanno colpito di più; accatasto la legna nelle mie cartelle e nelle playlist che piano piano si riempiono e si svuotano come il mantice di una fisarmonica.

CHICUELO & MEZQUIDA

Altrettanto originale mi sembra la formula organizzativa del festival, che vede la collaborazione, fianco a fianco, di istituzioni pubbliche, enti religiosi, consorzi pubblici e privati. Come sei arrivato a realizzare questa sorta di “magica” sinergia, fra l’altro offerta gratuitamente al pubblico?
Ho imparato la pratica delle relazioni e che le relazioni umane vengono prima di tutto dall’esperienza di vita e lavoro di Natur&-onlus (la mamma di Musicamorfosi). Suoni Mobili e molto del lavoro di Musicamorfosi oggi, è una tela tessuta con pazienza e amore, senza mai perdersi d’animo anche davanti ai problemi apparentemente impossibili come la mancanza di risorse. Per Suoni Mobili abbiamo deciso che la mission doveva essere aprire aprire aprire le porte alla musica, alla bellezza, abbattere le barriere e che il resto sarebbe arrivato: sponsors, donazioni, numeri…
E’ un equilibrio sempre difficile da mantenere, ma il tempo e la pazienza sembrano darci ragione. Ci sono numeri impressionanti per progetti sconosciuti ai più. Non sarebbe accaduto con la biglietteria. Suoni Mobili si colloca al di fuori del sistema di mercato culturale, è un’anomalia, ma sembra funzionare pur essendo in qualche modo alternativo ai modelli che vanno per la maggiore. E’ giusto, non tutto si può vendere o comprare…

COLIN VALLON ALLA CHIESINA DEI MORTI

Contaminare, includere, aprirsi al confronto fra le culture, emozionare, sorprendere, spargendo ogni giorno un tocco di armoniosa bellezza, da riscoprire dentro e fuori di noi. Da dove nasce questo approccio profondamente spirituale, quasi mistico?
Dallo Zen, da una ricerca che è sotto sotto spirituale e passa anche e soprattutto dalla musica. Finché suonavo era in un certo modo maggiormente limitata a me stesso e ora che ho smesso di suonare (pubblicamente) mi sento di avere l’occasione di poter fare molto di più.

Nel corso degli anni di certo avrai accumulato diversi momenti professionali particolarmente emozionanti. Ce n’è uno che, più di tutti, ti senti di condividere con noi?
Mahh, così a sangue freddo… recente recente mi salta in mente l’emozione della voce di Deobrat Mishra che esplode in un Duomo di Monza gremito oltre ogni aspettativa, un apice di tensione emozionale, spirituale e pura gioia…
Questa edizione in particolare di Monza visionaria mi ha dato grandi soddisfazioni, ha tenuto molto bene insieme musica, desiderio di spiritualità e socialità, ai quali ambisco nella pratica degli equilibri della mia vita…

Qual è invece il tuo sogno (professionale) che vorresti realizzare?
Un festival in un’isola meravigliosa, dove puoi fare windsurf prima o dopo il concerto o raggiungere il palco nuotando, dove il vento ti spettina i capelli, il sole è tiepido nel modo giusto e non c’è pericolo di pioggia. Meditazione al mattino appena svegli e concerti spirituali al tramonto. Ecco, una cosa così…

Abbiamo partecipato a diverse serate di questa stimolante rassegna e quelle che seguono sono annotazioni “tecnico-emozionali” di quanto è successo:

ALESSANDRO ROSSI 4ET – EMANCIPATION

Alessandro Rossi 4et a Besana in Brianza, Chiostro dell’ex Monastero Benedettino
La nuova edizione di Suoni Mobili partita dal chiostro dell’ex Monastero Benedettino di Brugora, edificio dell’XI secolo eretto dalla famiglia Casati, ci accoglie in una  tranquilla atmosfera, che invoglia ad un ascolto attento. “Emancipation” è il titolo dell’esordio da leader di Alessandro Rossi, un giovane batterista che, con versatile talento, sta portando avanti un suo percorso di ricerca musicale. Viviamo un concerto avvincente, in cui il jazz contemporaneo si miscela con il rock e l’elettronica. Lo sviluppo dei pezzi regala variegate suggestioni sonore, viaggi psichedelici, visioni oniriche in cui la felice combinazione fra creatività e affiatamento permette all’ensemble di liberarsi brillantemente, emancipandosi, appunto, da qualsiasi etichetta. Andrea Lombardini (basso), Massimo Imperatore (chitarra), Massimiliano Milesi (sassofoni) ed Alessandro (batteria) realizzano una perfetta alchimia, suoni densi, atmosfere rarefatte che si alternano ad esplosioni energiche come testimoniano, oltre alle composizioni originali, i brani di Joe Henderson e dei Nirvana inseriti nel repertorio.

BAUL MEETS SAZ

Baul Meets Saz a Veduggio con Colzano, sagrato della chiesa di San Martino Vescovo
Mentre calano le prime ombre della sera ed un prodigioso sottofondo di grilli ci accompagna, seduti sulla famosa scalinata dipinta da Segantini nel quadro “a messa prima”, incontriamo i Baul Meets Saz.
Malabika Brahma (voce) e Sanjay Khyapa (dubki, dotara) sono Baul, ovvero menestrelli itineranti del Bengala. Emre Gültekin (saz, voce), con il suo strumento (detto anche chitarra saracena) e la voce diffonde invece la testimonianza di cantante nomade dell’Anatolia.
Entrambe le culture sono accomunate da una filosofia di vita semplice, fra pace, amore, rispetto, umiltà, il rapporto diretto col divino, insieme al desiderio di interrogarsi sul significato di parole come confini, viaggi, ricchezza…
Il trio, nato da un vero e proprio colpo di fulmine spirituale e musicale, è in Europa per presentare il nuovo disco “Namaz” (preghiera). Stasera è la prima data, ma mostra di essere perfettamente a proprio agio nel raccontare con parole e suoni un universo così mistico. Le magiche connessioni che si creano, trasformano la serata in un’esperienza interiore inaspettata, profondamente trascendentale e rilassante. Ascoltare queste melodie sotto le stelle ci porta lontano, in un lungo ed ammaliante viaggio…

ROBERTO OLZER

Uranus a Villasanta, Chiesa di S. Anastasia
Nella chiesa di Sant’Anastasia a Villasanta, cui prima attestazione scritta risale al 768, esiste uno dei più maestosi organi al mondo. Prima dell’evento abbiamo l’occasione di incontrare uno dei curatori che ci racconta come si è arrivati a creare questo esemplare (quasi) unico, nonché i suoi segreti.
Roberto Olzer, la cui carriera è consolidata in varie direzioni, dalla didattica, all’attività di arrangiatore e compositore, per l’occasione si presenta nella vesti di concertista; esprimendo al meglio la sua attenzione per il repertorio colto, con maestria fa risuonare l’organo attraverso un progetto originale per Suoni Mobili: Uranus, musica stellare.
Partendo da Bach, proseguendo con Purcell, Sisask, attraverso l’incontro e il dialogo con Gabriele Cassone (tromba), Gennaro Scarpato (didjeridoo, tamburi, percussioni varie) e il canto della soprano Joo Cho, emerge la potenza, ma anche la versatilità, di uno strumento composto da ben 5006 canne. Un appuntamento “classico” che sulla carta non era nelle nostre corde, ma la sacralità dell’ambiente e la caratura degli artisti anche stasera riescono a coinvolgerci.

NILS BERG CINEMASCOPE

Nils Berg Cinemascope a Bulciago, palestra della scuola Don Milani
Purtroppo il clima stasera non ci assiste, così siamo costretti a ripiegare in una palestra, che in ogni caso si rivelerà accogliente e con una resa sonora più che valida.
Il concerto si potrebbe presentare come un dialogo tra il jazz e la musica etnica, con protagonisti tre musicisti un proiettore e tanta estemporaneità. Mentre scorrono le immagini low fi trovate su youtube o registrate in giro per il mondo, la band interagisce con l’audio. Nei filmati ci sono estratti parlati, cantati o brani musicali da video amatoriali ed attorno ad essi, il trio (sax, contrabbasso e batteria) costruisce i propri pezzi.
Nils Berg, con il suo tocco creativo inconfondibilmente personale, definito anche il Fellini del jazz svedese, al primo tour italiano con il suo progetto Cinemascope, incuriosisce e stimola la fantasia. Il risultato di tali ardite miscelazioni sono composizioni dagli sviluppi imprevedibili, ma sempre estremamente ricche di fascino.

NAOMI BERRILL E SIMONE GRAZIANO

Naomi Berrill e Simone Graziano a Merate, Villa dei Cedri
Nello splendido scenario della Glorietta, all’interno dell’ampio parco secolare di Villa dei Cedri, incontriamo Naomi Berrill, violoncellista, chitarrista e delicata cantante irlandese residente da tempo in toscana.
La accompagna Simone Graziano, pianista jazz e compositore che ha all’attivo diversi dischi come bandleader.
Seduti davanti allo specchio d’acqua, ad occhi socchiusi, è un gran piacere ascoltare la voce cristallina e dolcissima di Naomi, lasciandoci accarezzare dal fluire continuo delle melodie composte da Simone. I due musicisti, sotto il cielo stellato, nella pace del parco, creano un‘atmosfera ideale, alla quale contribuisce l’immancabile apporto di una armoniosa orchestra di grilli in sottofondo.
In un tripudio di grazia, mentre scorrono le tracce di “To the sky” (secondo disco della Berrill), recenti ed inediti brani di Graziano, suoni romantici ci introducono in un mondo incantato. Le corde della chitarra e del violoncello pizzicate con leggerezza, i tasti del pianoforte lievemente sfiorati, regalano oltre un’ora di sensazioni positive e pacificanti, tanto che al termine pensiamo sia davvero un peccato doverci alzare per prepararci a percorrere a ritroso il vialetto verso il parcheggio…

ALCHIMIA TRIO

Alchimia Trio a Usmate Velate, Villa Scaccabarozzi
L’edificio del secolo XVII, circondato dal parco è la perfetta cornice che ci immerge nei suoni dell’Alchimia Trio, una formazione recente, alla prima uscita per presentare Melòdia, un disco pubblicato in questi giorni.
Il progetto nasce con un respiro internazionale, come forte invito ai cittadini di tutto il mondo a celebrare e tutelare quei luoghi e quelle tradizioni culturali che contraddistinguono ogni singolo paese. La chitarra sognante di Rino De Patre, la fisarmonica seducente e magnetica di Carmine Ioanna, il contrabbasso ispirato di Giovanni Montesano, rappresentano un equilibrio perfetto fra tradizione e innovazione, una musica appassionante e motivata che unisce i popoli nel desiderio comune di riconquistare una profonda armonia…

ELINA DUNI

Elina Duni a Sirtori, palestra Enzo Bearzot
Questa sera per l’inclemenza del tempo, dobbiamo rinunciare allo splendido sagrato della Chiesina dell’Assunta e ripiegare nella palestra comunale.
Partir si rivela uno straordinario ed intimo recital di Elina Duni. L’artista, proveniente dalla Svizzera francese ed albanese di nascita, ha tradotto in italiano le parti recitate per coinvolgerci ancor di più nella narrazione. La sua voce intensa, che lei stessa definisce  uno “strumento aggiunto”, ipnotizza tutti quanti, ci immerge in un appassionante percorso artistico cantando in 9 lingue antichi componimenti di Albania, Kosovo, Macedonia, Armenia, Svizzera, Andalusia e Italia. Sono storie che parlano di amore e perdita, di sofferenza, di partenze, eseguite a voce nuda o accompagnandosi con pianoforte, chitarra e percussioni, ma sempre con arrangiamenti scarni.
Difficile spiegare le sensazioni generate in un ambiente in cui il silenzio assoluto e la concentrazione dei presenti contribuiscono a creare un contesto davvero unico.
Mentre dietro di lei, oltre i vetri, si scatena il temporale, rimaniamo incollati alla sua presenza magnetica e sensuale, alle tante emozioni che arrivano dritte ai nostri cuori…

ELINA DUNI E ROB LUFT

Elina Duni e Rob Luft a Cinisello Balsamo, Piazza antistante Il Pertini
La sera successiva ritroviamo la suadente vocalità di Elina Duni supportata da Rob Luft, un giovane chitarrista jazz tra i più promettenti del Regno Unito.
Ancora una volta ci lasciamo rapire dalle intriganti liriche folk cantate nelle lingue dei balcani, in italiano, francese e inglese. Canzoni che narrano di viaggi, paure, gioie, dolori, passioni, interpretate con toni delicati ma che riescono ugualmente a  sprigionare un magnetismo che colpisce intensamente…

JUAN GOMEZ “CHICUELO”

Chiquelo & Mezquida a Oreno, Chiesa di san Michele Arcangelo
Nella chiesa di Oreno (comune di Vimercate), negli anni, grazie a Monza Visionaria e Suoni Mobili, siamo abituati a coinvolgenti performance, ed anche in quest’occasione, complice una minacciata pioggia che sposta l’evento dalla piazza antistante all’interno dell’edificio religioso, Juan Gómez “Chicuelo” (sensazionale chitarrista di flamenco) e Marco Mezquida (pianista sopraffino) non ci deluderanno, anzi, supereranno le nostre aspettative. Sono due musicisti dalla tecnica incredibile e dalla personalità duttile, la cui arte converge fino ad incontrarsi, creando sinergie in continuo movimento; alla loro prima data italiana, vengono accompagnati dal percussionista Paco de Mode.
Propongono una esemplare miscela di jazz e flamenco, che tiene i presenti con il fiato sospeso tutta la sera; ammalianti i loro virtuosismi ed entusiasmante una musica che Marco definirà “cardiaca”, cercando di comunicare, visibilmente emozionato dall’eccezionale accoglienza di un pubblico calorosissimo, in un idioma che combina catalano, castigliano ed italiano.

MARCO MEZQUIDA

Marco Mezquida a Sirtori, palestra Enzo Bearzot
Nell’esibizione in solo di Marco Mezquida risalta un mondo ricco di impressioni sonore: momenti sognanti con echi di compositori classici, altri più concitati che evidenziano la sua straordinaria preparazione di base, spazio poi alla fantasia attraverso oggetti appoggiati sulle corde del pianoforte, con le quali esegue anche arpeggi che accompagnano le dita sui tasti. Un’improvvisazione naturale, ispirata dallo spazio in cui si trova e dalle trepidazioni che gli trasmette chi è presente al concerto.
Ognuno ha la possibilità di vivere una magia, lasciandosi rapire dal giovane talento catalano si trova a viaggiare attraverso le note, per raggiungere i luoghi dell’anima a lui più cari…

COLIN VALLON

Colin Vallon a Briosco, sagrato chiesina dei morti.
Arrivati sul posto, un rappresentante dell’associazione “Ul Murom” ci racconta dell’Oratorio San Giuseppe alla campagna o del Contagio. L’edificio, sorto intorno al 1730 per volontà della popolazione, allo scopo di dare degna sepoltura agli antenati defunti nell’epidemia di peste di un secolo prima, è stato eretto in un’area ai margini del centro abitato, storicamente utilizzata come lazzaretto per i malati di varie epidemie ed ora è sconsacrato.
Davanti alla chiesina incontriamo quindi il pianista svizzero Colin Vallon.
Saul Beretta ci presenta il tutto con parole ad elevato tasso emotivo: un concerto acustico in campagna per guardare il paesaggio con altri occhi e celebrare la vita, ricordando anche la morte.
Seduti sull’erba godiamo di una musica meditativa il cui pathos è amplificato dalle seducenti luci del tramonto. Si diffondono suoni estremamente visionari in grado di combinare, con delizioso equilibrio, ricerca melodica ed improvvisazione. A tratti il ritmo diventa più incalzante, mentre lentamente la luce lascia il passo all’oscurità,e tornano ad accendersi le prime stelle.
Anche quando più tardi la musica finisce ci accorgiamo, compiaciuti, di quanto nell’aria sia rimasta un’atmosfera fatata…

ALESSANDRO ROSSI 4ET – EMANCIPATION

*Photo credits Suoni Mobili: Maurizio Anderlini, Roberto Del Bo, Elena Passoni.

[continua] QUI trovate la seconda parte delle annotazioni “tecnico-emozionali”.

BAUL MEETS SAZ
MR. PAIP
GENNARO SCARPATO (URANUS)
JOO CHO (URANUS)
NILS BERG E JOSEF KALLERDAHL (NILS BERG CINEMASCOPE)
CHRISTOFER CANTILLO (NILS BERG CINEMASCOPE)
NAOMI BERRILL
SIMONE GRAZIANO
CARMINE IONNA E RINO DE PATRE (ALCHIMIA TRIO)
ELINA DUNI
ROB LUFT
VIVIANA BUCCI
CHICUELO E MEZQUIDA
MARCO MEZQUIDA
MARCO MEZQUIDA
CHIESINA DEI MORTI
COLIN VALLON
ELINA DUNI E ROB LUFT

2 pensieri riguardo “Suoni Mobili – Un festival che apre alla musica e alla bellezza

    […] This is the first date tonight, but it shows to be perfectly at ease in telling with words and sounds such a mystical universe. The magical connections that are created, transform the evening into an unexpected inner experience, deeply transcendental and relaxing. Listening to these melodies under the stars takes us far, in a long and enchanting journey … Off Topic Magazine (Italy), 23/07/2018 […]

    […] di qualità in tutta la regione Lombardia. La nona edizione, di cui vi abbiamo parlato anche in questo articolo, si è conclusa il 4 […]

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