A P P U N T I  D A  N O V A R A J A Z Z


Articolo di Mario Grella

Far convivere insieme due entità diverse a volte è difficile, armonizzarle tra loro è ancora più difficile. Ci sono riusciti in tanti, ma non tantissimi. Per esempio ci riuscì, genialmente, Giorgio Gaber che, come i meno giovani ricorderanno, da “due uomini tristi e soli quella sera/senza donne a un tavolo di un bar…” trasse fuori una convivenza tra “Barbera e Champagne”. E giovedì sera l’esperimento è riuscito alla perfezione con il piano di Simone Quatrana e l’armonica di Davide Rinella nell’ambito della rassegna Taste of Jazz 2019, braccio armato (di forchetta, coltello e cucchiaio) di NovaraJazz.

Oddio, non è che Simone e Davide fossero “seduti senza donne al tavolo di un bar” come dice la canzone di Gaber, però ugualmente, hanno messo in piedi una convivenza tra due strumenti che difficilmente coesistono. Scherzi a parte, si è trattato di una serata di musica gustosa e godibile, con pezzi originali dei due musicisti e di altri autori. Di loro ne ho già scritto di recente (potete leggere qui), per un’occasione simile, ma stavolta il repertorio è stato completamente diverso. Atmosfere vagamente folk condotte dal piano di Simone Quatrana ed incalzate, qualche volte turbate, dall’inquieto suono dell’armonica di Davide Rinella. Quello che ne fuoriesce è una sonorità che accoglie in sé echi molto variegati, che qualche volta sembrano contenere il bandenéon argentino del tango o le ritmiche dinamiche del rag-time.
Quando mi capita di essere in difficoltà a raccontare un “set” a chi ha la pazienza di seguirmi, significa che i musicisti sono sulla strada giusta, perché è proprio dell’intima essenza del jazz di creare e ricreare in continuazione situazioni armoniche e melodiche diverse, una sperimentazione continua che mai si fa imbrigliare sotto etichette definitive. Davide Rinella è certamente, a mio modo di vedere, uno dei più originali musicisti che hanno calcato la scena dell’Opificio, lo è per originalità delle sonorità, per capacità tecnica, per saper integrare alla perfezione il piccolo strumento nel corpo di una composizione, ma anche per la capacità di tenere la scena in ambiti spesso dispersivi.
Simone Quatrana è un vivacissimo e poliedrico pianista, grintoso e appassionato che fa parte del consolidato Novara Jazz Collective che, ironia della sorte è composto da musicisti milanesi. Ma si sa siamo in tempi di ricerca dell’inclusione e non dell’esclusione. Musica compresa…

Photo credit: Mario Grella