R E C E N S I O N E


Recensione di Aldo Pedron

Nato e cresciuto a Chicago (a pochi chilometri dove è cresciuto John Prine), da genitori irlandesi, Michael McDermott Murphy è stato considerato dai molti come “the next big thing” con il suo fulminante album d’esordio 620 W. Surf del 1991 che sembrava dovesse aprirgli le porte dell’olimpo del rock’n’roll e dei magnifici e più qualificati songwriter americani. La delusione per il flop dei dischi successivi, abbandonato dall’industria che prima lo aveva illuso, lo vede crollare psicologicamente entrando in una spirale ingovernabile per una ventina d’anni che lo hanno fatto pressoché scomparire, riemergendo soltanto con qualche album non all’altezza delle sue possibilità. Abusi di droga e di alcool lo hanno sicuramente segnato. Una vita piena di sconfitte e di piccole vittorie, di cadute e di rinascite, di sorrisi e di lacrime.

Michael McDermott - Photo by Andrea Furlan
Michael McDermott

Nel frattempo lui ha continuato a macinare dischi e concerti sempre godendo di grande stima e considerazione presso il pubblico e la critica. Con il cuore al folk del Greenwich Village e l’anima al rock’n’soul che da Springsteen attraversa tre decadi di grande musica, McDermott ha nel tempo assestato altri capitoli discografici e ha lentamente trovato una propria dimensione artistica lontana dai clamori degli esordi ma più consona alla sua odierna natura di maturo storyteller. La prima redenzione e rinascita viene facilitata dal rapporto con la cantante e violinista Heather Lynne Horton, sposata in Italia a Ferrara nel 2009, e dalla nascita della figlia Rain nel 2010.

La famiglia ora vive a Willow Springs, Illinois dove Michael Mc Dermott ha anche costruito il Pauper Sky Studio per registrare in casa.

Il celeberrimo Stephen King (noto scrittore e sceneggiatore, autore di letteratura fantastica ed in particolare di horror) si è innamorato della musica di Mc Dermott dopo che uno dei suoi figli gli aveva regalato l’album Gethsemane. Al proposito ha quindi dichiarato e speso al suo riguardo un bel complimento: Michael McDermott mi ha ridato lo stesso entusiasmo verso la musica che avevo quando ascoltavo Springsteen o Van Morrison. Non mi entusiasmavo così tanto dai tempi in cui avevo ascoltato per la prima volta Rosalita di Bruce Springsteen.

Michael McDermott rappresenta la fusione perfetta di tradizioni folk-rock molto forti che affondano le radici nell’anima della propria storia.

Le sue ballate si avvicinano talvolta ad alcune atmosfere springsteeniane, senza però calcarne proprio le orme, altre volte è simile a Tom Petty, a Willie Nile o a Jesse Malin ma soprattutto lui assomiglia a sé stesso e alla caratura artistica unica raggiunta e conquistata a fatica.

Musicalmente parlando è legato anche a certo Jersey Shore Sound (il suono del New Jersey) come ad esempio The Gaslight Anthem, un gruppo di Brunswick, New Jersey con il leader Brian Fallon di rock alternativo e indie-rock fortemente influenzato da Bruce Springsteen.

S’incomincia con il brano che dà il titolo all’album What In The World e a dire il vero evoca le memorie di Subterranean Homesick Blues di Bob Dylan del 1965.

New York, Texas è invece la tipica ballata d’autore che procede lenta e che contraddistingue l’operato di questo eccelso cantautore che al 15° album è ancora in grado di darci forti emozioni. Un disco rock, giocato sui contrasti tra fingerpicking di chitarra acustica e ruvide sonorità elettriche.

Una cavalcata di trame per un artista indomito, qui a raccontare varie vicissitudini della vita e dove si passa dalla bellissima barista depressa in Blue-Eyed Barmaid a Die With Me, piacevole, raffinata splendida, con la voce abrasiva di McDermott sino a Contender (…quando ero un ragazzino di appena 10 anni nella mia stanza fingevo di essere Mosè con delle pose da rock star, sono stato su e sono stato giù, preso a calci per tutta la città, le cose buone mi scivolano sempre tra le dita…).

Mother Emanuel racconta del massacro di 9 afro-americani rimasti uccisi alla Emanuel African Methodist Episcopal Church il 15 giugno 2015 (a Charleston nella Carolina del Sud dove un uomo di 21 anni aprì il fuoco all’interno della chiesa).

Un album registrato tra Nashville e Chicago, un disco sofferto ed intenso ma anche carico di speranza. I protagonisti delle canzoni, come i pugili, vanno spesso al tappeto ma poi si rialzano.

McDermott alterna ballate pregne di sentimento ad arpeggi delicati, interpretazioni appassionate ed intense e brani rock pieni di energia avendo anche un’attrazione particolare per i testi drammatici e letterari. Autore degli 11 brani del disco suona chitarra, basso, pianoforte, tastiere, è voce solista, coadiuvato tra gli altri dalla moglie Heather Lynne Horton qui al violino e voce, Matt Thompson al basso, Lex Price al basso (esperto bassista e produttore di Nashville membro anche di The Westies e collaboratore di K.D. Lang, Indigo Girls, Grant-Lee Phillips), Grant Tye alle chitarre, Steven Gillis alla batteria, Fred Eltringham alla batteria, Will Kimbrough alle chitarre e banjo, John Deaderick al piano e organo e Rich Parenti al sax e voce solista in Mother Emanuel.  

Allegato al CD edito dalla Appaloosa e distribuito dalla IRD, ci sono i testi in inglese e relativa traduzione in italiano.

Michael Mc Dermott, ha pagato i suoi debiti, ora siamo sulla buona strada e con What In The World sa deliziarci con le sue toccanti ballate.

Tracklist:

  1. What in The World
  2. New York, Texas
  3. Blue Eyed Barmaid
  4. The Things You Want
  5. The Veils of Veronica
  6. Die With Me
  7. Contender
  8. Mother Emanuel
  9. No Matter What
  10. Until I Found You
  11. Positively Central Park
  12. Bonus track: What in The World (acoustic demo)

DISCOGRAFIA LP / CD / U.S.A. altrimenti specificato

  1. 620 W Surf (Giant Records, Reprise Records) 1991
  2. Gethsemane (SBK Records) 1993
  3. Michael Mc Dermott (EMI) 1995
  4. Bourbon Blue (Wanted Man Records) 1999
  5. Last Chance Lounge (Koch Records) 2000
  6. Beneath The Ashes 2004
  7. Ashes (Blue Rose Records) Germania 2005
  8. Noise From Words 2007
  9. Hey La Hey (Pauper Sky Records) 2009
  10. Hit Me Back (Rock Ridge Music / Pauper Sky Records) 2012   
  11. Someone Else’s Clothes (Chicago Recording Company) 2015
  12. Willow Springs (Pauper Sky Records) Appaloosa Records Italia 2016
  13. Out From Under (Pauper Sky Records) 2018
  14. Orphans (Pauper Sky Records in Usa) Appaloosa Italia 2019
  15. What In The World… (Appaloosa Records) Italia 2020            

DISCOGRAFIA MICHAEL McDERMOTT & THE WESTIES  

Quintetto con Michael McDermott (voce solista, chitarra acustica e autore dei brani), la moglie Heather Lynne Horton (violino, voce), Joe Pisapia (chitarra elettrica), Lex Price, (basso, chitarra elettrica), Ian Fitchuck (batteria, pianoforte) e con John Deaderick al pianoforte nell’album West Side Stories. 

  1. West Side Stories (Appaloosa Records) 2014 Italia prodotto da Lex Price
  2. Six On The Out (Pauper Sky /Appaloosa Records) 2016 Italia