A N T E P R I M A V I D E O
Articolo di Lucia Dallabona
Nell’intervista realizzata in occasione della pubblicazione del suo secondo album Naturæ, che potete leggere qui, Lezziero (Luca) mi aveva anticipato l’intenzione di realizzare un video del singolo Andare Via. Ora che il progetto si è concretizzato, con gran piacere torno a scrivere per presentarlo. Il brano, non solo è quello di apertura, ma rappresenta il simbolo di tutto ciò che ha portato alla realizzazione dell’intero disco. Fin dalle prime immagini noto la preferenza spiccata di descrivere nel modo più fisico possibile ciò che dicono le parole. Questo approccio “materiale” mi colpisce per il risultato finale che ottiene poiché, pur restando fedele al senso letterale delle stesse, le arricchisce di un coinvolgente impatto evocativo. Immergo lo sguardo con crescente interesse in un flusso serrato; pulsante di vita umana e naturale, scorre sullo schermo assemblato con raffinata, composita creatività. Immagini in bianco nero alternate a splendidi colori, vintage estremo e video contemporanei, apprezzo fino a che punto tutto è scelto con elegante cura, nel tangibile desiderio di mantenere sempre viva una coerenza emotiva col brano…
Particolarmente incuriosita da alcuni aspetti del filmato, decido di rivolgermi nuovamente a Lezziero per porgergli alcune domande in proposito:
“Trovare il senso e la memoria”, un concetto che sottolinei nella canzone… Come ti ha guidato nella selezione dei suggestivi video d’archivio presenti nel clip?
Credo sia un tema un po’ ossessivo nelle mie canzoni, il tempo che passa e la “costruzione di una memoria personale”, perché la memoria è davvero un costrutto umano, una selezione in cui dimentichiamo ciò che vogliamo dimenticare e ricordiamo quello che vogliamo ricordare! Per questo video ho volutamente lavorato su fonti eterogenee. Volevo il contrasto; cose più recenti e altre più vintage, immagini professionali e più cronachistiche, bianco e nero e colore ecc., perché se ci pensi anche la memoria lavora così; un frammento dell’altro ieri e un ricordo nitidissimo di quando avevi dodici anni!
Tecnicamente ho pescato soprattutto in una grande banca immagini mondiale che è una miniera di sorprese! Poi anche in repertori più recenti e fatto qualche “furto” cinematografico (dovessero scoprirmi, spero saranno clementi…).
Spulciare in questi archivi è stimolante perché parti con un idea e poi le cose che trovi ti mandano in direzioni diverse e il video si modella anche attraverso la ricerca. Del resto è proprio bello che il risultato finale sia il frutto di quello che avevi in mente, ma anche fatto di scoperte inattese. Se è così allora ha funzionato!

“Parole /andare via / non ho paura / dimenticarsi / ogni cosa / abbiamo perso / subire il giusto / la vita non perdona / brucia le tue forze / come fiamma le consuma“. Sono queste le parti del testo che rappresenti sullo schermo a caratteri cubitali… Si tratta di una scelta frutto della tua “adultità“?
Mi prendi sempre in contropiede! Quando l’ho fatto durante l’editing, ho pensato soprattutto a esigenze di “grammatica visiva”; inserire degli stop secchi, magari su dei beat significativi della canzone per spezzare il ritmo serrato delle immagini con momenti di stasi. Amo il “lettering” e volevo fossero delle parole del testo, magari non proprio sincrone al cantato, ma nei paraggi diciamo. E dovevano essere significanti in sé.
Detto questo hai ragione! Anche se è stata una selezione creata di getto, di fatto ho scelto parole dure. Quindi probabilmente associo “l’adultità” a sentimenti di stanchezza, di fragilità, di perdita e direi che me lo hai appena fatto scoprire con questa domanda!
A fine video una macchina da scrivere d’epoca compone la scritta : “Thanks for watching” (grazie per la visione). Dimostrare gratitudine, un approccio quasi rivoluzionario nei nostri tempi moderni… Come riesci a coltivare e difendere un’attitudine così gentile?
In realtà l’intento era più ironico! Ho trovato questa immagine durante la ricerca e mi è piaciuta subito, perché se ci pensi si tratta di una frase ormai classica delmondo digitale contemporaneo. La trovi alla fine di molti documenti di presentazione, nei mille power point che si creano ogni giorno in qualunque ufficio. Qui però è fatta con una macchina da scrivere, lo strumento analogico e pre-digitale per eccellenza!
Questo contrasto mi è subito piaciuto, l’ho sentito molto in sintonia concettuale ed estetica con il video ed allora ho voluto metterlo.
Però, per concludere, hai ragione. Bisogna sempre essere grati a chi sceglie di guardare e ascoltare il tuo lavoro. È un atto volontario e gratuito e bisogna esserne felici. Sempre.







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