R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

Il primo disco degli Ex è uscito a settembre e si intitola Bumaye, un disco di nove tracce (tra cui una strumentale) per un totale di mezz’ora scarsa. Il risultato è esattamente ciò che ci potevamo immaginare dopo aver ascoltato il primo singolo (Muta, che abbiamo avuto la possibilità di presentare in anteprima).

La band infatti propone nove botte di energia positiva condite con molte influenze diverse. Un punto di forza di questo album è che, nonostante non sia inseribile in un genere ben definito, non rischia di risultare un miscuglio di sonorità non troppo distanti tra loro; è invece un disco molto coeso e scorrevole. Ovviamente a tutto ciò va aggiunta una componente fondamentale: la fantastica voce di Gabriele Troisi che riesce a sprigionare emozioni in ogni episodio.

Proprio la voce del cantautore riesce a rendere uniforme il disco, dato che all’interno di esso troviamo episodi che musicalmente sono molto diversi da loro, basti pensare a Non è l’uscita e Muhammad Alì: il primo è un brano molto vivace con la chitarra abbastanza spinta che dà un’impronta rock, il secondo un brano lento con una strumentale estremamente minimale. Tra gli altri episodi che compongono il progetto due in particolare mi hanno colpito. Il primo è Alta Velocità ovvero il brano con il quale si apre il disco: in tre minuti riusciamo ad avere un riassunto della mezz’ora di ascolto che ci aspetta. Troviamo infatti un’impronta black nella voce, una strumentale che rimane abbastanza chiusa nella strofa per poi spalancarsi nel bridge strumentale che segue e un testo decisamente malinconico.

Il secondo su cui mi soffermo è invece il brano di chiusura del disco: Senilità, le canzoni nei quali il testo è composto da poche frasi che si ripetono più volte mentre la strumentale varia mi affascinano sempre molto, e questo ne è un ottimo esempio. Una cosa che mi ha stupito del disco è la differenza tra testi e strumentali, infatti se la maggior parte del lavoro sonoro è costruito su ottimi suoni che creano strumentali pop ed orecchiabili, anche i ritornelli rimangono in testa senza problemi.

Il lavoro testuale è fortemente malinconico, abbiamo una descrizione di numerose sconfitte e insoddisfazioni all’interno del disco. L’unico problema che ho riscontrato è che mi ci sono voluti svariati ascolti prima di accorgermi quanto fossero realmente tristi i testi poiché vengono un po’ oscurati dalla positività dei suoni e dei ritmi adottati. In conclusione posso dire che ho trovato ottimo l’ascolto di questo disco, soprattutto in momenti di tranquillità, nei quali si vuole staccare un attimo la testa, ascoltando un po’ di musica, ma senza scadere nel banale di ciò che ci suggeriscono le playlist di Spotify.

Tracklist
01. Alta velocità
02. Soffocare
03. Muta
04. Gatto
05. QCNHNS
06. Endovenosa Iris
07. Non È L’Uscita
08. Muhammad Alì
09. Senilità