R E C E N S I O N E


Recensione di Riccardo Provasi

Senza ombra di dubbio, Lewis Capaldi si può annoverare tra i più talentuosi e noti artisti della sua generazione. Britannico (o meglio, scozzese, di Glasgow), classe 1996, due album, diversi singoli in classifica dal 2017 ad oggi e la sindrome di tourette affrontata grazie alla passione della musica e l’amore del suo pubblico: questa la sua scheda tecnica largamente condensata.
Vista la sua ampia popolarità, risulta più interessante parlare direttamente del suo nuovo lavoro, Broken by desire to be heavenly sent, senza indugiare oltre su notizie e informazioni stranote. Solo una nota personale: il suo taglio degli occhi ricorda vagamente il bellino dei “Fab Four”, McCartney.

Riprendiamo pure dall’album, uscito il 19 maggio. Dodici tracce per un totale di quasi tre quarti d’ora di musica, di cui un terzo usciti come singolo tra settembre e aprile. Fin qui nulla di sconvolgente o particolare, ed è purtroppo questa la grande pecca di questo prodotto. L’album in sé è un lavoro buono, godibile anche se a tratti lento, che però mostra una sostanziale ripetitività tra le varie tracce, a maggior ragione sotto il profilo della struttura e degli arrangiamenti. In generale, la tematica principale trattata dall’artista è l’amore, molto spesso finito, complicato o non ricambiato, tramite strofe altamente tormentate e ritornelli sofferti, accompagnati dalle sonorità di un pianoforte o dall’inseparabile chitarra. Gli arrangiamenti, come dicevamo, risultano per l’intero album molto ripetitivi: la voce, roca e strozzata, sparata e compressa davanti a tutta la sezione ritmica, gli strumenti armonici molto presenti e in generale un alternarsi di strofa e ritornello continuo con poco spazio per special, soli, bridge o altre formule. Alcuni brani non sono affatto male, anzi: Wish you the best (terzo singolo, uscito il 14 aprile), Love the hell out of you, Leave me slowly, con un ottimo assolo di chitarra in synth e il primo singolo, Forget me, sono canzoni godibili e commoventi, in cui è possibile assaporare tutta la bravura di Capaldi.

In conclusione, Broken by desire to be heavenly sent è un prodotto forse un po’ troppo scontato, che tende a schiacciare la dimensione artistica di Capaldi per via della poca lungimiranza degli arrangiamenti: provate a cercare Forget me, suonata in acustico ai BRIT award 2023… capirete bene che cosa intendo.

Tracklist:
01. Forget Me (3:24)
02. Wish You The Best (3:31)
03. Pointless (3:51)
04. Heavenly Kind Of State Of Mind (3:22)
05. Haven’t You Ever Been In Love Before? (3:51)
06. Love The Hell Out Of You (3:25)
07. Burning (3:37)
08. Any Kind Of Life (3:15)
09. The Pretender (3:40)
10. Leave Me Slowly (3:43)
11. How This Ends (3:47)
12. How I’m Feeling Now (3:46)

Rispondi

In evidenza

Scopri di più da Off Topic Magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere