R E C E N S I O N E


Recensione di Sabrina Tolve

Violenti non è un album nel senso tradizionale del termine: è un’opera teatrale sonora, un dispositivo narrativo che usa la musica come linguaggio drammaturgico. Luca ‘O Zulù’ Persico, voce storica dei 99 Posse, incontra la polistrumentista e compositrice Caterina Bianco per costruire un lavoro che mette al centro la parola, il conflitto, la responsabilità collettiva. Non c’è né nostalgia né autocelebrazione: Violenti nasce per interrogare il presente, per chiamare le cose con il loro nome, per smascherare i meccanismi che rendono la violenza sistemica, quotidiana, accettabile.
Il titolo è volutamente scomodo. Non indica solo chi esercita la violenza in modo esplicito, ma chi la alimenta, la normalizza, la subisce senza reagire. È un’accusa e una domanda insieme.

Pubblicato il 9 gennaio, Violenti è strutturato come un’opera in tre atti, preceduta da un prologo, e suddivisa in scene. Ogni brano è parte di un racconto più ampio, di una tragedia contemporanea in cui non esistono eroi. La scrittura di Persico è aspra, diretta, teatrale nel senso più profondo: monologhi, dialoghi, invettive, confessioni. Caterina Bianco costruisce intorno alle parole un paesaggio sonoro essenziale ma estremamente espressivo, fatto di archi, percussioni, elettronica scarna, suoni concreti e silenzi carichi di tensione. La musica incalza, commenta, mette a disagio.

Violenti nasce originariamente come progetto teatrale ed è strettamente legato al libro autobiografico di Luca Persico, Vocazione Rivoluzionaria – L’autobiografia mai autorizzata (Edizioni Il Castello, 2024 – ne ho parlato qui). Il disco non ne rappresenta una trasposizione narrativa, ma una rielaborazione simbolica e collettiva: i nuclei biografici, politici ed emotivi del libro vengono trasformati in materia scenica e musicale, perdendo la dimensione individuale per farsi racconto condiviso.

Il concept segue questo filo e organizza l’album in tre atti che attraversano idealmente tre fasi della vita di Persico: gli anni della militanza e dell’esposizione pubblica con i 99 Posse, la crisi e il ripiegamento, fino a una nuova consapevolezza personale e artistica. Il Prologo getta subito l’ascoltatore nel conflitto, segnando una soglia netta tra ascolto passivo e partecipazione attiva. Con l’Atto I, le sei scene iniziali delineano il contesto: un’umanità ferita, rabbiosa, spesso complice. Le parole colpiscono come fendenti, mentre la musica costruisce un clima di tensione costante. È qui che emergono le forme più diffuse della violenza: economica, sociale, simbolica, quella che si mimetizza nella normalità e nel linguaggio del potere. L’Atto II rappresenta il nucleo più oscuro dell’opera. Le quattro scene scavano nelle contraddizioni individuali: chi osserva e tace, chi giustifica, chi ha paura di prendere posizione. Il suono si fa più scarno e ossessivo, riducendo progressivamente gli spazi di fuga. È la parte più disturbante del disco, perché costringe l’ascoltatore a riconoscersi, almeno in parte, nelle dinamiche messe in scena. Con l’Atto III non arriva una risoluzione, ma una resa dei conti. Le sette scene finali non offrono catarsi: aprono domande. La violenza non scompare, muta forma, si trasmette. Le ultime tracce lavorano sulla ripetizione, sull’eco, sulla sensazione di un ciclo che rischia di ricominciare se non viene spezzato. Il finale resta sospeso, volutamente privo di risposte.

Violenti è un disco che rifiuta ogni forma di comfort. Pretende attenzione, tempo, responsabilità. La forza del progetto risiede nell’incontro di due linguaggi distinti ma complementari: quello di Persico, che conserva intatta la sua capacità di esprimere urgenza politica senza filtri, e quello di Caterina Bianco, che costruisce un universo sonoro colto, inquieto, mai illustrativo.
Il passato militante è presente, ma non come rifugio né come mito: è materiale critico, strumento per leggere il presente. Violenti parla di oggi, di adesso, di noi. E lo fa attraverso una forma artistica che è essa stessa un gesto politico: rallentare, ascoltare, pensare.
Luca ‘O Zulù’ Persico e Caterina Bianco firmano un’opera coraggiosa e radicale, che mette in discussione non solo ciò che ascoltiamo, ma il modo in cui scegliamo di stare nel mondo.

Tracklist:
01. Prologo
Atto I

02. I, Scena I
03. I, Scena II
04. I, Scena III 
05. I, Scena IV 
06. I, Scena V
07. I, Scena VI
Atto II
08. II, Scena I
09. II, Scena II
10. II, Scena III
11. II, Scena IV
Atto III
12. III, Scena I
13. III, Scena II 
14. III, Scena III
15. III, Scena IV
16. III, Scena V
17. III, Scena VI
18. III, Scena VII

Artwork © Salvatore Caruso 
Photo © Sabrina Cirillo

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