R E C E N S I O N E


Recensione di Sabrina Tolve

Con Del mio cuore in fondoCollection Vol.1, Andrea Chimenti celebra quarant’anni di carriera tornando sulle tracce più significative del proprio repertorio. Pubblicato da Vrec Music Label e distribuito da Audioglobe, il disco è una riscrittura del suo percorso artistico. Le canzoni – alcune nate negli anni Ottanta con i Moda, altre appartenenti alla fase solista – vengono completamente riarrangiate e risuonate insieme a numerosi ospiti, tra cui Gianni Maroccolo, Mauro Ermanno Giovanardi, Tori Sparks e Shawn Lee. Il risultato è un viaggio nella poetica di uno dei protagonisti più appartati e carismatici della scena new wave italiana. Fin dagli anni Ottanta, Chimenti ha occupato una posizione singolare nella musica italiana: vicino per spirito alla scena fiorentina, ma sempre mosso da una tensione più letteraria e visionaria.

Del mio cuore in fondo – Collection Vol.1 nasce proprio da questa esigenza: rileggere il passato senza trasformarlo in nostalgia. Le canzoni vengono ricostruite con arrangiamenti più ampi e cinematografici, in cui chitarre, tastiere e orchestrazioni leggere amplificano l’atmosfera crepuscolare tipica del suo stile. L’operazione non è solo celebrativa. Riportando queste composizioni in studio, Chimenti le rende nuovamente vive, quasi come se il tempo le avesse portate a maturazione.

Il disco si apre con Canto pagano e torna alle radici new wave dei Moda. La nuova versione mantiene il fascino oscuro dell’originale, ma aggiunge un respiro più ampio negli arrangiamenti. Segue L’Uomo dei sogni, una delle canzoni simbolo della prima fase di Chimenti. Risuonata con gli ex compagni di band, conserva il suo carattere onirico ma guadagna profondità emotiva. A Stain in the Moonlight, con la partecipazione di Tori Sparks, porta il disco verso territori più internazionali, e aggiunge al disco un contrappunto delicato che resta, seppur in maniera diversa, con Ora o mai – uno dei momenti più intimi della raccolta. Yuri, in duetto con Mauro Ermanno Giovanardi, è uno dei brani più suggestivi del disco. Le due voci dialogano su un arrangiamento elegante e malinconico, mentre Garcia, con Shawn Lee, introduce una dimensione più cinematografica e quasi psichedelica. Amami, sostenuta dal basso di Gianni Maroccolo, mostra il lato più emotivo del repertorio di Chimenti, tra intensità melodica e tensione narrativa. Maestro Strabilio, ancora con Maroccolo, è uno dei momenti più teatrali del disco, dove la scrittura assume toni visionari. Ti ho aspettato, originariamente pubblicata nel 1996 in L’albero pazzo e scritta insieme a David Sylvian, resta uno dei brani più intensi della carriera di Chimenti. La nuova versione, arricchita dalla chitarra di Massimo Fantoni, ne accentua la dimensione emotiva. Chiude La cattiva amante, con la partecipazione di Francesco Chimenti. Con tono intimo e quasi familiare, il brano lascia l’impressione di un racconto sospeso.

Andrea Chimenti dimostra ancora una volta la sua capacità di muoversi tra poesia, rock e suggestioni internazionali, mantenendo una voce unica nel panorama italiano. Più che una retrospettiva, questo disco sembra un momento di passaggio – uno sguardo indietro necessario per poter continuare a scrivere il prossimo capitolo.

Tracklist:
01. Canto pagano (Moda)
02. L’Uomo dei sogni (Moda)
03. A Stain in the Moonlight (ospite Tori Sparks)
04. Ora o mai
05. Yuri (ospite Mauro Ermanno Giovanardi)
06. Garcia  (ospite Shawn Lee)
07. Amami (ospite Gianni Maroccolo)
08. Maestro Strabilio (ospite Gianni Maroccolo)
09. Ti ho aspettato (ospite Massimo Fantoni)
10. La cattiva amante (ospite Francesco Chimenti)


Foto copertina © Gianfranco Mura
Foto © Lionello Nardon

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