L I V E – R E P O R T
Articolo e immagini sonore di Erminio Garotta
Anche solo entrare in questa enorme chiesa è parte dello spettacolo che Suoni Mobili ha preparato per questa data del suo lungo serpentone sonoro.
Ci accoglie all’ingresso la giraffa che è il segno distintivo che Suoni Mobili ha scelto per il 2025.
Un organo maestoso, un suono da lasciare sbalordito chiunque; all’interno della chiesa due gruppi di canne esprimono tutta la potenza e bellezza sonora della prima parte di questo concerto. il maestro Lorenzo Zandonella Callegher affronta la colonna sonora di un classico del cinema, Star Wars. Ci ritroviamo velocemente tra navi stellari, bar intergalattici, paesaggi sconfinati. Il patron e direttore creativo di Musicamorfosi, Saul Beretta, con una punta di commozione ci tiene a far sapere che la scelta di queste musiche, benché lo riporti alla mente, è estranea alla condizione di guerra che molti popoli, attualmente,
stanno vivendo. Si prosegue, un infinito applauso alla fine della esibizione del maestro Callegher, lo costringe ad un rientro per suonare un ultimo brano.

Con lo stesso strumento, macchina da musica l’ha definita il maestro Lorenzo Zandonella, Roberto Olzer, all’organo appunto, affronta con Giovanni Falzone alla tromba e con Badrya Razem cantante Jazz e mezzosoprano con un curriculum ricco di collaborazioni con progetti musicali propri e docente di Canto Jazz presso il Conservatorio Cilea di Reggio Calabria, il progetto Magnificat, produzione di Musicamorfosi, tributo jazz al divino che è in ognuno di noi.
Diversi i pezzi presentati dal trio, con produzioni di Falzone, arrangiamenti su musiche di Pergolesi e Frisina, ed un finale con una lettura della poesia che Allen Ginsberg scrisse nel 1966 in pieno conflitto americano con il Vietnam, un testo pacifista, forte, molto attuale, che venne accompagnato dalle musiche di Philip Glass e magistralmente riportato alla nostra attenzione con la potente voce di Badrya.

Un finale che richiama ancora misticismo, pace, Om Shanti di Alice Coltrane.
Una standing ovation accompagna gli artisti all’ultimo pezzo, dove un meraviglioso dialogo tra tromba voce e organo portano Amazing Grace nel cuore del pubblico. Uno spettacolo che non lascia segni ma profonde faglie oceaniche nella mente e nell’anima del pubblico.
Un ringraziamento a Suoni Mobili, agli artisti, ai lavoratori dello spettacolo e a tutte le parti che permettono di fruire di questi meravigliosi eventi musicali in forma gratuita.














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