R E C E N S I O N E


Articolo di Giovanni Carfì

Dopo due anni dal precedente Atlas, torna Pieralberto Valli con Numen, un lavoro dalla composizione ed origine, molto interessante.

Numen, come dice lo stesso Pieralberto, “è un disco lungo un anno”; e di cui inizialmente l’uscita delle varie tracce, è stata distribuita in un periodo che è andato da gennaio ad ottobre (mese in cui è poi uscito ufficialmente il disco). Un lavoro particolare, che si pone in un ambito che interseca le sue stesse matrici, ovvero: letteratura, spiritualità e teatro. Infatti nasce proprio a seguito di una commessa da parte della Compagnia di Teatro Contemporaneo Città di Ebla, con il quale ha collaborato.

Il disco elabora parte del materiale prodotto per l’occasione, e viene realizzato in un’originale versione, nella quale le 15 tracce, sono state redistribuite in tre dischi.
La tematica affrontata, ed elaborata forse nel modo più naturale, (ma di certo non in quello più semplice), consiste in una riflessione sul concetto stesso di ‘Sacro’, e sulla figura del ‘Padre’; insomma non aspettatevi sussulti sonori improvvisi, ma più un lavoro che ci porta, anche attraverso l’uso di strumenti acustici (piano e chitarra), ad un dialogo sonoro molto intimo.

La voce è pacata, con all’interno una quiete ed un continuo ‘non protagonista’ che prende forma nell’ascoltatore, diventando il “tu” della maggior parte dei brani. Si entra delicatamente nell’immaginario narrato, grazie anche ad una sorta di accoglienza nelle tracce, e allo stesso tempo alcuni versi si ripetono, prendendo una forma quasi ‘mantrica’, o comunque qualcosa di molto paterno e rassicurante, come nella prima traccia Non Fare Tardi, o in quella Dimenticare, giocando appunto sull’uso di “me”, “te”, e utilizzando un testo molto simbolico.

Numerose le tracce nelle quali, oltre la narrazione che genera immagini in alcuni casi anche poco rassicuranti e sinistre, ci si mettono gli arrangiamenti a rafforzare il tutto. Nonostante l’essenzialità scelta per le registrazioni, si gioca molto con l’elettronica, ma facendolo in modo molto personale, prediligendo la campionatura di suoni ambientali, usati poi per ricreare stanze ritmiche. All’interno, vi si avvertono piccoli dettagli, riconoscendo o associando quei rumori/suoni, ad un loro contesto lontano da quello nel quale viene poi impiegato; in Moltiplica, viene usato il rumore di una ricarica meccanica, come quella tipica di un orologio, o in altri casi, suoni più sommessi, come ne La Peste, o più insistenti come in Il Lontano Da Me o Unisci I Punti.
Immagini quasi bibliche in È Tutto Ciò Che So, e momenti più malinconici, coadiuvati da piano e voce, in narrazioni che si fanno astratte, a tratti alienate, con tempi molto dilatati, come in Elusi, e Vado Verso Di Me.

Un’elasticità temporale che alle volte arriva al limite, ma gioca moltissimo sui dettagli sonori e sui testi, la cui ricerca e ispirazione, non deve essere stata cosa facile; Eppur Si Muore, con le sue richieste d’aiuto tra “…fiamme bibliche”, le distanze non solo verbali della già citata Il Lontano Da Me, il credere in un amore guardando intorno a noi, tra cose e persone, diventando un mezzo con Allagami, o il consumarsi esistenziale di Colui Che Mi Porta, nel quale persiste un desiderio di ascolto, con il delicato inframezzo di pianoforte che apre ad altri versi.

Un lavoro di sicuro ricco sotto vari punti di vista, partendo e condividendo l’ideazione, che approfitta di un contesto per poi riuscire a ricollocare in ambito musicale il materiale prodotto. Questo assume così una nuova veste, e grazie alle scelte di produzione e registrazione, restituisce molta naturalezza; basti pensare che molte tracce sono frutto di un’unica take, proprio per preservarne istinto ed emozione.

Disco non immediato, ma capace di affascinare, soprattutto per le liriche, che nonostante l’aspetto principalmente simbolico, grazie al supporto musicale, trovano il loro perfetto connubio, creando fili visivi ed emozionali che si dipanano con lo scorrere dell’ascolto.

Tracklist

Non Fare Tardi
Profumo
Moltiplica
Tutto Ciò Che So
Dimenticare

Eleusi
Salomè
La Peste
Vado Verso di Me
Colui Che Mi Porta

Allagami
Il Lontano di Me
Unisci i Punti
Eppur Si Muore
Otello