L I V E – R E P O R T
Articolo di Arianna Mancini, immagini sonore di Antonio Viscido
È una gelida serata di gennaio e gran parte d’Italia è presa d’assalto da un’inconsueta bora triestina. È una di quelle sere che staresti volentieri in casa in compagnia di un buon libro, scelta impossibile da compiere se altrove c’è una sorgente vitale con cui risvegliarsi e placare la sete. Gli indugi cadono così al suolo, come vampiri trafitti dalla luce. La rotta è tracciata, e anche se le stelle non sono apparse in cielo per indicarmi il cammino, mi metto in strada per raggiungere il Glue Alternative Concept Space di Firenze. Questa sera qui, per tutti noi “benvegnuisti”, si celebra un sacro rituale d’iniziazione: la prima data del tour di È Inutile Parlare d’Amore, il nuovo album d’inediti di Paolo Benvegnù.
Paolo definisce il nuovo capitolo di vita come un romanzo di formazione. È stato preceduto da dei “racconti anticipatori”: l’EP Solo Fiori uscito lo scorso aprile. Noi di Off Topic, seguendo le sue orme, abbiamo redatto una pièce teatrale in tre atti, con tre sguardi diversi attraverso i quali abbiamo intercettato ed esplorato questa nuova creazione. Il primo atto, ”Le Parole non Taciute”, è stato affidato a Joshin Elisabetta Galani che ha raccolto il suo scambio di idee con Benvegnù in un’intervista. Il secondo atto, “Le Parole Vive”, porta la firma di Monica Gullini che ha scritto le sue visioni d’ascolto nella recensione

Ed eccoci al terzo atto. Siamo al Glue, il popolo degli adepti s’incontra nuovamente anche senza darsi appuntamento. La stella guida di un sapiente inconscio collettivo ci ha di nuovo riuniti. Saluti di sorpresa, abbracci ed entusiasmo. Un veloce salto al merchandising per il consueto rituale d’acquisto e mi posiziono sotto al palco con le ritrovate anime musicofile. Nell’attesa contemplo la scena ancora inerme, gli strumenti sono immobili in attesa di trasformarsi in creature vive. Osservo il palco, dalla sua disposizione è già chiaro come si posizioneranno i nostri: a sinistra Luca “Roccia” Baldini con il suo basso, leggermente dietro Tazio Aprile alle tastiere, al suo fianco Daniele Berioli alla batteria, fronte palco sulla destra c’è il set di chitarre di Gabriele Berioli, al centro un leggio e la chitarra di Paolo Benvegnù. S’intravedono i fogli bianchi posizionati a terra con la scaletta e le luci rossastre fungono da bagliori di un’aurora che sta per palesarsi.
Eccola la nostra alba! Sorge sull’arrangiamento d’archi che chiude Alla Disobbedienza, ultimo brano dell’album. Accompagnato da applausi e grida d’accoglienza, l’incipit vira poi fulmineo su Tecnica Simbolica, il brano d’apertura del disco. Entra diretto, definisce i nostri tempi. In questa precisa situazione però accade una provvidenziale metamorfosi. Il tempo, inteso come kronos, mero scorrere sequenziale di attimi, qui si fa kairos e diviene supremo momento propizio per iniziare questo viaggio. E le stelle da guardare, evocate nel brano, ci conducono poi in Oceano per risvegliare lo stupore, quel “rosso sangue che si trasforma in rosa” e poi nell’omaggio al femmineo con Marlene Dietrich.
Paolo Benvegnù e i suoi compagni sono emozionati e connessi da un’energia, invisibile ma tangibile, di gioia condivisa. I sorrisi, i cenni e gli sguardi d’intesa fra loro si mescolano alle note nel fluire dei brani e all’entusiasmo del pubblico che già canta le nuove canzoni. È meraviglioso sentirsi parte di questa sinergia.

Le vibrazioni del cuore ascendono verso il cielo con Il Nostro Amore Indifferente, dentro ad un’esplosione di ossimori, ci troviamo all’improvviso in una sorta di epifania. Questa sera è la nostra “Invincibile Estate”, quell’attimo di rivelazione, ora siamo lontani dal mondo nella sua accezione più positiva possibile.
Con 27/12 e Our Love Song continuiamo ad ascendere verso l’impossibile e nell’epopea del desiderio. L’una idilliaca, l’altra oscura e viscerale. Ossimori sonori perfetti per lasciarsi andare all’immaginazione e dentro il pulsante movimento dei corpi. Spirito e carne sono come unica entità indissolubile; noi siamo questo e la magia dell’evento dal vivo lo amplifica.
Dietro ogni canzone che finisce c’è curiosità ed eccitazione nell’attesa del brano successivo. Tutti i nostri sensi stanno leggendo ogni singolo capitolo di questo romanzo dal vivo, pagina dopo pagina, brano dopo brano. Lo assaporiamo nell’attimo, ignari ancora che ne leggeremo ogni singola sfumatura nella sua interezza.
Un proposito di risveglio tocca sul vivo i nostri cuori con Pescatori di Perle, che fa scendere lacrime d’emozione prima dell’incrinatura. È il momento del primo singolo pubblicato, Canzoni Brutte, ma noi siamo qui per i Benvegnù e perseveriamo nel seguire questa strada. Con Paolo trovare una canzone brutta è come tentare di svuotare l’oceano con un cucchiaino.
Mi giro un attimo indietro e noto con immensa gioia che il locale è pieno, degno atto di gratitudine per celebrare questo nuovo inizio.
Il silenzio abitato, quel silenzio autentico che parla, prende forma sulle note di In der Nicht Sein e poi l’atmosfera s’incendia, siamo sulle note di L’Origine del Mondo. Desideravo sentirla dal vivo: il fuoco assoluto si manifesta, è sangue che pulsa, energia che esplode, che distrugge e crea. (“Voi non capite le mie parole di sangue”). Sento le voci degli altri che cantano e gli applausi coprono l’intro di Libero, la canzone che sta iniziando, che incrina il fuoco con i suoi interrogativi e le melodie colme di languore.

Il collettivo è in splendida forma, amorevolmente generoso nel donarsi ed il pubblico è desto, con l’anima spalancata nell’accogliere. Mi sento grata e partecipe di un momento di condivisione totale che irrompe nella quotidianità.
Faccio un veloce riepilogo mentale, hanno suonato quasi tutte le canzoni dell’album! Ne manca solo una, ed arriva lei: Alla Disobbedienza. È il cardine del disco, è la rappresentazione sonora di quella rivoluzione che ci salva, se siamo disposti a rivolgerci all’irrazionale che ci rende liberi.
Segue qualche minuto di pausa. In questa breve attesa siamo avvolti dalla stessa melodia degli archi che aveva sancito l’inizio del concerto. I Benvegnù tornano sul palco e nel congedarsi ci accolgono nella loro trascorsa discografia con sei canzoni. La Schiena, brano immancabile e sempre carico di potenti suggestioni, segna l’inizio di questo viaggio a ritroso. Proseguiamo poi sulla scia di Hermann con l’appassionante Andromeda Maria. Finora è stato un concerto suonato senza tregua, che ha espresso in maniera palese la competenza e l’impegno del Collettivo. Assenti le consuete battute ironiche ed i momenti cabarettistici a cui ci ha abituati Benvegnù, che alla fine del brano si ferma un attimo e si rivolge a noi: “È molto che non suoniamo, siamo molto emozionati nel fare questo concerto e vorremo ringraziarvi. Siete di grande conforto perché siamo dei naufraghi.” E così continuiamo a naufragare con: Avanzate Ascoltate, Il Mare Verticale, Io e il mio Amore e Cerchi nell’Acqua.
È stato come sentirsi allo stesso tempo lontani dal mondo ma nel flusso dell’attimo, naufraghi eletti, in fondo all’oceano come dei “Pescatori di Perle” e nel cielo a sondare le stelle con “Victor Neuer”. Immensa gratitudine ai Benvegnù per essere questa rivoluzione irrazionale, che è risveglio, certezza e nutrimento.

Nel mio girovagare per locali, non ero mai stata al Glue, posso solo dire mea culpa! È stata una vera sorpresa: un locale “resistente”, mi ricorda certi posti del cuore che frequentavo negli anni ’90, primi Duemila. Attenta programmazione di eventi dal vivo, atmosfera underground, ottima selezione musicale pre e post concerto. Un immenso grazie da parte mia e da tutta la redazione di Off Topic ad Antonio Viscido per la gentilezza e la disponibilità nel donarci i suoi suggestivi scatti, che sempre riescono a cogliere l’anima delle persone ed “Il Sentimento delle Cose”.
Scaletta:
Tecnica Simbolica
L’Oceano
Marlene Dietrich
Il nostro Amore Indifferente
27/12
Our Love Song
Pescatori di Perle
Canzoni Brutte
In derNicht Sein
L’Origine del Mondo
Libero
Alla Disobbedienza
Bis:
La Schiena
Andromeda Maria
Avanzate Ascoltate
Il Mare Verticale
Io e il mio Amore
Cerchi nell’Acqua

Prossime date del tour:
Giovedì 22 febbraio – Monk – ROMA
Venerdì 23 febbraio – Arci Kalinka Dude – SOLIERA (MO)
Sabato 2 marzo – Spazio Astra – FOLIGNO (PG)
Sabato 9 marzo – Spazio Webo – PESARO
Giovedì 14 marzo – Il Garibaldi – PRATO
Venerdì 15 marzo – Circolo Culturale Rimbomba
Sabato 16 marzo – Sala Don Bosco – MAROSTICA (VI)
Sabato 21 marzo – Backstage Academy – PISA
Sabato 30 marzo – Scumm – PESCARA
Venerdì 5 aprile – Teatro dei Filarmonici – ASCOLI PICENO
Sabato 6 aprile – La Darsena Live – CASTIGLIONE DEL LAGO (PG)
Giovedì 11 aprile – Arci Tambourine – SEREGNO (MI)
Giovedì 18 aprile – Trinità Live Club – GENOVA
Venerdì 19 aprile – Monamì – MONTICHIARI (BS)
Giovedì 25 aprile – Parco “Papa Giovanni Paolo II” – GUAGNANO (LE)
Venerdì 26 aprile – Mercato Nuovo – TARANTO
Sabato 27 aprile – Dssz Club – BARONISSI (SA)
*** Date in aggiornamento, restate sintonizzati “sull’invisibile”, per vedere nascere nuove stelle. ***







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