R E C E N S I O N E


Recensione di Aldo Del Noce

La dimestichezza crescente con il parterre del Nu-jazz di più nuova generazione non ci trova impreparati nel riconoscimento di tre figure già autonomamente definite.
Della tastierista Anja Lauvdal si è particolarmente apprezzato il vivace co-protagonismo entro il peculiare trio Moskus, così come il sassofonista Espen Reinertsen è paritario elemento del duo Streifenjunko, cui si devono quasi impensabili applicazioni della diade sax-tromba, ma ne ricordiamo anche un’interessante esperienza da titolare e vocalist nell’originale lavoro elettroacustico Nattsyntese, ed infine Christian Winther è chitarrista di diversificato investimento su molteplici quadranti della scena locale, e notabile leader di propria formazione in sestetto nel recente album Urfuglen.

Tre musicisti in un paesaggio urbano, immersi in una luce azzurra e sfocata, circondati da alberi spogli.

Non nuovi all’interazione, i tre condensano l’associativo operato entro un sequenza sonora concisa (inferiore ai 30 minuti), in cui dispensano flottanti quadri elettro(nico)-acustici che paritariamente si strutturano sugli apporti coalescenti dei singoli. Esordiente nelle pregnanti ambienze oniriche dell’ondulante The Drummer’s place, il trio espone una dimensione maggiormente acustica in As Night, in apparenza più vivente degli apporti chitarristici di Winther (le cui soluzioni seriali e le speculazioni sullo strumento non sembrano estranee a quelle dell’omologo e iperattivo Fredrik Rasten, ma il Nostro in termini assai personali conferisce idiomatico interventismo ad un passaggio intricato e catartico, nella cui complessità formale serpeggiano l’ancia di Reinetsen e le urticanti figurazioni di Lauvdal).

Tratto in apparenza più impersonale ed astratto nell’ascetica Hum, abitata nel suo ondivago incedere da spettrali sagome, diradanti nel tiepido lucore della (semi-)eponima Day As Night , tratteggiante un angosciante e semidesertico paesaggio post-apocalittico; l’epilogo si palesa nel genuino stupore di Nattravnen, non dissimile dal paesaggismo desolante del precedente passaggio, in cui il trio sembra optare per uno sfuggente status proiettivo di libera interpretazione.

Insomma conferiamo il credito dell’alienità dal bluff a tre operosi esponenti della scena norvegese, già ampiamente investiti nelle esternazioni proprie e nella concretezza di grandi collettivi quali Trondheim Jazz Orchestra, Christian Wallumrød ensemble o Skarbø Skulekorps (tra i varii), palestre di aliena ironia e coloristico clangore (ma non soltanto).

Ritenendo come il catalogo Sofa Music (a paragone del parallelo e non meno diversificato catalogo Hubro) sia abitualmente meno orientato ad espressioni post-jazz quanto ad un’eterogenea filiera avant-garde (le inclusioni di catalogo spaziano dall’inimitabile quartetto Dans les Arbres alle incursioni dei producers Ingar Zach o Martin Taxt o al catturante duo vocale Propan, ma giusto per estrema sintesi), oltre a saggi di neo-accademia, in effetti nel presente caso dona ospitalità ad una sequenza di ineffabile soundscape, puntante ad articolate riflessioni sulle valenza della vibrazione, segnata con pervasive modalità dalle instabili e fluttuanti tastiere elettroniche di Laudval e Reinertsen e dalle soluzioni a sei corde di Winther.

I tre creativi conferiscono sfuggente corpo sonoro alle angosce contemporanee entro quadri d’impatto, emotivamente remoti ma non del tutto agnostici, in cui si potrà scorgere mistica post-metropolitana febbrile e disturbante, ma puntante alla riflessione critica.

Musicisti:
Espen Reinertsen – sax, elettroniche
Anja Lauvdal – pianoforte, sintetizzatori
Christian Winther – chitarre elettriche ed acustiche

Tracklist:
01. The Drummer’s place  (4:13)
02. As Night  (6:21)
03. Hum  (4:25)
04. Day As Night  (4:27)
05. Nattravnen  (6:13)

Christian Winther, Anja Lauvdal, Espen Reinertsen su Sofa Music
Night As Day Day As Night su Sofa Music
Night As Day Day As Night su Bandcamp

Cover artwork by PAïEN: Lia Pradal & Camille Tallent.

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