C I N E M A


Articolo di Giovanni Tamburino

Già semplicemente sentire il nome di Roger Waters basterebbe a far accorrere una moltitudine di gente da ovunque, una chilometrica lista di categorie umane messe insieme dal grande punto di non ritorno nella storia della musica che prende il nome di Pink Floyd. Eppure la storia dello storico bassista non si esaurisce con la rivoluzione portata avanti con Mason, Barrett, Gilmour e Wright, ma si dilata nelle decadi successive, trovando nuovi terreni da esplorare e linfa nuova per i lavori che già lo avevano consacrato all’Olimpo della musica e non solo.

È con questa forza che il film concerto di Us + Them, ultimo tour dell’artista britannico, arriva prima a Venezia e poi nelle sale italiane: un percorso tra pezzi nuovi e meno nuovi che continuano a parlare alla gente ad ogni livello. Tra scenografie maestose – restituite magnificamente dalla regia di Sean Evans e da Nexo Digital con l’uso del 4K e di impianti Dolby Atmos – e un team eccezionale di musicisti, Waters continua a sfidare il mondo in cui viviamo dall’individuo alla politica, dall’ambiente alla società, senza nulla risparmiare agli spettatori.

Scene di guerra, paesaggi devastati dall’irresponsabilità umana, potenti privi di scrupoli e vittime delle scelte di altri, tutto viene sbattuto in faccia senza troppi complimenti: lo show passa dall’essere momento di svago a piazza umana in cui la realtà fa da padrona per essere passata al vaglio per diventare interrogativo. È questo il mondo che vogliamo? Non c’è un’altra possibilità?

Roger Waters è tantissime cose. Un creativo, un eccentrico, un sognatore, ma non è certo un uomo che si arrende ed è questo ad animare e diventare ragion d’essere di questo tour: la proposta di un mondo migliore, se saremo disposti ad arrenderci al fatto che “non c’è un noi e un loro, ma solamente un noi”, che solo insieme potremo sperare in un presente di giustizia e bellezza che magari sta aspettando dietro l’angolo.