L I V E – R E P O R T
Articolo di Alessandro Tacconi, immagini sonore Daniela Pontello
Alcatraz. Milano, giovedì 26 settembre. Un concerto atteso da oltre un migliaio di fan milanesi per la reunion dei redivivi Jet. Due date italiane: la prima nel capoluogo lombardo, la seconda nella capitale il giorno seguente.
Ad aprire il concerto niente meno che il super gruppo I Hate My Village di cui abbiamo parlato qui, poiché la loro performance dal vivo meritava eccome più di qualche parola.
Il salone è pieno di amanti del “rock alla vecchia”, e ciò amano e suonano questi australiani (nel solco anche dei fratelli Angus e Malcolm Young alias AC/DC). I fans aspettano impazienti i loro beniamini. L’attesa è stata molta lunga, ma finalmente sarà ripagata con una performance entusiasmante.

Per chi non ricordasse o conoscesse il gruppo australiano, un paio di notizie che possono risultare utili. Scalano le classifiche nel lontano 2004 con Get Born, che contiene le hit Are you gonna be my girl e Rollover DJ. Sono subito fuochi d’artificio e giubilo. Il rock è risorto! Rock ’n’ roll’s not dead! Oltre tre milioni le copie vendute (quando ancora si vendevano i CD!).
A fondare la band sono i fratelli Cester, Nic (chitarra e voce) e Chris (batteria), cui si aggiungono Cameron Muncey (chitarra e voce) e Mark Wilson (basso e pianoforte). I musicisti non hanno mai fatto mistero di quali siano le loro principali influenze musicali: Rolling Stones, Led Zeppelin, AC/DC, Kinks e Sex Pistols. Insomma, il gotha del genere
La formula è semplice e funziona: rock graffiante con riff taglienti, cassa in quattro, “tiro dritto”, tanta energia e divertimento. La voce di Nic Cester, più grintosa, si alterna, soprattutto nelle ballad, a quella più morbida di Cameron Muncey (l’altro autore dei brani).
Sono anni magici e le cose vanno per il meglio: tournée internazionali, aprono i concerti di Rolling Stones, Green Day, Oasis… Riconoscimenti dalla critica e grande affetto da parte del pubblico, che li segue in ogni parte del mondo.

Ma poi, come nella più classica delle soap opera in chiave rock, le cose si guastano: arriva il primo scioglimento (dopo soli tre album e otto anni!) nel 2012. Una prima reunion nel 2016, un altro scioglimento nel 2019, nuova reunion nel 2023 e…
…Adesso eccoli calcare il palco dell’Alcatraz qui a Milano, in un giovedì piovoso di fine settembre. Sono passati vent’anni dalla pubblicazione di Get Born, che ripropongono per intero.
Quando i sonagli del celeberrimo Are you gonna be my girl iniziano a battere il tempo, il pubblico partecipa cantando tutto il brano insieme al cantante Nic Cester e così per molte altre canzoni dell’album e per qualche altro successo dei lavori successivi.
In questa performance c’è tutto quello che ci si aspetta da un concerto rock: grinta, divertimento, energia e passione. Ogni brano suonato questa sera ci ricorda quanto siano bravi questi rockettari quarantenni (ma per il rock non conta l’età, come insegnano i nonni Rolling Stones e Led Zeppelin!).

Il gruppo ha annunciato che il 2025 sarà l’anno del nuovo album, il quarto della carriera (peccato aver perso tanto tempo).
In vista di questo importante evento, hanno pubblicato due brani e annesso video: Hurry Hurry e Un’avventura (proprio quella di Battisti!). Le due canzoni sul palco vengono suonate con una special guest: Adriano Viterbini, gran maestro di chitarra dai suoni saturi ad alto tasso adrenalico, che insieme agli I Hate My Village, ha aperto le danze questa sera. Sarà l’amore per questo giovane e umilissimo artista, ma ci pare che la sua presenza sul palco sia in grado di dare una sferzata al sound del gruppo australiano.
La scelta di una canzone tanto amata nel nostro paese come Un’avventura, pensiamo sia dovuta anche alle origini italiane dei fratelli Cester.
Durante il concerto, Nic dialoga con il pubblico, racconta della prima canzone scritta da Cameron Muncey, di quanto “ami i ragazzi con cui suona questa sera” (forse l’amore redivivo dopo la terapia di gruppo, come fecero i Metallica!?), il tutto in italiano e poi traduce in inglese per i compagni. Ciò risulta molto esilarante: sono i musicisti a non comprendere quello che sta dicendo il frontman, mentre di solito accade il contrario.
A fine serata, possiamo affermare: ben tornati ragazzi.
E basta litigare!










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