R E C E N S I O N E


Recensione di Aldo Del Noce

Dovessimo aggiornare una disamina sul piano-trio e relative applicazioni, speculazioni diverse ed in molti casi contributive possono ascriversi ai cultori della forma sia in termini tradizionali quanto innovativi (tenendo conta della natura muta-forma connaturata al jazz – o così dovrebbe essere!) pur potendo conceder credito non minore alle relative espressioni border-line del filone.
Su una tale falsariga sembrerebbe muoversi, e vivere musicalmente, la triangolazione di personalità che arruola i noti Cristiano Calcagnile (poliedrico batterista-percussionista primariamente votato alle aree ‘avant’) e Silvia Bolognesi (giovin signora del contrabbasso, iperattiva quanto di passaporto internazionale), a dinamico supporto del pianista Alberto Braida (docente e sperimentato strumentista da decenni in collaborazione entro la scena nazionale ed europea, segnatamente d’area germanica e fiamminga).

Quest’ultimo è anche autore delle nove tracks, le cui connotazioni ad un primo ascolto disvelano una fattiva incursione nel ‘versante in apparenza mainstream’ affrontato però con solidità ed autorevolezza, il tutto pervaso da increspature e micro-variazioni, che più che vivacizzare piuttosto conferiscono appagante spirito ad un paritario cimento a tre.

Trovo molto azzeccato quando parli di “increspature e micro-variazioni” – parole con cui raccogliamo l’ascolto condiviso col medesimo Braida; “abbiamo cercato proprio in modo “infantile” di lavorare anche sulle piccole cose dando loro peso e valore. Il gioco condiviso è stato quello di non dirsi o definire nulla riguardo alla parte di sviluppo improvvisativo dei brani: tutto poteva succedere, dunque. Aggiungerei che il recuperare e cercare di far mio/nostro (nel senso del trio) un linguaggio che tu consideri “in apparenza mainstream” ma che in qualche modo ci appartiene, era per me un po’ una sfida, cercando di asciugare e “rischiare” assieme a Cristiano e Silvia un lavoro che già di suo parte da composizioni molto brevi e semplici”.

La dichiarata dimensione del gioco, mutuata con senso ludico adulto dall’osservazione dell’immagine familiare di gatti che giocano in cucina, non è però ostativa ad una (notevole) seriosità d’impianto, che per sintassi ed articolazioni ci autorizza una ‘naturale’ analogia con l’obliquità della forma praticata eminentemente da Thelonious Monk e più o meno ispirati proseliti, ma che esplicita palese connessione anche con gli spunti meno lineari (ma non necessariamente ‘rough’) di un Bill Evans, ascendenze autorevoli ma che non adombrano la sommazione della “cultura del fare” dei singoli ed interattivi attori.

Grande ancoraggio del tempo e plastica figurativa del contrabbasso di una sempre tonica e pertinente Silvia Bolognesi, di polso sicuro e marcato, con tratti di turbolenza, il drumming del solido Cris Calcagnile, laddove il profilo della punta pianistica si conforma con scaltro e catturante gusto per l’accordo crudo e la timbrica riverberante; l’impianto generale così procede lungo le nove stanze dell’album, opportunamente differenziate per caratura tematica, transitando dallo sviluppo disciplinato e la ricomposizione serena di passaggi quali Proust o la serrata concitazione attinta in Cane e gatto, l’allure quieta e d’evansiana eleganza in Cerchio fino alla compattezza marziale e serrata nella conclusiva Marcia.

Chiudiamo raccogliendo ancora le parole del pianista, che ci invita a soffermarci sul testo di presentazione, da lui non scritto ma pienamente condiviso, ad ulteriore commiato dallo spirito della performance: “Tre gatti sul filo, che sembrano sul punto di cadere e che inaspettatamente e di sorpresa ritrovi in ​​piedi ben saldi: musica solo apparentemente semplice, come i disegni dei bambini, che poi si rivela ricca di dettagli e particolari. I tre gatti giocano con lo stesso gomitolo e si lascia, il gomitolo sembra giocare, può andare per la sua strada ma il gomitolo ricompare al centro del gioco. Il gioco è gomitolo, il gomitolo è filo, il filo sono i gatti e i gatti sono gomitolo: che meraviglioso groviglio!”

Alberto Braida, pianoforte
Silvia Bolognesi, contrabbasso
Cristiano Calcagnile, batteria

We Insist! Records

Tracklist:
01. Hiking
02. Proust
03. La giostra
04. Cane e gatto
05. Cerchio
06. Dedalus
07. campanile
08. Un po’ in certo
09. Marcia

Photo: 1 © Efrem Abbà, 2 © Paolo Ribolini, 3 © Paolo Cecere