R E C E N S I O N E


Articolo di Cinzia D’Agostino

Sicuramente non è un caso che i gruppi più interessanti ed originali della scena italiana vengano da Pordenone e indossino una maschera. Dopo i Tarm, sempre sotto l’etichetta La Tempesta, arriva Paura e l’amore dei Sick Tamburo a ricordarci come si fa ad andare in controtendenza rispetto ai canoni contemporanei. Solo dopo due anni da Un giorno nuovo, Gian Maria Accusani, Elisabetta Imelio e la loro band hanno di nuovo la voglia di trasmetterci emozioni forti, stavolta due sentimenti importanti, la paura e l’amore.

Il loro ritmo incalzante e monotono non stufa mai, sarà perché il loro stile era già decisamente molto avanti per gli anni ’90 italiani con i Prozac+ per poi evolversi con altrettanta originalità nei Sick Tamburo. In questo momento musicale in cui spesso molti pezzi nuovi suonano come un brano già sentito, ascoltare un disco come Paura e l’amore, è un’esperienza molto appagante. Fa godere di entusiasmo, di voglia di ballare e pogare, ma anche di una dolce malinconia di un punk che ritorna e che non smetterà mai di affascinare. Perché questa band pordenonese coi passamontagna è decisamente unica nel suo stile, ti travolge come un’onda anomala lasciandoti tremante ed adrenalinico. Così era negli anni 90, così nel 2019. I testi sono semplici, diretti, i suoni spesso ripetitivi accompagnano la miagolante e ipnotica voce di Gian Maria fino a sfociare in un rock penetrante di chitarre e batteria. Ma questa energia viene a tratti smorzata da brani dai battiti più lenti e intimi come il singolo che ha anticipato l’uscita dell’album Puoi ancora, una meravigliosa ballata rock accompagnata da archi drammatici e sognanti.

Dopo l’ondata emozionale del primo impatto, occorrono successivi ascolti per cogliere profondamente il toccante ossimoro tra paura e amore. E Gian Maria ce lo racconta attraverso le storie di questi personaggi che chiama ciascuno col proprio nome rendendoli così più reali che mai. Nelle storie di Agnese, Lisa, Leila, Andrea ci sono disagi, ansie, inadeguatezze e tante paure che comunque si fondono inevitabilmente con il sentimento apparentemente opposto, l’amore. Quell’amore che è un antidoto, che fa parte del dolore stesso e che si manifesta sotto varie forme, anche e soprattutto in quelle meno convenzionali. L’amore è la cura. Ma è anche vero che non si potrebbe avere paura senza aver provato l’amore. Questo è un po’ il senso di questo disco, quello che all’inizio può sembrare una contrapposizione, poco dopo si svela una fusione sconvolgente. Ed è forse proprio per questo che non smetteremo mai di ascoltare i Sick Tamburo senza provare quel sapore di eterna gioventù, irriverente e sovversiva e una giusta dose di sofferenza e serena malinconia.

Tracklist:

01. Lisa ha 16 anni
02. Baby blu
03. Quel ragazzo speciale
04. Agnese non ci sta dentro
05. Puoi ancora
06. Anche Tim Burton la sceglierà
07. Impermanente
08. Mio padre non perdona
09. Il più ricco del cimitero