R E C E N S I O N E


Recensione di Nadia Cornetti

Spesso mi capita di voler sentire serietà e ironia insieme, in un ascolto; qualcosa di profondo e viscerale, ma che non si prenda troppo sul serio. È proprio questo che ho trovato, con grande sorpresa, nell’ultimo disco del giovanissimo Valerio Visconti, in arte Visconti (classe 2000), dal titolo Boy di Ferro – in uscita il 18 ottobre per Dischi Sotterranei e La Tempesta Dischi. Si tratta del secondo lavoro del cantautore (DPCM era del 2022, e ha aperto con il suo tour concerti di artisti come Verdena o Gazebo Penguins), benché il suo operato in ambito musicale sia molto prolifico, in veste di compositore per app, collaudatore e molto altro. Ha detto Visconti del suo ultimo lavoro: «l’accettazione della fine dell’amore è il filo rosso che collega i brani dell’album». Un concetto profondissimo, adulto. Senza esagerare, però: da questa profondità emerge anche – a tratti marcati – tanta volontà di dissacrare, una sorta di amaro sorriso nel dolore. A riprova di questo, il titolo del disco ha una valenza gotico-romantica, certo, ma è anche il nickname che Valerio utilizza in Minecraft: per non prendersi eccessivamente sul serio, non c’è dubbio.

Prima di raccontarvi le tracce, voglio presentarvi un pochino meglio a livello sonoro quello che ascolterete (preciso che, se vi siete mai imbattuti in qualche mia altra recensione, forse ricordate che non sono molto avvezza a etichettare e incasellare un artista, ma in questo caso penso sia calzante): “cantautorato alternative-rock”, questo è ciò che ho pensato di Visconti al termine di tutto l’ascolto, e mi è venuto istintivo farlo, come capirete dall’approfondimento che leggerete tra poco. Il tutto, giusto per togliersi questo dente, espresso da un timbro vocale che mi ha ricordato molto la profondità vocale di Alberto Cotta Ramusino, meglio noto come Tananai: non ci trovo nulla di male ad ammetterlo limpidamente, in realtà, sebbene per alcuni paragoni di questo genere siano un po’ tabù.

L’album, dunque, si apre con 01010110, e logicamente non potevo non ricercarne il significato in codice binario: la traduzione della serie di numeri è ”V” come Visconti. Un perfetto esordio, un brano che più che essere intro, catapulta direttamente nel sound di Boy di Ferro: suonano forte, inevitabilmente smascherate, reminiscenze Weezer, in questo brano dall’ottima struttura, il cui testo descrive la mercificazione dei rapporti umani, paragonati all’algoritmo e alla tecnologia.

Troviamo come seconda traccia l’ultimo singolo che ha anticipato l’album, Battesimo oscuro: bel pezzo, cupissimo, che prende una piega shoegaze, e con un piglio diffuso che riporta senza dubbio alcuno a quel Teatro degli Orrori, di cui dobbiamo menzionare il buon Giulio Ragno Favero che – forse è un caso, ma probabilmente no – fu produttore proprio di DPCM, il già menzionato primo disco di Visconti. «Ultimamente voglio uscire, ma non voglio le persone»: per dare un’idea della forte tensione che ha fatto da motore a questa produzione vi cito questa frase tratta da Wandervogel, brano sperimentale dove troverete rock e musica rave intrecciati a un messaggio critico nei confronti dei contesti artistici idealizzati. Dopo aver picchiato forte, Boy di Ferro propone anche brani ballabili che però, se ascoltati bene, raccontano di debolezze e paure, come quella di rimanere da soli. Come Sotto Trema, motivetto ritmato, scanzonato e piacevole, oltre che penultimo singolo rilasciato: quel reiterato “resta con me” si fa mantra salvifico, e scongiura la paura dell’abbandono, che subentra insieme alla presa di coscienza che raggiunge l’età adulta.

Tutti abbiamo una coperta dorata che allevia i sentimenti negativi “dei grandi” e per Visconti questa coperta dorata è Salsa rosa: notevole cavalcata post-punk, molto sperimentale ma anche estremamente orecchiabile. Quest’ultima caratteristica è un po’ un suo marchio di fabbrica, e non posso che apprezzarla, in un mare di ascolti un po’ snob che pare non abbiano l’aspirazione di arrivare ai “comuni mortali”. Così come non posso che apprezzare i brani sinceri, che non si vergognano di esorcizzare paure, storie finite male, indossando le vesti di una cura: Disordine è questo, parla della fine di una relazione e di quanto sia salvifico – per non soffrire più, dopo un rimbalzo di colpe – realizzare che è meglio la separazione, nonostante la difficoltà.

Sperimentazione pura è anche CTIPP (con te io posso perdermi) brano tra i più folli mai incontrati, che riesce a sembrare la musichetta di un flipper, pur parlando delle sensazioni che accompagnano l’innamoramento.

Boy di Ferro è anche ballad, come Ascendente, ottava traccia ma prima opera scritta da Valerio dopo la fine della relazione che ha fatto da musa ispiratrice per il disco: per questo motivo, forse, è meno permeata da sperimentazione e più da narrazione e atmosfere evocative, cupe dark e profonde. Non manca neppure la “quota live” all’appello: pura, sporca e hardcore, Girotondo urla dal principio alla fine la rivolta verso questo mondo, verso chi lo governa e, con uno sfogo autentico, ne prende le distanze. Wicca è il perfetto epilogo, costituito da sound elettronico fuso a basso e batteria: difficilmente potrei assistere a qualcosa di più psichedelico per esorcizzare e dissacrare insicurezze carnali al fine di affrontarle, a suon di esoterismo e simbolismo.

Dopo questa immersione in un ascolto cupo, piuttosto privo di ottimismo, o di luce, ma senza un briciolo di rassegnazione, e con tanto sarcasmo, posso infine dirvi il mio pensiero su questo bel secondo lavoro: sa bene come esprimere quel che pensa, Visconti, e lo fa – ora, più che nel suo esordio – grazie a una marcata identità, a una musica libera e parole dirette, che non si mascherano dietro a costrutti, ma si vestono di tutto ciò che l’artista ha musicalmente assorbito e amato, non c’è alcun dubbio. Così come non c’è dubbio che sono questi i lavori di cui ci piace parlare.

Tracklist:

  1. 01010110
  2. Battesimo Oscuro
  3. Wandervogel
  4. Sotto Trema
  5. Salsa Rosa
  6. Disordine
  7. CTIPP
  8. Ascendente
  9. Girotondo
  10. Wicca

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