I N T E R V I S T A


Articolo di Mario Grella

Prima del concerto di apertura dell’European Jazz Conference, Corrado Beldì ha presentato al pubblico la mostra fotografica di Jean-Pierre Maurer allestita nella sala del Piccolo Coccia. Si tratta di scatti del gruppo sudafricano The Blue Notes, di cui fecero parte, tra gli altri, Chris McGregor, Cecil Taylor, Mongezi Feza e Louis Moholo, vecchia conoscenza di NovaraJazz.
Maurer è un grande fotografo che ha lavorato in molti ambiti, occupandosi principalmente di design, con importanti collaborazioni, prima tra tutte quella con Ettore Sottsass. L’ho incontrato alla Galleria Giannoni ed è stato bello chiacchierare con lui di molte cose, ma soprattutto del suo rapporto con la musica jazz.

Ho avuto modo di vedere le sue suggestive foto, cosa ci può raccontare in particolare?
La mostra è dedicata a un importante gruppo di musicisti che ho conosciuto negli anni Sessanta a Zurigo, fuggiti dalla difficile situazione del Sudafrica. Questa presenza a  Zurigo fu di grande risonanza, purtroppo del gruppo è ormai rimasto solo Louis Moholo…“

Louis Moholo è stato ospite di NovaraJazz e per me rivederlo da giovane in queste sue fotografie è stata un’emozione particolare. La presenza di fotografi nei club e nelle sale concerto dove si suona jazz è sempre molto rilevante. C’è un rapporto privilegiato tra jazz e fotografia?
Sì, è vero, quello del jazz è, per la fotografia, un ambiente molto stimolante, i musicisti sono personaggi originali e si prestano molto a diventare soggetti fotografici. Ho seguito il jazz fin da giovane e ho avuto l’occasione di seguirne le storie e le vicende e negli anni Sessanta ho avuto la fortuna di incontrare i più grandi jazzisti.

A luglio, Milano ha ospitato una bella mostra di Roberto Masotti che ha fotografato un enorme quantità di musicisti jazz degli anni Settanta della quale esiste anche un bellissimo catalogo. Lei ha mai pensato di raccogliere in un volume queste sue fotografie?
Si mi piacerebbe, ma gli editori mi hanno detto che sul mercato esiste una quantità enorme di libri fotografici sul jazz e quindi l’interesse del pubblico è inevitabilmente diminuito. Io ho invece un progetto diverso, raccogliere in un video tutto questo materiale, una raccolta di tutti i bei momenti vissuti a Zurigo e ho proprio l’impressione che possa nascere qualcosa di molto interessante e di diverso, perché credo che il libro fotografico sia ormai un po’ limitativo per via del piccolo formato delle fotografie che spesso sembrano dei francobolli e anche per la quantità di fotografie che può contenere,  mentre il video potrebbe dare un risultato migliore.

La ringrazio, l’European Jazz Conference è stata una bellissima occasione per conoscerla e per vedere le fotografie degli straordinari musicisti di “The Blue Note”. Spero di rivederla presto e vedere anche tante nuove foto…
Lo spero anch’io.

Photo Credit: Corrado Beldì (1,3), Mario Grella (2)