R E C E N S I O N E

Recensione di Stefania D’Egidio

Mentre, una settimana fa, Sanremo e l’Italia intera rispolveravano il clone di Julio Iglesias, io mi imbattevo casualmente in una piccola casa discografica chiamata Rocketman Records: “nomen omen“- dicevano i latini- e così, cercando notizie sul web, finivo per trovarmi di fronte a uno scrigno di gemme preziose. Scorrendo infatti la playlist degli artisti in scuderia, mi accorgevo che alcuni erano nomi già noti della scena milanese, come The Mads, il primo gruppo mod italiano, attivo dal 1979, tanto da spingere Dj Henry a raccoglierli in una compilation dal titolo Milano Underground-Live to Tape, uscita nei negozi di dischi lo scorso 21 febbraio e, per il momento, non ancora presente sulle piattaforme digitali per una scelta consapevole, condivisa da band e casa discografica. Il titolo dell’album ci ricorda che Milano non è solo sfilate di moda e passerella per trappers e influencers, ma anche piccoli locali di periferia dove ascoltare ancora musica vera. Alcuni di loro sono stati spazzati via dalla crisi economica conseguente alla pandemia, penso ai miei amati Serraglio e Ohibò, altri hanno resistito eroicamente nella tempesta. Vecchi bar, circoli Arci, officine riadattate, sono questi i posti dove pullulano realmente le idee e si mescolano con le note di una chitarra o di un basso; piccoli spazi dove si sta in transenna senza dover prendere un giorno di ferie, stretti stretti tra sconosciuti con la stessa passione, a due passi dai musicisti, quasi da sentirne il respiro e condividerne il sudore, e a tre dall’uscita, dove il sold out, quando c’è, è reale e il biglietto costa poco più di una birra, perché, in fondo, non servono grossi effetti speciali, bastano una chitarra, un basso, una batteria e l’alchimia è servita. La città è piena di vecchi capannoni abbandonati, effetto della deindustrializzazione del paese, basterebbe avere solo un po’ di coraggio in un periodo in cui le prospettive mancano e le speranze vacillano…

Comunque, cari i miei OffTopici, con questa compilation potete rivivere tutte le emozioni della musica dal vivo e, se siete a Milano il 14 marzo al CIQ potrete vedere alcune delle band all’opera. Milano Underground-Live to Tape nasce da un’idea di Dj Henry, Roberto Gramegna di Rocketman Records e Ettore “Ette” Gilardoni di Real Sound Studio nell’intento di dare, insieme alle band partecipanti, una fedele rappresentazione dei fermenti musicali della città. Gruppi musicali di recente formazione, tranne la succitata band The Mads, che hanno registrato in presa diretta al Real Sound Studio di via Casoretto, storica realtà che dal 1982 supporta la scena underground meneghina. Un registratore a nastro Ampex e un mixaggio rigorosamente analogico a rimarcare le differenze con le registrazioni dell’IA e con i prodotti “usa e getta” dell’era digitale. Di qui la scelta più logica di distribuire il disco in vinile e di presentarlo dal vivo in diverse serate, in vari locali, con le dodici band a ripercorrere il loro repertorio, oltre ai singoli presenti nell’album.

Sei canzoni per lato, con apertua affdata agli Hiroshima Dandies con una esplosiva Hey Hey Hey X Ray, un bel rockabilly tutto da ballare, ci starebbe bene allo Spirit de Milan o alla Balera delle Ortiche…

A seguire la più introspettiva The Rule of The Three di The Swanseas , atmosfere quasi dark/new wave anni ’80: scorrono belle sensazioni sotto la puntina del giradischi!

La successva My Drug dei Take Death è una scarica punk ad alto voltaggio, ma sempre all’insegna dell’allegria e dell’orecchiabilità.

Si capisce, man mano che i minuti scorrono, che dietro c’è stato un lavoro di attenta selezione dei pezzi, uniti da uno stesso filo conduttore, il rock, di cui si esplora ogni possibile sfumatura. Wearing My Sunglasses dei Plateaux ci trascina infatti in atmosfere garage anni ’60, catapultandoci direttamente da Milano alla West Coast americana.

Con Sam di Right Profile sconfiniamo nell’indie rock degli arpeggi veloci e dei ritornelli ripetuti ossessivamente, in Days di Brightest Room atmosfere quasi da dark d’oltremanica, con una bella linea di basso e dei fraseggi di chitarra tirati fino alla fine.

Il lato B si apre con Starvey Boy di Gasco e, mentre scrivo la recensione, le mie gambe si muovono compulsivamente, perchè questo non è solo un album da ascoltare, ma anche da ballare e, se ci si concentra, sembra di sentire l’odore del legno del palco.

Più lenta la successiva Hantzis di Stella Diana: abbassate le luci e lasciatevi cullare dalle note avvolgenti. La terza traccia, Sick Sad World dei Red Moon Heroes, è la mia preferita in assoluto, classico pezzo ska con sassofono a dirigere la linea melodica e due voci, una maschile e una femminile, a contendersi la scena in un botta e risposta, per poi abbracciarsi nel ritornello.

Altrettanto bello End of Time di Golden Eggs per la profondità della voce, la melodia del ritornello, gli assoli di chitarra: mi ricordano un po’ The Psychedelic Furs, e, a proposito di psichedelia, stavolta in stile The Doors, eccovi servita Machine Head Warning dei Lato, aperta da un wah wah che ne segna il ritmo per tutto il brano con una voce che fa tornare in mente il compianto Morrison, aggiungete poi degli assoli funky che serpeggiano per cinque minuti, senza mai stancare, e il gioco è fatto.

Chiude Modern Girl di The Mads, un ritmo più scanzonato, che sa di estate e di corse in Vespa verso la spiaggia, con un’accattivante alternanza della lingua inglese a quella italiana.

Tirando le somme un album davvero bello, dal sapore internazionale, che strizza un occhio al rock inglese e l’altro a quello americano. Per me , che ormai ho una certa, come si suol dire, un viaggio nel tempo, oltre che nello spazio, ripercorrendo tutte le tappe delle mie passioni musicali, dalla new wave dell’infanzia, alla dark dell’adolescenza, fino al hard rock, allo ska e alla psichedelia dell’età adulta: insomma Milano Underground- Live to Tape è un compendio di ottima musica e dimostra che questa città è viva e non vuole arrendersi a chi ci vuole schiavi del prodotto usa e getta delle piattaforme streaming. E’ un modo di affermare con orgoglio la propria esistenza, di dire che non c’è bisogno di grandi numeri e grandi spazi da finti sold out per suonare roba di qualità e che un diverso rapporto con il pubblico, fatto di contatto fisico nei piccoli locali, non solo è possibile, ma rende tutto più autentico.

Tracklist:
Lato A
01. Hiroshima Dandies – Hey Hey Hey X Ray
02. Swanseas – The Rule of Three
03. Take Death – My Drug
04. Plateaux – Wearing My Sunglasses
05. Right Profile – Sam 
06. Brightest Room – Days 

Lato B
01. Gasco – Starvey Boy
02. Stella Diana – Hantzis 
03. Red Moon Heroes – Sick Sad World
04. Golden Eggs – End of Time
05. Lato – Machine Head Warning
06. The Mads – Modern Girl


One response to “Milano Underground – Live to Tape (Rocketman Records, 2026)”

  1. Avatar Ettore Gilardoni
    Ettore Gilardoni

    Grazie!! Top!
    Ette

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