L I V E – R E P O R T
Articolo e immagini sonore di Andrea Furlan
Una valigia piena di canzoni dal cuore acustico scalda il Black Inside
«Ho bevuto tutto il giorno, ho cantato le solite vecchie canzoni, ho urlato forte e sguaiato, disperato e orgoglioso» (D Tox Song)
Jimmy Ragazzon, leader e fondatore dei Mandolin’ Brothers (leggi qui), la più longeva band italiana dedita alla roots music a stelle strisce, una decina di anni fa pubblicava SongBag, la sua prima opera solista. Splendido disco acustico, dal sapore di legno e corda, vede la partecipazione di una folta schiera di amici che hanno accompagnato il titolare nel suo personale viaggio al cuore di blues, country e folk, le sue radici musicali da sempre esplorate con passione e competenza. Jimmy And The Rebels, side project rispetto alla band principale, raccoglie proprio alcuni degli artefici dell’album: Paolo Ercoli (dobro, pedal steel), Marco “Rovo” Rovino (chitarra, mandolino, voce) fedele spalla nei Mandolin’, Rino Garzia (contrabbasso) e Luca Bartolini (chitarra, voce) sono musicisti esperti che maneggiano a menadito l’abc della musica tradizionale americana e condividono con Ragazzon la passione per la musica autentica e sentita che racconta di vita vissuta con sincerità e saggezza.

Quella di sabato scorso, è stata una serata speciale, trascorsa tra amici che hanno condiviso il piacere di godersi in tranquillità la calda atmosfera acustica di un repertorio che ha riscaldato menti e cuori dei presenti. Il pubblico ha accolto con calore e attenzione quanto ricevuto dal palco e si è lasciato condurre lungo il sentiero tracciato da una scaletta divisa tra intense composizioni originali e cover particolarmente significative. Show eccellente da ogni punto di vista, sia per la trascinante energia della performance che per la perizia strumentale, non da ultimo l’amalgama delle voci, elementi che hanno composto un quadro dai colori cangianti. D Tox Song, Old Blues Man, 24 Weeks, Evening Rain, Scarlet (unico brano dei Mandolin’ in lista) e Going Down, sono prove evidenti dell’autorevolezza e del talento di Jimmy nella scrittura, perle che brillano di luce propria accanto alla voce dei suoi numi tutelari. La lista delle “riletture” la dice lunga sulle straordinarie capacità interpretative dei Rebels che affrontano con sicurezza due brani di Bob Dylan, Spanish Is The Loving Tongue (da brividi, già presente su SongBag) e When I Paint My Master Piece (altrettanti brividi), la meravigliosa If I Needed You di Townes Van Zandt, l’hard country South Nashville Blues di Steve Earle, Pistol Slapper Blues del bluesman Blind Boy Fuller (d’obbligo il rimando al compianto Rory Gallagher), la folk song Dark Hollow di Bill Browning resa celebre dall’incisione dei Grateful Dead, Friend Of The Devil dei Grateful Dead e una vera chicca, E.M.D. del David Grisman Quintet (tratta dal loro debutto del 1977). Un vero colpo da maestri Birdland dei Weather Report di Joe Zavinul, resa in un originalissimo arrangiamento country blues particolarmente degno di nota. Hanno fatto la loro bella figura Some Days You Gotta Dance di Keith Urban con Bartolini protagonista e Cannonbal Rag di Merle Travis. Da segnalare The Ballad Of Tommy Dixon di Paolo Ercoli, tratta dal suo ultimo lavoro Why Not. Finale in crescendo con il tiro di Fortunate Son, canzone antimilitarista di John Fogerty, che ha chiuso degnamente due ore decisamente emozionanti.

Non capita tutti i giorni di ascoltare la più pura American Music a così alto livello: Jimmy And The Rebels ci hanno deliziato con un set energico e personale in cui hanno dimostrato un grande affiatamento, tutta la loro bravura e la profonda conoscenza del patrimonio della musica d’oltre oceano. La sapida ricetta con cui cucinano una corroborante miscela di country, bluegrass, ragtime e blues è tra le migliori in assoluto nel panorama nostrano.
Un plauso al Black Inside che, con la direzione artistica di Visioni Musicali, continua a proporre una programmazione di “resistenza musicale” e a portare sul palco i più autorevoli artisti italiani, assecondando la loro fame di spazi adeguati a esprimere in libertà la propria arte. Ancora una volta mi sono sentito a casa e sono uscito dal locale ricaricato e felice. Bravi tutti, alla prossima!



























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