Articolo di James Cook ed ElleBi

Suoni Mobili è una rassegna Ideata nel 2010 da Saul Beretta su commissione del Consorzio Brianteo Villa Greppi, diventata un punto di riferimento per la musica di qualità in tutta la regione Lombardia.
La nona edizione, di cui vi abbiamo parlato anche in questo articolo, si è conclusa il 4 agosto.

Abbiamo partecipato a diverse serate di questo stimolante festival e quelle che seguono sono annotazioni “tecnico-emozionali” di quanto è successo nella seconda parte:

AMRAT HUSSAIN BROTHERS

Amrat Hussain Brothers Trio a Lissone, Palazzo Terragni
Il rischio pioggia ci dà la possibilità di goderci il concerto in un ambiente più raccolto, seduti sulle comode poltrone di palazzo Terragni, edificio storico costruito fra il 1938 e il 1940, prima casa del fascio, dopo la liberazione casa del popolo e, dal 1975, pinacoteca, nonché sede di eventi culturali.
Sul palco salgono tre musicisti indiani, con i loro tipici abiti colorati. Amrat Hussain (tabla, voce), Teepu Khan (tabla) e Sanjay Khan (harmonium, kartal e voce) provengono da Jaipur in Rajastan ed hanno suonato nei più importanti festival europei. Fratelli, fin dalla più tenera età sono stati scelti per ricevere l’insegnamento esigente sia da parte del nonno che del padre. La loro, infatti, è una grande famiglia di musicisti e le melodie che hanno studiato con tanta dedizione si tramandano, da ben sette generazioni, attraverso la tradizione orale degli avi e dei maestri.
Ascoltarli significa intraprendere un affascinante viaggio attraverso il sufi e la musica classica indostana del nord, passando da Rajastan e Punjab fino ad arrivare a Mumbai.
I loro raga, che combinano poesia e religione, generano sonorità intrise di virtuosismi, ma anche eleganti, ipnotiche, di una rara intensità, ideali per la meditazione; questo finché non si scatenano con il ritmo portandoci idealmente dalle parti di Bollywood…

QWANQWA

Qwanqwa a Monticello Brianza, Villa Greppi
L’edificio costruito agli inizi del XIX secolo è attualmente sede di numerose iniziative, nonché del consorzio che si occupa di produrre e sostenere attività culturali tra le quali Suoni Mobili.
I Qwanqwa arrivano da Addis Abeba e ci portano i suoni della nuova scena etiope, un mix di modernità e tradizione, psichedelia e sperimentazione. Il quintetto, fondato nel 2012 dalla violinista americana Khaethe Hostetter ha scelto come nome il termine amarico per “linguaggio”, testimoniando così l’attitudine a creare un dialogo fra le culture.
Il gruppo, al suo primo concerto italiano, trae ispirazione dalle musiche popolari delle regioni orientali africane che esplora in profondità; utilizzando strumenti tradizionali locali, come il krar (lira a sei corde), il mesenko (violino a corda singola), il kebero (tamburo di pelle di capra), ci stupisce riuscendo a spaziare da atmosfere intime a momenti scatenati, decisamente psichedelici e rock. La serata per noi inizia seduti sulle stuoie a contatto con il prato umido per poi finire in una grande festa in cui nessuno riesce più a trattenersi e, abbandonandosi al flusso di note spiccatamente sperimentali, si lancia in balli seguendo un istinto primitivo, quasi selvaggio.

ROBERTO ZANISI E FABIEN GUYOT

Roberto Zanisi e Fabien Guyot a Casatenovo, chiesa di Santa Giustina
Nello storico edificio costruito in epoca anteriore al 1062, con la funzione di cappella signorile della famiglia Casati, la chitarra, il cümbüsş e il bouzuki del virtuoso ed eclettico polistrumentista Roberto Zanisi ritrovano le percussioni di Fabien Guyot, altrettanto eccelso musicista dei Violons Barbares.
Il loro è un incontro in cui la curiosità si mette al servizio del talento e viceversa, creando un universo musicale ed emozionale particolarmente suggestivo e variegato.
Insieme ci conducono in un immaginario viaggio che hanno chiamato “treno merci”, in omaggio alle scritte in italiano che Fabien da bambino leggeva, giocando vicino alla stazione di Nizza. Il convoglio, durante il concerto attraversa l’Europa (toccando Francia, Macedonia, Armenia e Turchia), e fa tappa anche in Cambogia, Giappone, Cuba. È sempre un gran piacere abbandonarsi a questa meraviglia di suoni e con loro spostarsi per assaporare luoghi, culture e tradizioni provenienti quasi da ogni angolo del mondo…

HUNTERTONES

Huntertones a Milano, cortile delle armi del Castello Sforzesco
Suoni Mobili stasera tocca la sede più prestigiosa della rassegna, uno dei monumenti simbolo del capoluogo lombardo, fortificazione eretta nel XV secolo da Francesco Sforza.
Tanto groove in una miscela di funk, jazz, rock, soul, hip hop e R&B è l’offerta del giovane, dinamico ed affiatato sestetto di Brooklyn, al suo secondo tour mondiale ed alla seconda partecipazione alla rassegna curata da Saul Beretta.
Si tratta di un gruppo di musicisti che, viaggiando dall’America, all’Europa, all’Africa hanno avuto modo di condividere preziose esperienze, acquisendo così una maturità che ha permesso loro di crescere sia umanamente che dal punto di vista artistico.
Sul grande palco, nella splendida cornice del castello, ci fanno muovere e saltare sulle sedie per tutta la sera. Altamente energici, divertenti, fantasiosi, esuberanti, esplosivi: davvero impossibile resistergli!

GIOVANNI FALZONE

Giovanni Falzone Far East Trip a Lissone, Largo Arosio
Far East Suite è un celebre album di Duke Ellington del 1967, scritto al ritorno da un lungo viaggio in medio e estremo oriente, che, nel 1968, vinse il Grammy per la migliore performance jazz .
Giovanni Falzone, trombettista e compositore sopraffino, affidandosi alla sua inesauribile creatività, ha riletto 4 brani della suite, accostandoli ad altrettanti suoi originali, scritti come omaggio al Duca.
L’esecuzione dei musicisti, nonostante le avverse condizioni meteo e la soluzione di fortuna dell’ultimo minuto prosegue in crescendo, fino a divenire straordinaria, con particolare soddisfazione di noi presenti. Il tutto si conclude in un clima di grande festa, fra sorrisi, canti e balli improvvisati, al ritmo di un pezzo nuovissimo scritto da Giovanni sul tema della fratellanza fra i popoli, il diritto alla libertà e alla vita di ogni essere umano, dal titolo “Mediterraneo (una parola, un mare di storie)”.

GIOVANNI FALZONE MOSCHE ELETTRICHE

Giovanni Falzone Mosche Elettriche a Cornate d’Adda
Nel tranquillo cortile di Villa Sandroni, una delle più antiche dimore del territorio, datata intorno al 1650, va in scena “Radio Rossini”: un viaggio di scoperta intorno al Barbiere di Siviglia, in concomitanza dei 150 anni della morte del famoso musicista pesarese. Giovanni Falzone novello Figaro, reinventa la celebre opera di Gioacchino Rossini partendo da nuclei narrativi che vengono ricostruiti in una struttura jazz rock. Con le sue Mosche Elettriche, un collettivo che fa dell’improvvisazione tematica il suo punto di forza, contamina i generi musicali; stravolgendo, crea qualcosa di assolutamente originale che rende intriganti e sorprendentemente attuali partiture scritte due secoli fa…

QUARTETTO AIRES

Quartetto Aires a Monza, Antro di Polifemo nei Giardini della Reggia
In una cavità realizzata artificialmente ed ispirata al luogo in cui si addormentò il gigante, ingannato da Ulisse, nell’immenso e silenzioso parco di Monza, incontriamo il Quartetto Aires.
Si tratta di un gruppo che, nonostante la recente formazione, anno 2014, ha già all’attivo una serie di partecipazioni in importanti stagioni concertistiche, oltre a numerose collaborazioni con compositori.
I quattro giovani fisarmonicisti, infatti, sono uniti dal comune desiderio di esplorare le potenzialità timbrico espressive dello strumento, anche recuperando materiale del passato, che viene così rivitalizzato attraverso la loro visione personale.
Questa mattina ci offrono un affascinante viaggio a cavallo tra il tango e la musica classica contemporanea, nel quale ci immergiamo con tale piacere da dimenticare tutti i disagi di un’afosa domenica di fine luglio…

ERIKA STUCKY

Erika Stucky a Casatenovo, Curt di Malurett
Erika Stucky, nata a San Francisco e cresciuta in Svizzera, arriva in un cortile brianzolo come un fulmine a ciel sereno.
Con un approccio che si rivela da subito fortemente innovativo canta, suona la fisarmonica, racconta storie bizzarre e surreali interagendo con i video. Ci presenta una performance teatral musicale che si sviluppa in quattro lingue ed è un flusso di narrazioni, divagazioni nonsense, vocalizzi, ninne nanne e jodel. La sua è una personalità travolgente che spiazza continuamente il pubblico, tenendone destissima l’attenzione. Nel finale coinvolge Andrea Baronchelli che la accompagna al trombone in alcune stravaganti improvvisazioni. Uno spettacolo imprevedibile e spassosissimo: davvero una bellissima sorpresa!!!

GABRIELE BOGGIO FERRARIS

Gabriele Boggio Ferraris a Merate, Osservatorio Astronomico
All’inizio degli anni 20 del secolo scorso, l’osservatorio astronomico di Brera, cercando un luogo più idoneo per la sua attività, creò la sede distaccata di Merate. Il primo telescopio installato, assegnato in conto riparazione danni di guerra dalla Germania nel 1926, all’epoca era il più grande d’Italia.
Ed è proprio nella specola in cui è posizionato il telescopio Zeiss, che in pochi fortunati condividiamo un evento speciale: un concerto al buio (soprattutto per noi che partecipiamo al set delle 22:30) di vibrafono solo.
Gabriele Boggio Ferraris, musicista molto attivo nella scena jazzistica italiana, studia vibrafono da quando aveva 21 anni, ha pubblicato dischi ed avuto importanti riconoscimenti, ma in questa particolare occasione condivide con noi un po’ di emozione. Durante la sua performance esegue una manciata di standards e ci racconta del suo strumento, le cui lamelle di metallo risuonano e come un’onda riempiono il piccolo ambiente…
Nonostante il disagio per il caldo, se chiudiamo gli occhi ci ritroviamo completamente immersi in una musica celestiale che dona un gran senso di pace… Quando il nostro sguardo torna verso l’alto cogliamo uno spicchio di cielo pienissimo di stelle, a conferma della notte davvero magica che stiamo vivendo…

ELOISA MANERA ENSEMBLE

Eloisa Manera Ensemble a Villasanta, Piazza Cesare Pavese
Eloisa Manera, è una violinista italo spagnola che, accanto ad una formazione classica, unisce una grande curiosità, la voglia incessante di creare inaspettate suggestioni sonore.
Con la composizione di “Invisible cities” realizza un’architettura musicale che prende l’avvio da uno spunto letterario. Le parole del romanzo omonimo di Italo Calvino che descrivono le città immaginarie vengono così traslate in un incantevole viaggio in note.
Un percorso, fra paesaggi esteriori ed interiori, sempre in bilico fra scrittura e improvvisazione in cui Oriente e Occidente si alternano ed intrecciano con grande naturalezza. A fare da collante tra un brano e l’altro, sempre seguendo lo schema di Calvino, i duetti estemporanei in cui Eloisa / Marco Polo dialoga con Roberto Zanisi / Kublay Khan. L’ esecuzione di stasera, ad opera di un ottetto stellare, diretto in modo eccellente dalla violinista, ancor più che su disco, evidenzia un ammaliante universo sonoro che, coniugando il jazz contemporaneo con l’avanguardia, ci ha fatto entusiasmare accompagnandoci alla scoperta di fantastiche città fiabesche…

STEIN URHEIM E ROBERTO ZANISI

Stein Urheim vs Roberto Zanisi a Merate, Centro Tennis Roseda
Alcuni anni fa, Roberto Zanisi rimase folgorato da un disco di Stein Urheim: Kosmolodi, un progetto musicale che univa al meglio minimalismo e improvvisazione, influenze multiculturali con blues e folk.
Ne fu talmente entusiasta che arrivò a dedicare un brano del suo album al chitarrista norvegese, intitolandolo “Sultanurheim”.
Saul Beretta, conoscendo bene questa passione, ha voluto fare uno scherzo, ma ancor di più un regalo a Roberto, contattando Stein e convincendolo a venire in Italia a suonare con lui.
Il format originale è quello di una “sfida” che li vede “affrontarsi” sul campo da tennis, uno da una parte, ed uno dall’altra, con i rispettivi strumenti a corda.
I suoni, partendo da aree opposte – algidi e cinematici quelli del norvegese, caldi e mediterranei quelli dell’italiano – ben presto si fondono, per parlare in sintonia il linguaggio universale della musica del mondo…

STEIN URHEIM

Stein Urheim a Lecco, piazza Garibaldi
Stein Urheim con le chitarre e gli effetti porta una ventata fresca dalla Scandinavia. La sua musica è composta da suoni cinematografici e atmosfere dilatate che ci rimandano ai tranquilli panorami norvegesi. Per noi è un grande piacere riascoltarlo in un delicato set in solo; onirico ed immaginifico riesce a stregare tutta la piazza, insolitamente silenziosa e concentrata nell’ascolto del grande musicista della terra dei fiordi.

CAMILLA BARBARITO, GUIDO BALDONI E ANDREA BARONCHELLI

Barbarito /Baldoni / Baronchelli a Lecco, piazza Garibaldi
La festa di chiusura è affidata alla musica popolare del sud, quella dei sentimenti.
Un viaggio sentimentale e dolcemente nostalgico tra Italia, Francia, Grecia, fino ai balcani, da Edith Piaf a Domenico Modugno, sconfinando anche nel tango, nella rumba flamenca, nelle ballate messicane… Camilla Barbarito, cantante lirica e jazz (voce) e Guido Baldoni (fisarmonica), ospitano per la prima volta nel loro set Andrea Baronchelli (basso tuba e trombone); il risultato del trio è di sicuro effetto, ancor più piacevole e coinvolgente. Durante le ultime note arriva anche la pioggia per chiudere un festival che non ci ha davvero fatto mancare nulla in questi 39 intensissimi giorni.

SAUL BERETTA

In conclusione non possiamo che esprimere un sincero e appassionato senso di gratitudine per l’immenso lavoro svolto da Suoni Mobili: in modo capillare ed itinerante diffonde la cultura dei popoli attraverso suoni che spaziano senza confini dalla tradizione alla pura sperimentazione; ci regala ogni volta l’opportunità di scoprire luoghi sconosciuti e musicisti straordinari, molti dei quali al primo concerto in Italia.
La sua musica, con grazia e “profonda” leggerezza ci accompagna in un’altra dimensione, quella in cui ritrovare la parte di noi che ancora sa sognare, stupirsi e gioire quando lascia in libertà le proprie emozioni.
Dopo una così lunga cavalcata, certamente questo appuntamento fisso ci mancherà. Però, con un sorriso, sappiamo che sarà per poco, poiché l’attività di Musicamorfosi continua tutto l’anno con tantissime iniziative, non resta che consultare il calendario, sempre aggiornatissimo sul sito.

AMRAT HUSSAIN BROTHERS

*Photo credits Suoni Mobili: Maurizio Anderlini, Roberto Del Bo, Elena Passoni.

QWANQWA
ROBERTO ZANISI
FABIEN GUYOT
MR. PAIP
HUNTERTONES
GIOVANNI FALZONE FAR EAST
GIOVANNI FALZONE
QUARTETTO AIRES
ERIKA STUCKY
ERIKA STUCKY E ANDREA BARONCHELLI
GABRIELE BOGGIO FERRARIS
ELOISA MANERA
ROBERTO ZANISI E STEIN URHEIM
STEIN URHEIM
CAMILLA BARBARITO
GUIDO BALDONI
ANDREA BARONCHELLI