L I V E – R E P O R T


Articolo di Nicola Barin, immagini sonore © Daniele Filippini

Ultimo appuntamento primaverile per la rassegna You must believe in Spring 2025, dopo Julieta Eugenio con il suo Trio scopriamo la bellezza dell’ultimo progetto di Ludovica Burtone, Migration Tales.
Anche in questo caso il tema è quello della migrazione, la Burtone, Friulana, dopo gli studi di violino al Conservatorio di Udine, e una specializzazione a Barcellona, è volata negli Stati Uniti dove i suoi interessi musicali si sono ampliati nell’ambito del jazz, conseguendo un diploma in composizione jazz al Berklee College of Music di Boston.
L’accompagnano nella serata Andrea Goretti al piano, Kaisa Maensivu al contrabbasso e Davide Bussoleni alla batteria.

Migration Tales, il nuovo progetto che l’artista sta proponendo in Italia, tratta dell’emigrazione, come ricorda l’artista durante il concerto: ”…ho pensato di dare più voce a quelle storie che magari non fanno tanta notizia e che sono più lontane da me…”.

The Name esprime perfettamente le caratteristiche della musica della giovane violinista: l’amore per la melodia, l’unione di stilemi classici e jazz, l’uso della voce come dispositivo capace di raccontare melodie e temi legati alla sua terra d’origine.
In The Last Sun è una traccia che lascia pieno spazio all’improvvisazione tematica del violino con il suo timbro cosi personale e che l’eco della loggia, aperta internamente, trasforma in qualcosa di unico.
Is This Rage presenta l’animo più jazz della serata con uno sviluppo immediato lasciato all’improvvisazione più frenetica: piano e batteria dialogano e rispondono con velocità, il contrabbasso con il suo timbro scuro e legnoso si aggiunge. Il violino giunge alla fine per unirsi in un magma frenetico e vorticoso.

Água e Vinho, del grande Egberto Gismonti, affonda le radici nel fado e nella musica brasiliana, la Burtone sembra essere in sintonia con l’anima del musicista brasiliano e il timbro particolare del suo strumento, dotato di una voce a metà tra il l’acustico e l’elettrico, produce vibrazioni struggenti.
La serata si chiude con Awakening, brano tratto dal primo album Sparks, in cui veloci e spediti, violino e contrabbasso, si rincorrono mettendo in evidenza la lunga improvvisazione di Goretti al piano.

La Burtone al suo secondo album si presenta con le idee chiare sulla direzione che la sua musica debba intraprendere: il pensiero musicale si nutre di plurimi influssi e umori provenienti da diversi generi che si intersecano, attuando composizioni cangianti e sorprendenti con una originalità unica. Album assolutamente da avere.

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