R E C E N S I O N E
Recensione di Lucio Vecchio
Anna è il nuovo album di Nagual, alias Giovanni Ancorato, inciso per Caligola Records con lo stesso quartetto del precedente Italocarioca di cui trovate la recensione qui.
La già evidente vena latinoamericana espressa nel lavoro pregresso, viene ancor più accentuata in questo nuovo disco: la musica brasiliana e in particolare la Bossa Nova, sono il chiaro riferimento del repertorio compositivo dei dieci brani originali scritti dal sassofonista veneziano.
Sette di questi sono strumentali, mentre le altre sono canzoni suggestive (con testi dello stesso Nagual), tra cui anche la title–track, splendidamente interpretata da Silvia Donati, special guest dell’album.
Il sassofonista tenore guida un quartetto affiatato che ha nel pianoforte di Paolo Vianello un’altra delle sue voci più ispirate. Del tutto azzeccati, in questo senso, il raffinato duo basso-batteria formato da Paolo Andriolo e Roberto Rossi, oggi in Italia tra i più ricercati specialisti della musica popolare brasiliana, e la voce profonda e calda di Silvia Donati, particolarmente a suo agio con la bossa nova.

Un’altra nota di qualità che contraddistingue questo disco è l’ottimo lavoro svolto dal fonico Stefano Amerio nel suo studio di Cavalicco (qui trovate una videointervista).
Alla piccola Aruba è dedicato il pezzo di apertura dell’album. Nell’isola caraibica la musica è parte integrante di ogni attività quotidiana così come il mare ed il vento. La gentilezza degli abitanti, le sue spiagge bianche ed il mare turchese hanno fatto guadagnare ad Aruba l’appellativo di isola felice. Nel brano ritroviamo tutti questi ingredienti. Il sax ed il piano alternandosi e rispettando gli spazi, sembrano danzare sulla ritmica. Le suggestioni sono intense ed il finale è un po’ nostalgico, come l’emozione che si prova quando si è costretti ad abbandonare un luogo che ci ha reso il cuore leggero.
Inverno è un brano che fa riflettere. Nella nostra idea del mondo, difficilmente abbiniamo la stagione fredda alle latitudini rappresentate da questo disco. Il chiasso ed il calore dell’estate lasciano il posto a temperature più miti che danno la possibilità di scoprire ogni sfumatura del paesaggio che ci circonda. Molto bello in apertura il dialogo fra il basso di Andriolo ed il piano di Vianello, preludio al tema dettato dal sax e sostenuto dalla batteria di Rossi. Estremamente evocativo il pianoforte che caratterizza la parte centrale del brano.
Samba pra Elis, la prima delle tre canzoni interpretate da Silvia Donati, è il brano uscito in anteprima e scelto per il lancio del disco. La canzone, impreziosita dal suono della cuíca, è dedicata ad Elis Regina interprete principale della musica brasiliana fino agli anni Settanta. Elis aveva un temperamento vulcanico tanto da meritarsi i soprannomi di “Furacão” (uragano) e “Pimentinha” (peperoncino). “Eterna principessa del mio Brasile” canta la voce coinvolgente della Donati: una vera e propria dichiarazione d’amore per la regina della musica brasiliana.
“Non c’è niente di così doloroso come un amore che va in pezzi” canta sempre la Donati nell’incipit di Anna, la title-track, una struggente canzone che narra la fine di un amore e la disperazione di un uomo. Il sax entra in punta di piedi, dapprima sottolineando alcuni passaggi per poi prendere la scena. La voce profonda di Silvia si presta benissimo all’interpretazione del pezzo.
Alem che in portoghese significa “inoltre” è un brano caldo e suadente con una forte carica emotiva. Molto evocativo il dialogo fra il pianoforte ed il sax con una batteria sempre presente che in apertura si presenta con un interessante cross stick in primo piano. Inoltre, la musica, questa musica, diventa il compendio perfetto da sovrapporre ai ricordi di momenti in cui abbiamo incontrato la felicità.
Tarab: parola araba che indica lo stato d’estasi che si vive quando si ascolta una musica che ci piace molto, che ci emoziona e ci permette un distacco dal luogo in cui siamo per trasportarci altrove. Non esiste nella lingua occidentale una parola come questa, che racchiuda cioè in solo lemma tutti questi significati. In questo pezzo l’interplay è veramente alto e si percepisce il divertimento che i musicisti provano nell’esecuzione. C’è spazio per tutti: una batteria molto ampia (ottima la spazialità data dal mix) che detta il ritmo, il sax impone il tema ma non è egoista e lascia spazio a due soli:il primo di pianoforte ed il secondo di basso che avvolge e scalda il tutto. Un brano da ascoltare con la testa ma soprattutto con il cuore.
Nossa Bossa è la terza canzone interpretata da Silvia Donati ma è anche la testimonianza di quanto i musicisti o, allargando il concetto, gli artisti in generale posseggano una particolare fortuna. Quando nel vivere quotidiano si palesano le difficoltà: un amico ci ha tradito, le ferite dell’anima non guariscono o più banalmente abbiamo perso un treno, il musicista può rifugiarsi nel proprio strumento, l’artista nella propria arte trovando la consolazione dell’anima. Però il rifugio può anche essere pericoloso,perchè è solo vivendo che si riesce ad amare:
“Gente che non è mai entrata in mare / Non rischia di naufragare e non sa amare /
A Dio e Saravà”. Questi sono i versi finali dalla canzone. Saravà significa “forza che muove la natura”. Parola di origine bantu che gli africani hanno portato al lessico brasiliano: usuale nella religione Umbanda, è anche un saluto benaugurante.
Con Cartagena le atmosfere si fanno più rarefatte ed oniriche. Il tema proposto dal sax di Nagual è languido e la mente corre subito ai romanzi di Gabriel García Márquez ambientati nella città colombiana che fa da scenario a storie d’amore impossibili.
Coração è un gioco di sguardi. Il fugace incontro di due persone che si sfiorano con gli occhi mentre sorseggiano un caffè in un bar. Ognuna di esse è distratta da altro ma non può fare a meno di sbirciare nella direzione in cui spera di incrociare lo sguardo dell’alta. Il pianoforte segna i battiti del cuore che pulsa forte nel petto. Ma la vita continua e questo momento rimane solo come una bella, intensa e fugace parentesi in una giornata che, grazie ad essa, non è più qualunque.
Il brano che chiude il disco Paz y Amor è un saluto ma soprattutto è una filosofia di vita, un inno alla gioia in cui Nagual sembra augurare a tutti di vivere sereni in pace con il mondo che ci circonda (e di questi tempi è un augurio per nulla banale).
Il viaggio musicale di Anna tocca le corde dell’anima. Nagual con il suo quartetto e la voce di Silvia Donati ci conducono in un mondo di suoni caldi e sensuali, dove la malinconia si intreccia con la gioia di vivere. La sua musica ci avvolge come un abbraccio, regalandoci momenti di pura emozione.
Un ringraziamento a Talitha e Carlo per la traduzione dei testi.
Tracklist:
01. Aruba
02. Inverno
03. Samba pra Elis
04. Anna
05. Alem
06. Tarab
07. Nossa Bossa
08. Cartagena
09. Coração
10. Paz y Amor




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