R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Ho una vecchia fiamma nel cuore. È un amore che mai si è sopito e che, come un fiume carsico, scompare sotto terra e qualche volta riemerge in superficie, si tratta dell’amore per l’Irish Music in tutte le sue declinazioni, dalle composizioni liriche alla musica da “Pub”, dai cori da stadio all’Amhrán na bhFiann, (“La canzone del soldato”, inno nazionale irlandese). Il motivo è piuttosto semplice: la musica irlandese è malinconica ed interiore e lo è anche nelle sue manifestazioni gioiose. Era difficile quindi resistere alla tentazione di commentare Suite Dreams, terzo album di Naomi Berrill, polistrumentista e vocalist di grande raffinatezza, irlandese di Galway ma stabilitasi a Firenze, anche se, a rigore l’album, realizzato in collaborazione con Casa Musicale Sonzogno di Milano e pubblicato da Warner Music, non contiene solo sonorità irlandesi.

Si tratta indubbiamente di un lavoro di grande respiro, dedicato al tema delle migrazioni, non solo umane, come vedremo. Un disco di notevole raffinatezza coltivato con amore e col desiderio di far dialogare il violoncello con testi di grande afflato poetico, come per esempio accade  in Ginkgo Biloba, su parole di Johan Wolfgang Von Goethe, che si interroga sulla natura della foglia bi-lobata della pianta e intorno a cui Naomi Berrill imbastisce un ricamo sonoro di intima spiritualità. Così come nel caso di Percy Bysshe Shelley autore del testo di Oak and Sister Spring, dove Naomi arrangia la composizione poetica con pianoforte, chitarra e una concertina. Il disco è molto ben strutturato ed entrambi i pezzi, citati poco sopra, appartengono alla prima delle tre “suites” che contiene cinque canzoni (le altre sono Gravity, Dwelling Place e Spring Goes). Questa prima suite è quella incentrata sui temi delle danze, durante le migrazioni, degli uccelli e sul “movimento” delle piante che trasmigrano (tema assai caro allo studioso Stefano Mancuso). Il titolo di questa prima suite, che attinge più strettamente alla tradizione irlandese, è Silent Wood. La seconda è composta da cinque danze, dove giga e reel  rappresentano una predominante folk sulla quale si innestano interessantissime influenze classiche. È il caso di ricordare la magnifica Jig and Reel Flowers for Ibana, con un incedere bachiano del violoncello e la bellissima e sinuosa danza cantata Mermeid Dance. Nell’ultima suite dal titolo Playground Suite, Naomi Berrill e il suo violoncello ci conducono in una sorta di folklore diffuso, con influenze ungheresi, indiane, un incantevole brano in italiano dal titolo Babbo mio e persino uno swing di Django Reinhardt (con Johnny Berrill alla chitarra). Un mondo fanciullesco ed incantato in cui la sensuale dolcezza della voce di Naomi accarezza l’anima infantile che alberga in ognuno di noi; e se per caso non vi albergasse più, prendetevi cura della vostra anima con questo stupendo disco.

Tracklist:
Silent Woods
01. Oak and Sister Spring
02. Gravity
03. Dwelling Place
04. Ginkgo Biloba
05. Spring Goes

Dance Suite
06. Prelude
07. Jig And Reel ‘Flowers for Ibana’
08. Swing Me Round
09. Mermaid Dance

Playground Suite
10. My Little Graceful Girl (Hungary)
11. O Babbo Mio (Italy)
12. Slide – Na Bàltha Craige (Ireland)
13. Roundabout – Machli Jal (India)
14. Swing 42 (France/Romani, Django Reinhardt)