L I V E – R E P O R T


Articolo di Nicola Barin, immagini sonore © Alessandra Isalberti

L’associazione mantovana 4’33” di Matteo Gabutti come ogni primavera propone la rassegna You must believe in Spring con due appuntamenti imperdibili, tutti al femminile, che seguono il concerto di Stella Cole a Marzo.
La sassofonista argentina Julieta Eugenio con il suo trio e il 12 Maggio la violinista italiana Ludovica Burtone.

Nella splendido Palazzo San Sebastiano, sede del Museo cittadino, si esibisce una delle più interessanti sassofoniste della scena newyorkese. Al suo attivo l’album di debutto Jump in trio è stato pubblicato per l’etichetta Greenleaf del trombettista Dave Douglas. Ora nel tour europeo propone il nuovo progetto Stay.

La sassofonista si fa accompagnare da Simon Wilson al contrabbasso e Andreu Pitarch alla batteria.

La frequentazione del trio pianoless ci riporta a Sonny Rollins ma la Eugenio non sembra  guardare verso quell’orizzonte, semmai il suo interesse è verso un artista come Ben Webster. Il suono caldo e il timbro profondo la caratterizzano. Frasi brevi e attenzione al timbro, alle note molto “soffiate”, ma anche una innata eleganza contraddistinguono l’approccio dell’artista argentina. Senza il piano le possibilità espressive del sassofono si ampliano, soprattutto nella melodia. Ricordiamo che il più grande melodista di tutti i tempi è stato Ornette Coleman che non usava mai il piano nelle sue formazioni.  

Racoon Tune ci immerge nella gioia di questo trio cosi coeso e vitale in cui l’asse sassofono/batteria è preminente.
Con la traccia Blue, dall’ultimo album Stay, l’introduzione di sassofono solo cristallizza e sottolinea il timbro “soffiato” cosi denso e corposo.

La gioia sembra essere il mood della serata, una sorta di energia dei corpi che si esplica attraverso gli strumenti, una fantastica foga giovanile che è sempre misurata ed equilibrata, dotata di portentosa forza.

Out There vede la batteria porre una forte impronta: la mancanza del piano permette al trio di impostare un discorso paritetico e vitale in cui batteria e contrabbasso non si occupano solamente di scandire la pulsazione ritmica ma dialogano pariteticamente con il sassofono: dialogo, (in)contro, scontro, una dialettica continua e fruttuosa.
Il brano Stay è un fiume in piena in cui il contrabbasso, dallo spirito funky, e la batteria, che incalza il sassofono, creano un sound febbrile, dinamico.

Una sassofonista dalle idee chiare già matura, anche dal punto di vista compositivo, con un suono personale che siamo sicuri farà sempre più parlare della sua musica.

One response to “Julieta Eugenio Trio @ Palazzo San Sebastiano, Mantova – 06.05.25”

  1. […] appuntamento primaverile per la rassegna You must believe in Spring 2025, dopo Julieta Eugenio con il suo Trio scopriamo la bellezza dell’ultimo progetto di Ludovica Burtone, Migration […]

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