R E C E N S I O N E


Recensione di Andrea Notarangelo

Disco X di Daniele Silvestri mi ha colpito. Chi non conosce Daniele? Da L’Uomo col megafono a Salirò ne è passata di acqua sotto ai ponti. Nel frattempo lui è cresciuto, notevolmente, lasciando però sempre una sensazione di nuovo e di fresco. Non è un rivoluzionario, anche se non si è mai ripetuto perché in ognuna delle sue uscite ha provato ad esplorare le infinite sfumature della musica pop alla costante ricerca della canzone perfetta. E di canzoni (im)perfette ne ha scritte molte. Per citare il suo pezzo di Sanremo del ’95, Daniele Silvestri “parla, parla e parla di cose importanti, ma purtroppo i passanti passando distratti, a tratti soltanto sembrano ascoltare il suo monologo”. Dico questo perché nel nuovo e decimo album è presente una raccolta di pezzi di vita; abbiamo di fronte undici frammenti del quotidiano con tutti i suoi problemi, i suoi doveri, le sue sconfitte e le sue vittorie. X è come l’incognita e da buon incipit di questo viaggio sonoro si apre con una voce femminile che recita: “sette verticale, tre lettere, è un’incognita, la seconda è una “C”, che sarà? ICI?” e Silvestri fornisce subito la risposta: “ecco un inizio X di qualche frase X, su questo brano X, che sta su un disco X” e da qui si dipana la matassa e avviene la presentazione di tutti gli ospiti che incontreremo nelle varie tracce del disco (Fulminacci, Wrongonyou, Frankie Hi-Nrg MC, Franco126, Selton, Davide Shorty, Eva, Giorgia ed Emanuela Fanelli).

Tanti sono gli attori coinvolti, eppure tutto suona strano perché il disco invece è molto personale e intimo. Un controsenso? Non proprio. Qui c’è il Daniele uomo che narra alcuni episodi di vita comune condivisa con altre persone, come capita ad ognuno di noi, ma il valore aggiunto è la narrazione di ciò che accade nella sua testa, il suo punto di vista interiore.

L’esordio di Disco X è potente nella sua semplicità e il testo merita di essere citato con frasi come ad esempio “per fare un sacco di click ci vuole un ospite X…” e ancora: “nessuna idea fenomenale da comunicare solo poche cose anche buttate lì. Nessuna pagina imperdibile da conservare che ce n’è già tante da confondersi.” E il commento del protagonista viene svelato poco dopo. In questa società ormai è tutto nella media e senza iperboli. Un buon biglietto da visita per questo meltin’ pot musicale ricco di ingredienti che spaziano dal pop all’elettronica, con innesti di synth e piano, parti rappate e sfumature jazz. Impresa impossibile? Non in questo disco incognito; anzi, la sensazione che ho avuto dopo un primo ascolto veloce è stata quella di trovarmi di fronte a un disco “semplice”. Azzardo un paragone alto dicendo che quest’opera mi ha ricordato i Beatles, nel senso di qualcosa che suona facile proprio perché è complesso. Ma i temi musicali trattati sono tutt’altro che pesanti. Scrupoli, la traccia successiva è perfetta e vede un Silvestri particolarmente ispirato che segue la sezione di fiati con il suo “tararatata” e anche in questo caso, come per un guanto ben indossato, nasconde con semplicità temi tutt’altro che leggeri come una separazione. “Ho deciso di sorridere ostentando il mio benessere…ed io ti seppellisco con la mia serenità” sono solo due frasi estratte da questa canzone che è qualcosa di più, è una mini terapia contro la depressione d’amore nella quale si realizza che quando un amore finisce si ritorna artefici del proprio destino perché in quel momento nel proprio cuore non c’è più nessuno e ci si riapre di nuovo al mondo con delicatezza. L’attacco ritmico è un richiamo alla poetica di Lucio Dalla e alla sua Disperato erotico stomp. E se l’ascoltatore avesse un minimo dubbio, ecco la conclusione puntuale che svela l’omaggio nel finale, nel quale Silvestri conclude il pezzo con la frase sibillina “che è partita la chiamata…” e che rimanda direttamente all’indimenticato cantautore bolognese.

Con la successiva Il Talento dei Gabbiani fa tripletta e anche in questo caso si parla dell’oggi; nello specifico di un provino per un talent show che viene vissuto con emozioni diverse a seconda degli attori coinvolti; ed è così che ci troviamo immersi nella drammaticità del candidato (se stessi andando spedito al fronte sarebbe sempre più divertente), nell’elogio del padre che sente di avere un figlio speciale (Fatti valere, facci sognare), e nell’indifferenza di un produttore asettico (se dovessero offendere potete anche piangere / tenendo presente che è un gioco). Per l’occasione, il cantautore romano è accompagnato dai Selton che offrono una collaborazione davvero ispirata e sentita. Tutta è una canzone già proposta in chiave live nei teatri e vede il valido supporto nel finale di Emanuela Fanelli. La storia del brano è conosciuta ma vale la pena di ricordarla. Daniele Silvestri qualche mese fa ha fatto un appello e ha chiesto al suo pubblico di inviargli spunti per costruirci su una canzone. E Tutta è il risultato vincente.

A seguire Bella come stai, una sorta di filastrocca pigra, un escamotage ben riuscito per raccontare due storie. La prima è quella di un uomo innamorato che non ha mai dimenticato la sua bella, ora residente a Milano e della quale si interroga su cosa stia facendo e se lo pensa ancora. Nel frattempo si illude che lei sia triste e con il broncio perché lui non è più parte della sua vita. L’altra storia invece parla di Roma, la loro città, ma la descrive cambiata, diversa e in quelle frasi come ad esempio “peccato per il Tevere che adesso è solo cenere e il Colosseo si sgretola, il Foro è una discarica” ci si legge il tradizionale “Un tempo era tutto più bello”, al quale per riprendere la storia della canzone, possiamo aggiungere “quando a Roma c’eri tu”. Resto dubbioso sulla resa di Franco126 e quel modo di cantare (recitare?), fin troppo assonnato, per non dire svogliato, che lascia l’idea di qualcuno capitato nello studio di registrazione per caso. Se era voluto dall’artista va bene così, ma per gusto personale non ho trovato che questa collaborazione abbia portato valore aggiunto.

Dalle parole si dovrebbe intuire ma occorre precisarlo, in questo Disco X non ci sono pezzi più deboli rispetto ad altri, ma forse l’unica pecca sta nella durata. Devo essere onesto fino in fondo, l’ho trovato un po’ lungo ma davvero ispirato e ben suonato. Si sente che il musicista è tornato dopo quattro anni di silenzio più in forma che mai. L’Uomo nello specchio è una tipica traccia à la Silvestri, che sa giocare benissimo con le parole. Il protagonista della vicenda si pente della sua ipocrisia e specchiandosi non si riconosce più, nonostante l’immagine riflessa sia sempre la sua. Il tappeto sonoro creato dall’alternarsi del synth e del piano mescolati con la sezione ritmica è perfetto nella sua semplicità. Cinema d’Essai è probabilmente il culmine del disco dove troviamo Giorgia ad offrire una prestazione sopraffina in una traccia evocativa sin dal titolo e immersa in atmosfere jazz notturne. Questa collaborazione è sicuramente la più riuscita e l’alternarsi ed incontrarsi delle due voci è ben bilanciato. Non sfugge l’accenno di sorriso di Giorgia e una delle parti di testo fra le più belle dell’album dove troviamo questi versi ispirati: “le dissi di fidarsi di me, che vivo in un cinema, bello, ma un cinema d’essai e quindi, anche un cinema deserto, perfetto per me“. A seguire le collaborazioni di Frankie Hi-Nrg Mc e Wrongonyou nel brano While The Children Play, dove si riflette sulla guerra sempre presente e sul coinvolgimento dei bambini; e quelle di Eva in Mar Ciai, una canzone d’amore ipnotica e di Davide Shorty su Up In The Sky, dove il tema dell’autencità dell’identità viene affrontato attraverso suggestioni jazz rap. Il disco sembra finito, ma una traccia fantasma ci accoglie con la voce di Silvestri passata in autotune e che per l’occasione diventa essa stessa stumento musicale.

È un album importante che cresce con gli ascolti e col quale il musicista romano ci ha dimostrato come nel 2023 è ancora possibile fare musica pop interessante e originale. Basta solo volerlo perché un disco va pensato, va immaginato e in seguito in fase di realizzazione ci si lascia stravolgere dall’improvvisazione. La chiave è proprio questa, lavorare bene e intensamente per lasciare al pubblico qualcosa in cui si possa immedesimare, dando però la sensazione che tutto suoni semplice e, che come nella vita, tutto sia legato al caso.  

Tracklist:
01. Intro X (feat. Fulminacci, Wrongonyou, Frankie Hi-Nrg MC, Franco126, Selton, Davide Shorty, Eva, Giorgia & Emanuela Fanelli)
02. Scrupoli
03. Il talento dei gabbiani (feat. Selton)
04. Tutta
05. Bella come stai (feat. Franco126)
06. Colpa del fonico
07. L’uomo nello specchio (feat. Fulminacci)
08. Cinema d’essai (feat. Giorgia)
09. While The Children Play (feat. Frankie Hi-Nrg MC & Wrongonyou)
10. Mar Ciai (feat. Eva)
11. Up In The Sky (feat. Davide Shorty)
12. Ghost Track

Photo © Albert D’Andrea



2 responses to “Daniele Silvestri – Disco X (Epic / Sony Music, 2023)”

  1. Ho letto con piacere la tua recensione.
    Da fan storico di Daniele, aspetto sempre – con un po’ di timore – l’uscita dei suoi nuovi album con quell’approccio un po’ disilluso di chi sa che il proprio cantautore preferito ha probabilmente “scollinato” la parabola della creatività e dell’originalità musicale. Per cui non sai cosa aspettarti: si metterà a trappare? Sperimenterà elettro-dance? E se fa un feat. con Tommaso Paradiso? Cose del genere. Invece anche a me è sembrato un album elaborato, pensato e complesso abbastanza al punto da farsi ascoltare liscio. A differenza del precedente, La terra sotto i piedi, che ancora oggi, al di là di alcuni singoli strepitosi, non ho capito – ma sarà un limite mio.
    Condivido con te l’incapacità di apprezzare l’approccio svogliato di Franco126 – ma non trovi che sia abbastanza diffuso ultimamente? Non faccio paragoni, ma anche quando canta Lauro sembra che ce lo abbiano portato di forza sul palco. Tuttavia ‘Bella come stai’ è la canzone che ho ascoltato di più tra quelle dell’album finora.
    Non hai parlato di ‘Colpa del fonico’, un altro pezzo strapieno di immagini che mentre vengono descritte ti appaiono davanti (stessa capacità che Daniele ha mostrato anche esagerando ne “L’autostrada”) oltre che un’altra dichiarazione d’amore a Lucio Dalla, sia per la progressione di accordi che ricorda lo stile del cantautore bolognese, sia per quel momento in cui la canzone di Silvestri strizza l’occhio a “Cara” (“Vicinissimi, quei capelli mi fanno impazzire / Così morbidi che ci vorrei dormire”) – canzone che guarda caso Daniele ha cantato ospite a Propaganda.
    Ah, PS.: mi aspettavo qualcosina in più dal feat con Fulminacci.
    Ah, PPS.: eddai, non si cominciano le recensioni con “Non è un rivoluzionario…”! 🙂

  2. Ciao Giammarco,
    ti ringrazio per aver letto e per avermi dato le tue impressioni. Sono d’accordo con te, effettivamente quel tipo di cantato “svogliato”, è una consuetudine dei tempi. Non so se in generale possa andare bene oppure no, ma nel pezzo specifico la voce assonnata non ha sicuramente dato quel qualcosa in più a un pezzo che merita. Mi è piaciuto molto invece il contenuto del testo, questo volersi convincere che la sua “Bella” a Milano lo pensi ancora e in seguito il racconto della sua Roma, che è sempre una città stupenda ma un po’ meno da quando lei non c’è più. Mi è piaciuto come Daniele Silvestri qui abbia giocato nello spostare il focus e veder cambiare il giudizio in funzione della presenza/assenza della donna in questione. E’ vero, non ho parlato ci Colpa del fonico e anche di altro, ma a un certo punto ho dovuto sintetizzare. E’ bello scrivere, soprattutto se l’opera in sé ti coinvolge (e Disco X coinvolge), ma vorrei anche che la recensione fosse letta e alcune persone quando vedono la lunghezza si spaventano. Ho citato Scrupoli perché quel “che è partita la chiamata…”, non può non ricordare, anche ad ascoltatori meno attenti la famosa conclusione di Disperato Erotico Stomp di Lucio Dalla (“è partita la mia mano”). L’ho trovata una citazione, semplice ad effetto e geniale.
    Sull’inizio della recensione non posso che darti ragione, ma devo pur trovare modi per richiamare l’attenzione. E dai, un po’ ci sono riuscito. 🙂
    Grazie per il tuo commento.

    Andrea

Rispondi

In evidenza

Scopri di più da Off Topic Magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere